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Ascanio Celestini, “Nel mio libro parlo dei detenuti e della loro umanità oltre le barriere”

DAL NOSTRO INVIATO A TERNI - Ascanio Celestini arriva a Terni in occasione della manifestazione letteraria Umbrialibri per presentare al pubblico Pro Patria (Einaudi), il suo ultimo libro che vede come protagonista un detenuto dei giorni nostri che nella solitudine del carcere, sceglie di evadere, anche solo mentalmente, grazie alle parole di Pisacane, Cattaneo, Mazzini, Mameli...

A Umbrialibri l’artista ha presentato il suo nuovo libro Pro Patria

 

TERNI – “Questa è la storia di un erbivoro. Un detenuto condannato alla reclusione fino al giorno 99 del mese 99 dell’anno 9999. «Fine pena mai», come una ghigliottina al rallentatore.” Ascanio Celestini arriva a Terni in occasione della manifestazione letteraria Umbrialibri per presentare al pubblico Pro Patria (Einaudi), il suo ultimo libro che vede come protagonista un detenuto dei giorni nostri che nella solitudine del carcere,  sceglie di evadere, anche solo mentalmente, grazie alle parole di Pisacane, Cattaneo, Mazzini, Mameli, protagonisti dei pochi libri che l’istituzione carceraria gli permette di consultare.

 

STORIA D’ITALIA IN CHIAVE RIVOLUZIONARIA – “Prima che cada anche la sua testa, l’erbivoro si affaccia alla finestra della Storia per scrivere un discorso: le parole dei primi eroi del Risorgimento, entrate di soppiatto tra i muri della cella, ne hanno spalancato le porte al vento.” Ascanio Celestini rilegge così la storia dell’Unità d’Italia in chiave anarchica e rivoluzionaria, conducendo il lettore in un viaggio vertiginoso dove i martiri e gli eroi non hanno neanche trent’anni, e pagano con la vita la capacità di sognare.

 

L’UMANITA’ DELL’UOMO – La scelta alla base del libro è quella di andare alla ricerca di personaggi “umanamente interessanti”, e i detenuti, a cui sono state annullate (estirpate, stracciate) tutte le barriere, hanno una umanità particolarmente esposta. L’idea di Celestini è dunque di concentrarsi su situazioni in cui l’uomo è “visibile” e non nascosto da protezioni e barriere costruite dalla società che ne rendono difficile, se non impossibile, scoprirne la “vera umanità”. “Quand’è che il furto di una mela diventa un reato? C’è un limite? C’entra con la qualità della mela? La statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. Non è una bilancia per pesare la frutta”.

 

DAL TEATRO AL LIBRO – Il libro è tratto dall’omonimo spettacolo teatrale “Pro Patria”, andato in scena nel corso della stagione 2011/2012 e prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria. Un racconto teatrale nel quale Celestini cerca di ricucire i fili della storia del nostro Paese, ritrovando quella scintilla intellettuale e politica che ha dato vita a un’esperienza lunga e dolorosa, un percorso che ha coinvolto uomini e donne uniti da un grande ideale: fare l’Italia. Una narrazione che colloquia tra presente e passato, in cui rivivono anche storie minori, quelle dimenticate dai libri, storie che raccontano della brutalità della guerra, piena di giovani vittime incoscienti e della brutalità della detenzione, specie per chi viene discriminato.

Laura Scolari

3 novembre 2012

 

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