Il celebre giornalista a Pordenonelegge

Beppe Severgnini e le cinque parole chiave di oggi

Beppe Severgnini, volto noto del giornalismo italiano, è l’autore che con La vita è un viaggio ( Rizzoli) chiude la XV edizione di Pordenonelegge...

PORDENONE – Beppe Severgnini, volto noto del giornalismo italiano, è l’autore che con La vita è un viaggio ( Rizzoli) chiude la XV edizione di Pordenonelegge, in collaborazione con il premio giornalistico Lucchetta. Più che una lezione, è una lunga chiacchierata sui “ tempi strani” di oggi e sui consigli che un over 50 può permettersi di dare ai giovani. Sono cinque, ma poi diventano sei le parole chiave che ci devono ispirare: Brevità, Velocità, Precisione, Incoraggiamento e Resilienza, a cui poi il giornalista aggiunge Ispirazione.

 

LA BREVITÀ – Tra aneddoti dell’adolescenza (‘a 14 anni prima di scrivere un tema che doveva necessariamente arrivare alla quarta colonna, imparavo a caso dei vocaboli dal dizionario che inserivo con qualsiasi argomento’) e della sua professione, il giornalista stila un elogio della brevità da Tacito a Twitter, aggiungendo nell’elenco Marziale, Buzzati e Indro Montanelli che nelle sue Stanze nel Corriere riusciva mirabilmente a sintetizzare il mondo di allora. Ora lo fa Twitter che non si sostituisce al libro, ma è un’altra cosa: “ un filo intermentale – lo definisce Severgnini – che allena il cervello”. Non è solo una questione di scrittura, ma un’attitudine mentale che porta al secondo concetto.

 

LA VELOCITÀ – Sono tempi veloci i nostri e nessuno vorrebbe tornare indietro ed aspettare quindici giorni per avere i referti medici o impiegare otto ore per andare da Milano a Roma. “Il dinamismo è una necessità – spiega Severgnini – e non si deve  confondere con la nevrosi o la frenesia. Amo lo slow food, ma la lentezza non deve essere un pretesto per la pigrizia. La vera corruzione è il ricatto dei frenatori”.

 

LA PRECISIONE – Presto e bene devono stare assieme. Noi italiani ci trasciniamo l’immagina artistica e furbesca della sciatteria e dell’imprecisione, che è uno dei nostri difetti più famosi nel mondo, ma possiamo facilmente ribaltare questa immagine. E Severgnini racconta come sia stato chiamato dagli operai di Melfi, per dispensare consigli su come lavorare assieme agli americani: “Arriviamo prima di loro al lavoro prima di tutto e sfoderiamo la stessa precisione che ci vuole per fare le orecchiette. Ma queste le faremo assaggiare solo in un secondo momento. Non dobbiamo sedurre, ma convincere.”

 

L’INCORAGGIAMENTO E L’ISPIRAZIONE – Negli Stati Uniti è molto usato il termine nudge, un incoraggiamento lento e progressivo: quello di cui hanno bisogno i giovani che – lo scandisce a chiare lettere – devono sempre essere pagati e stimolati, facendoli maturare mescolando esperienze diverse. Steve Jobs , sempre lui, faceva lavorare assieme biologi, letterati, informatici, giuristi perché formazioni differenti potessero integrarsi e stimolarsi a vicenda. “In inglese si dice relatebility ovvero la capacità di entrare in relazione, che si deve però integrare con l’ispirazione. Un libro, una canzone, una poesia possono ispirare e questo è un valore aggiunto che fa la differenza.”

 

LA RESILIENZA – Ed infine la resilienza, cioè la capacità di resistere agli urti e l’orgoglio, quello delle donne cinquantenni a cui Severgnini dedica la serata, perché rispetto a un tempo, quando a cinquant’anni potevano iniziare ad essere tranquille, ora devono gestire mariti impazziti, figli che non sono ancora indipendenti e genitori irrequieti: una tempesta perfetta. “Che le donne sanno perfettamente gestire – conclude il giornalista  – ed è per questo  che saranno loro a salvare l’Italia non da un’onda provvisoria, ma dalla marea.”

 

Alessandra Pavan

 

23 settembre 2014

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