Editoria e innovazione tecnologica

Arrivano le nuove start up che trasformano la cultura in impresa

LA CRITICA QUOTIDIANA – Anche il mondo della cultura, in tempi di crisi e in mancanza di finanziamenti pubblici, deve trovare nuovi progetti per rinnovarsi e sostenersi economicamente...

Alexis Paparo su il Giornale spiega come piattaforme digitali e app  trasformano il modo di fare editoria e aprono nuove possibilità di guadagno

LA CRITICA QUOTIDIANA – Anche il mondo della cultura, in tempi di crisi e in mancanza di finanziamenti pubblici, deve trovare nuovi progetti per rinnovarsi e sostenersi economicamente. È l’obiettivo, in molti casi centrato, perseguito dalle numerose start up culturali nate ultimamente, di cui parla Alexis Paparo su il Giornale.

LE START UP AL SALONE DI TORINO – Al Salone del Libro di Torino quest’anno, dall’8 all’11 maggio, saranno presentate dieci start up che coniugano editoria e tecnologia in progetti di assoluta novità, di cui sette italiani. Alexis Paparo li passa in rassegna a partire da 20lines, una piattaforma “che consente di leggere, scrivere e condividere racconti brevi”, che ha raccolto una community di 70 mila utenti. Agli scrittori di 20lines è dedicato il concorso letterario “Bigjump”, lanciato in collaborazione con Amazon e Rizzoli. C’è poi Newscron, di Lugano, aggregatore di notizie dal web con più lettori in Europa. La Pubcoder di Torino ha sviluppato un software per creare ebook con animazioni, video e suoni. La TwoReads di Venezia, fondata da Alessandro Guarnieri, classe 1985, ha elaborato un “progetto di ricerca bibliografica intelligente”. Siccome i libri sono collegati gli uni agli altri, l’idea è quella di far diventare ciascun libro un ipertesto con rimandi e citazioni. SPAMMagazine, creata da Federico Mirarchi e Roberto Piazza, è “la prima e unica rivista a realtà aumentata”: alla lettura tradizionale, si accompagnano video, animazioni 3D, foto… G.R.I.M.M., creata da tre mamme, professioniste del digitale, è destinata ai bambini da 0 a 8 anni e debutterà proprio al Salone. L’app, pensata anche per aiutare bambini con difficoltà di lettura e apprendimento, “avrà al suo interno una fiaba e un menù che sbloccherà contenuti diversi  a seconda delle fasce d’età”. La Xoonia di Milano, infine, “realizza software per interagire con uno schermo attraverso i movimenti del corpo” e ha già preso accordi per collaborare con Multiplayer Edizioni.

NUOVE OPPORTUNITÀ DA SFRUTTARE – “Con i finanziamenti pubblici ridotti all’osso rendere economicamente sostenibile il proprio progetto è importante quanto avere un’idea brillante”, sono le parole di Bertram Niessen riportate da il Giornale. Lui è il product manager del premio “Che Fare”, che viene assegnato annualmente alla start up che riesce a coniugare nel modo migliore innovazione e progetto di business, la quale ottiene 11 mila euro. Anche Postepay guarda con attenzione questo nuovo mondo: tra i progetti presentati sul sito www.Postepaycrowd.it, lo sponsor sceglierà di co-finanziarne uno al mese tra quelli che hanno raggiunto il 50% del budget. Insomma, se è vero che dalla crisi nascono nuove opportunità, questa sembra proprio la nuova via da percorrere e pare che anche il settore cultura se ne stia accorgendo.

10 aprile 2014

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