Bjorn Larsson, ”Non posso immaginare la mia vita senza i libri”

''Quasi tutto la mia esistenza è stata dedicata ai libri'', così Bjorn Larsson spiega il posto che nella sua vita ha occupato il mestiere di scrittore e lettore. Famoso in Italia per romanzi come ''La vera storia del pirata Long John Silver'', ''Il Cerchio celtico'', ''Il porto dei sogni incrociati'' e ''L'ultima avventura del pirata Long John Silver'', lo scrittore svedese è stato ospite di ''Parole sotto la torre''...
L’autore svedese, famoso in Italia per i suoi romanzi incentrati sul personaggio di Long John Silver, è stato di recente ospite a “Parole sotto la torre”, il festival letterario di Portoscuso. Larsson ci racconta di sé e dei suoi libri
MILANO – “Quasi tutto la mia esistenza è stata dedicata ai libri”, così Bjorn Larsson spiega il posto che nella sua vita ha occupato il mestiere di scrittore e lettore. Famoso in Italia per romanzi come “La vera storia del pirata Long John Silver”, “Il Cerchio celtico”, “Il porto dei sogni incrociati” e “L’ultima avventura del pirata Long John Silver”, lo scrittore svedese è stato ospite di “Parole sotto la torre”, il festival letterario di Portoscuso, in Sardegna, occasione in cui abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.
Com’è venuta l’idea di scrivere “La vera storia del pirata Long John Silver”, di cui è uscita quest’anno in Italia “L’ultima avventura”? Perché ha voluto tornare su questo personaggio?
L’idea l’ho avuta molti anni fa, quando non ero ancora uno scrittore. Ne “L’isola del tesoro” non si spiega niente della sua vita, non si racconta né da dove venga né cosa sia di lui dopo il fiasco con cui si conclude il romanzo. In più c’è l’enigma della sua personalità: da un lato è affascinante, dall’altro è un tiranno, fa paura a tutti. È una figura di pirata atipica.
Quindici anni dopo aver pubblicato il primo romanzo mi è tornata questa idea, e ho scritto di getto i primi tre capitoli de “La vera storia del pirata Long John Silver”. Poi però mi sono fermato, perché mi sono reso che per scrivere questo libro, che si sarebbe affiancato a un grande capolavoro della lettura mondiale, avrei dovuto fare delle ricerche. Mi sono così documentato sulla vita del mare a quell’epoca, per vedere se la storia di Stevenson avrebbe potuto sussistere in quella realtà storica. Ho studiato molto per conoscere le condizioni dei marinai a quei tempi, come vivessero i pirati.
È stata dura?
Mi dava una forte speranza il fatto che il personaggio, mi sembrava, avesse già trovato la sua voce, ma il lavoro è stato lungo: mi ci sono voluti 3 anni per finire il libro.
Quando nella vita ha capito che avrebbe fatto lo scrittore?
Non so esattamente. Già al liceo scrivevo, ma non credevo che l’avrei fatto di mestiere. 
Avevo un’idea romantica allora di cosa significasse essere scrittore: sognavo per esempio di andare a Parigi per conoscere i surrealisti. Ci andai sul serio, ma non incontrai proprio nessuno e non vissi nessuna delle avventure che mi ero immaginato. 
Eppure eccomi qua. Un giorno ho mandato una serie di racconti a un editore e ho ricevuto un contratto!
E oggi riesce a immaginare la sua vita senza i libri? 
Assolutamente no! Quasi tutta la mia esistenza è stata dedicata ai libri. All’inizio c’era la libera ricerca dell’ispirazione come ragione di vita, poi la scrittura è diventata un lavoro, ma un lavoro che comunque ha il potere di dare un senso alla vita. 
E poi non solo sono uno scrittore, ma anche un gran lettore, e per di più insegno letteratura!
Lei è stato di recente protagonista di un incontro a ‘Parole sotto la torre’, il festival letterario di Portoscuso. Ci può dire le sue impressioni di questa esperienza? 
È andata benissimo! Portoscuso è un luogo un po’ “alla periferia”, non mi aspettavo granché. E invece ci sono state 170 persone, tutte molto attente e partecipi. È stata una bellissima esperienza, tranne forse per il caldo…
Queste manifestazioni quindi sono utili per attirare l’interesse sui libri?
Penso di sì. In Italia si dice sempre che si legge poco, ma queste manifestazioni riescono a catturare anche l’attenzione dei non lettori, che partecipano attratti dall’evento e scoprono i libri e la lettura.
14 agosto 2013
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