Licia Troisi presenta il primo volume della sua saga fantasy

Arriva ”Pandora” di Licia Troisi, ”Mi piacerebbe che l’idea che passasse dalla lettura dei miei libri fosse che il genere non è un limite, ma una ricchezza”

Pam ama la musica metal e il suo look estremo non la fa mai passare inosservata. Eppure lei si sente invisibile. Perché nessuno la vede davvero, oltre gli occhi bistrati di nero e i vestiti dark...

E’ uscito Pandora, il primo libro di una lunga serie firmata Licia Troisi. Saranno almeno sei i volumi che terranno con il fiato sospesi molti ragazzi. Tutto parte nella notte di Halloween…

MILANO  – Pam ama la musica metal e il suo look estremo non la fa mai passare inosservata. Eppure lei si sente invisibile. Perché nessuno la vede davvero, oltre gli occhi bistrati di nero e i vestiti dark. Un ragazzo e una ragazza, due adolescenti catapultati in un mondo fantasy durante una notte di halloween. Pam diventerà un’apriporte, capace di viaggare in un spazio che nessuno conosce. Così nasce ‘Pandora’, il primi libro di una lunga sarie. Licia Troisi, infatti, sta già iniziando a lavorare sui prossimi, saranno almento sei i volumi.

PANDORA – Pam ama la musica metal e il suo look estremo non la fa mai passare inosservata. Eppure lei si sente invisibile. Perché nessuno la vede davvero, oltre gli occhi bistrati di nero e i vestiti dark. Nessuno tranne Sam, che vive in un palazzone alla periferia di Roma e, come lei, è un escluso. I due ragazzi non si conoscono, ma i loro destini collidono la notte di Halloween, quando un antico rito si compie: durante una seduta spiritica, Pam apre un misterioso scrigno proveniente dall’antico Egitto da cui si sprigionano gli Angeli della Morte, sei demoni che si impossessano di corpi umani seminando terrore nel mondo. Nulla sarà più come prima: Sam acquisirà il terribile potere di uccidere con il tocco delle mani, mentre Pam diventerà davvero invisibile. Solo con l’aiuto del nuovo amico potrà ritrovare gli Angeli della Morte che ha liberato: perché il suo nome è Pandora, l’Apriporta.

E’ uscito Pandora, il primo volume di una lunga serie. Saranno almeno sei i libri. Come nasce questa storia?

Avevo in testa sostanzialmente due idee: una vecchia idea per un libro su un angelo caduto alla quale, col tempo, mi ero un po’ disamorata, e l’immagine di qualcuno che avesse il potere di dare la morte col semplice tocco delle dita. Il nucleo fondamentale del libro è nato da questi due spunti, uniti al fatto che avevo voglia di narrare un personaggio un po’ eccentrico, una caratteristica che appartiene anche al mio carattere.

Ancora una volta, il genere fantasy propone una donna forte, combattiva e indipendente (dopo Hunger Games e Il Trono di Spade). Qual è il messaggio da dare agli adolescenti?

Quando ho iniziato a raccontare eroine non avevo intenti precisi: semplicemente, trovavo più facile e divertente raccontare psicologie femminili. In seguito, crescendo, ho preso maggior consapevolezza di quali siano i modelli di donna che i media generalisti veicolano, e alle due istanze originarie si è aggiunto anche il desiderio di raccontare personaggi femminili che uscissero un po’ dai canoni più rappresentati in tv e in pubblicità. Mi piacerebbe che l’idea che passasse dalla lettura dei miei libri fosse che il genere non è un limite, ma una ricchezza, e soprattutto non deve essere preso a pretesto per limitare la libertà di ciascuno di noi. Ognuno può essere ciò che preferisce e desidera, compatibilmente con le proprie inclinazioni e i propri talenti.

Da sempre appassionata di fumetti e manga, ha iniziato a scrivere libri da giovanissima. Alcuni l’hanno criticata per aver pubblicato il suo primo libro quando non aveva fatto ancora abbastanza gavetta. Che risponde?

Che le Cronache non erano certo la prima cosa che scrivevo, e che era da quando avevo sette anni che non facevo altro che affinare stile e capacità narrative. Credo che questo tipo di gavetta sia più importante della mera pubblicazione. In fin dei conti, il percorso di un autore è qualcosa di personale, che matura principalmente dal confronto con altri scrittori, e dunque dalla lettura, e sporcandosi le mani, quindi scrivendo. Io avevo fatto entrambe le cose. Poi, se si vuol dire che sono stata fortunata, non l’ho mai negato.

I protagonisti di “Pandora” sono due adolescenti, un maschio e una femmina, che si trovano a vivere in un mondo fatto di misteri e pericoli. Tutto parte dalla notte di Halloween….che succede?

Per scherzo, a Pam viene chiesto di aprire un’antica scatola. Pam però, sebbene neppure lei ne sia consapevole, è un’Apriporta, ossia ha la capacità di aprire varchi tra i mondi. Questo è proprio quel che succede all’apertura della scatola: involontariamente Pam libera nel nostro mondo sei demoni, che se ne vanno in giro a possedere i corpi degli umani, tra cui quello di Sam. Poco dopo, le vite di Pam e Sam collidono – letteralmente – quando entrambi sono coinvolti in un incidente col motorino. Da quel momento Pam diventa pressoché invisibile per il mondo: né del tutto viva né del tutto morta, nessuno è in grado di vederla o interagire con lei, a parte Sam. Quest’ultimo, per parte sua, ha acquisito il potere di uccidere gli esseri viventi col solo tocco delle dita. Per rimettere le cose a posto e tornare normali, i nostri saranno costretti a unire le forze e imprigionare di nuovo i sei demoni.

Lei si rivolge ad un pubblico molto giovane come scrittrice, ma è anche mamme di una bimba che si sta approcciando ora alla lettura. Quali consigli? Piccoli lettori si nasce o si diventa?

Credo ci si diventi. Io di sicuro sono una gran lettrice perché i miei sono stati in grado di passarmi questa passione. Mi capita poi spesso di incontrare lettori che mi dicono di aver scoperto il piacere della lettura coi miei libri, e sono convinta che si diventi lettori quando si riesce ad incontrare Il Libro, quello in grado di appassionarci e coinvolgerci, e farci capire quando sia bello godere delle storie scritte.

Per parte mia, cerco il più possibile di abituare mia figlia alla presenza dei libri. Un libro è stato uno dei primi regali che le abbiamo fatto, quando non era neppure ancora nata, e adesso ha già una sua piccola biblioteca; ogni sera, le leggo qualche favola. Mi ha fatto enormemente piacere quando un giorno sua nonna le ha chiesto di indovinare un regalo che le aveva fatto. “È rosa e ti piace tanto” le ha detto, e lei ha subito risposto: “Un libro!”. Speriamo continui così.

13 giugno 2014

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