Arrivano i ”Quanti” di Einaudi, la nuova collana digitale di libri piccoli ma essenziali

Einaudi ha lanciato questa settimana i ''Quanti'', una nuova collana-traccia esclusivamente digitale. I primi titoli sono disponibili in rete a partire dal 20 marzo al prezzo di 1,99 euro, e ogni mese ci saranno almeno due novità...
Dal 20 marzo sono disponibili in rete i primi titoli, tre novità e cinque grandi classici

MILANO – Einaudi ha lanciato questa settimana i “Quanti”, una nuova collana-traccia esclusivamente digitale. I primi titoli sono disponibili in rete a partire dal 20 marzo al prezzo di 1,99 euro, e ogni mese ci saranno almeno due novità. Non sono ebook ma “ewritings”. Come i quanti della fisica, si pensano piccoli, ma essenziali. Scritture brevi e profonde in cui si proverà a sperimentare e pensare le più diverse opportunità date dalla velocità e dalla ricchezza del digitale. Ma si proverà anche a viaggiare nel catalogo recente e antico dell’Einaudi per riproporre, e in alcuni casi per scovare, testi che brillino della perenne attualità del classico o che possano rivivere nuove stagioni nelle metamorfosi della contemporaneità.

LE TRE NOVITÀ – Dei primi otto titoli, tre sono novità. “I miei genitori” di Nicola Lagioia è un racconto sulla giovinezza e sul senso di colpa, sul difficile mestiere di essere felici. “Lo show dei tuoi sogni” di Tiziano Scarpa è un racconto sul potere e la suggestione delle parole, che sarà possibile leggere e anche ascoltare, con brani musicali composti per l’occasione da Davide Arneodo e  Luca Bergia dei Marlene Kuntz. “L’attacco allo stato sociale” è un saggio in cui Luciano Gallino, in brevi intensissime pagine, coglie il nucleo problematico essenziale della questione su cui oggi più che mai si gioca l’idea della giustizia quotidiana per i cittadini dell’Occidente.

IL SAGGIO DI FRANZEN – “Il cervello di mio padre” di Jonathan Franzen, è, invece, un saggio tratto dalla raccolta  “Come stare soli”, del 2003. Franzen osserva il progredire dell’alzheimer del padre come un lungo, inevitabile, addio della vita. La domanda profonda che l’autore tenta di porsi è semplice e radicale: quando, esattamente, abbiamo perso la persona che abbiamo perso?

IL BREVIARIO ZEN DI PAUL AUSTER – “Il Taccuino rosso” di Paul Auster è stato pubblicato nel 2001 nella raccolta einaudiana “Esperimento di verità”. Sono tredici occasioni in cui si fa sentire la “musica del caso” che, secondo Paul Auster, muove le nostre vite. E’ un breviario zen scritto a New York.

“MONDO ROMANZO” DI MAGRIS E VARGAS LLOSA – Nel 2001 Claudio Magris e Mario Vargas Llosa scrissero per il primo volume della Grande Opera “Il romanzo”, diretta da Franco Moretti, due saggi che fin dal titolo si pensavano come speculari: il titolo di Vargas Llosa era “È pensabile il mondo moderno senza il romanzo?”, quello di Magris “È pensabile il romanzo senza il mondo moderno?”. Sono due apologie della lettura come immaginazione che comprende, come fantasia che costruisce, contro l’indistinto ron-ron dell’intrattenimento. Il Quanto “Mondo, romanzo” li raccoglie insieme e li fa reagire a distanza ravvicinata.

LA “STORIA” DI LE GOFF – “Storia” di Jacques Le Goff è il saggio che il grande maestro della storiografia scrisse nel 1981 per  l’“Enciclopedia” Einaudi. Lo si ripropone tale  e quale, nella convinzione che sia uno di quei testi da cui, in ogni epoca, è sempre possibile ripartire per chiedersi che cosa sia “Storia” e come sia possibile “farla” e pensarla.

IL VANGELO DI LUCA – Infine, il “Vangelo” di Luca. Pubblicato nel 2006 all’interno del Millennio che raccoglieva i quattro vangeli canonici a cura di Giancarlo Gaeta. Una traduzione “laica” che mette in luce la qualità letterarie del testo. È il racconto più bello della storia più grande. Tutti coloro che raccontano, raccontano dopo.

PICCOLI LIBRI DAI MOLTEPLICI ORIZZONTI – Nell’infinita biblioteca dell’esperienza e della rete, i Quanti Einaudi non pretendono di raccontare più di ciò che è possibile raccontare in un’impronta, in una traccia. Ma dicono anche che “navigare” è avventura vera solo se si ha coscienza della profondità che sta sotto la superficie e se si ha cognizione della molteplicità degli orizzonti possibili. Il lettore dei Quanti Einaudi è quello aperto, veloce e reattivo della nostra contemporaneità. Non quello svagato e svogliato, dall’anima antologica. I Quanti sono curiosi  ma hanno memoria. Sono rapidi ma in grado di prendersi tempo. Sanno andare avanti guardandosi indietro.

24 marzo 2013

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