Arriva in America il ”Banned Books Week”, per liberare i libri censurati

Raggiungeranno la tappa del trentunesimo anniversario i librai, professori, bibliotecari, book-lover e giornalisti americani che quest’anno, dal 22 al 28 settembre 2013, confermeranno la presenza al “Banned Books Week”; la settimana dedicata alla libertà di lettura...

L’America si adopera per la libertà di lettura. A settembre il trentunesimo anniversario di “Banned BookS Week”

CALIFORNIA – Raggiungeranno la tappa del trentunesimo anniversario i librai, professori, bibliotecari, book-lover e giornalisti americani che quest’anno, dal 22 al 28 settembre 2013, confermeranno la presenza al “Banned Books Week”; la settimana dedicata alla libertà di lettura. Tale evento difende la diffusione dell’informazione dalla censura, soprattutto nelle biblioteche e nelle scuole.

PARTNER E PROGETTI – Tra i partner dell’iniziativa c’è l’Associazione americana dei Bibliotecari che sostiene il diritto di scegliere o esprimere un’opinione attraverso la scrittura anche se questa è considerata non ortodossa o impopolare. Così i lettori non avranno nessun impedimento nel raggiungimento di materiali, documenti e testi. I progetti da attuare per la settimana dedicata alla libertà di lettura sono moltissimi, ma soprattutto è possibile suggerirne alcuni attraverso il web. Un’idea proposta dagli utenti è ad esempio quella di recensire i testi censurati. O ancora quella di organizzare tavole rotonde nelle librerie dell’intera America.

LA CENSURAL’ufficio per la Libertà intellettuale segue tre principi per la modifica dei testi inadatti alla diffusione nelle biblioteche e nelle scuole:
– non devono esserci riferimenti sessuali troppo espliciti,
– non deve essere usato un linguaggio offensivo,
– il testo non può essere inadatto a qualsiasi fascia di età.

L’Associazione Americana dei Bibliotecari riceve segnalazione dalle biblioteche, dalle scuole o semplicemente da gruppi di genitori che denunciano la presenza di materiale non opportuno od offensivo all’interno dei libri. In questo caso si dovrebbe ricorrere alla censura e all’espulsione dei titoli sotto accusa dalle biblioteche e dalle scuole.
Il primo principio dell’Ufficio per la Libertà intellettuale però difende l’accesso alle informazioni e combatte per il reperimento libero dei documenti.
Un controllo preventivo dovrebbe comunque rientrare nei compiti dell’editore; in questo modo, evitando quindi inutili barbarismi, le idee, seppur non ortodosse, potrebbero circolare liberamente.
Banned Books Week è uno degli esempi con cui vari professionisti del settore o semplici lettori combattono per poter conoscere ciò che manca.
Per sapere quali sono i titoli censurati nel ventunesimo secolo e i motivi vi basterà seguire questo link. Alcuni dei libri menzionati vi stupiranno.

OBIETTIVI
– Banned Books Weeks non è un inno alla trasgressione, né segue l’intento di desacralizzare la parola scritta. L’Associazione americana dei bibliotecari, prima fra tutti, infatti, elimina quei confini che come dogmi possono ostacolare la ricerca umana. Le domande ci spingono oltre, uno sguardo acuto cerca l’origine e da lì la conoscenza sgorgherà come acqua. Leggere un documento, da cui probabilmente può scaturire un’idea o un filone culturale, ha lo stesso valore di un testimone oculare. Le parole risorgeranno ogni qualvolta un lettore spingerà il proprio occhio su quelle righe e vive come alla nascita scuoteranno le certezze e le idee di chi si dedica alla ricerca.

VIRTUAL READ OUT – Il giornalista americano Bill Moyers, ospite di “Moyers e Company” nella televisione pubblica e attento sostenitore di Banned Books Weeks, ha prodotto un video per difendere la libertà di cercare ed esprimere le proprie idee.

“La censura è nemica della verità, anche più di una menzogna". (Bill Moyers)

 

 

Il video in questione fa parte della campagna di sensibilizzazione “Virtual Read-Out” creata per mettere in luce i danni della censura dei libri nelle scuole e nelle biblioteche.

John Stuart Mill scrisse in “On Liberty”:

“If all mankind minus one, were of one opinion, and only one person were of the contrary opinion, mankind would be no more justified in silencing that one person, than he, if he had the power, would be justified in silencing mankind”.

(Se tutta l’umanità fosse di un’opinione, tranne una persona, allora l’umanità non sarebbe più giustificata a ridurre al silenzio questa persona. Perché egli, se avesse avuto il potere, sarebbe stato giustificato a ridurre al silenzio l’umanità).

La libertà di stampa in egual modo serve un’idea univoca o corale, assodata o incerta. E così, ogni uomo ha lo stesso potere. La lettura non è una questione di numeri.
Voi da che parte state?

 

Sofia Di Giuseppe 
 
19 agosto 2013
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