Antonella Parigi del Circolo dei lettori di Torino, ”La cultura serve a creare comunità”

Essere un centro emotivo sociale, un luogo che ripropone modelli di socialità che nella nostra contemporaneità si sono un po' allentati, è questo il primo obiettivo del Circolo dei lettori di Torino, come ci spiega la sua direttrice Antonella Parigi...

La direttrice ci spiega quali sono gli obiettivi e le attività del Circolo

MILANO – Essere un centro emotivo sociale, un luogo che ripropone modelli di socialità che nella nostra contemporaneità si sono un po’ allentati, è questo il primo obiettivo del Circolo dei lettori di Torino, come ci spiega la sua direttrice Antonella Parigi.

Quando e con quali obiettivi nasce il Circolo dei lettori di Torino?
Il Circolo dei lettori nasce nell’ottobre del 2006 con l’intenzione di essere innanzi tutto un luogo di comunità, che usa la cultura per ricreare quei modi sociali che nella nostra contemporaneità si sono un po’ persi, o perlomeno seguono percorsi un po’ più complicati. Scherzando, tra noi diciamo che abbiamo creato una “bocciofila della cultura”. Noi crediamo infatti nell’incontro sulla base dell’affinità e siamo convinti che creare un’interconnessione tra le persone sia il compito principale della cultura in una società frammentata.


Quale genere di iniziative promuove il Circolo?

Il Circolo è innanzi tutto una casa per tutti. Il nostro primo obiettivo è quello di farne un posto dove è bello stare. Potrebbe sembrare una cosa semplice, ma in realtà questo richiede un continuo lavoro: è necessario coltivare una logica dell’accoglienza e un’attenzione costanti nei confronti dei frequentatori. Siamo poi un luogo che ospita tantissime associazioni culturali e che propone un suo programma in cui il libro dialoga con le altre arti. Tra le varie attività, quelle cui teniamo di più sono i gruppi di lettura.


Una realtà come quella del Circolo dei lettori ha effettivamente successo nel creare attenzione e fermento attorno ai libri e alla lettura? E se sì, secondo lei, perché? Quali sono i suoi punti di forza?

Dipende da cosa si intende per successo. C’è sicuramente successo di pubblico. Ma se con questa domanda si intende chiedere se noi facciamo attività di promozione della lettura e, ancora più specificamente, della vendita di libri, questa è una cosa che sto ancora studiando attentamente. Credo che sia nel nostro caso sia in quello dei vari festival ci sia una prevalenza della partecipazione, dell’“esserci”, sull’effettivo approfondimento. Noi siamo principalmente un luogo di comunità, un luogo che crea un centro emotivo sociale, e questo come dicevo è il nostro primo obiettivo. Bisogna poi riflettere approfonditamente se sia possibile,  e in che modalità, riuscire a fare secondariamente anche un lavoro di promozione della lettura e della cultura.

Tra le iniziative per il mese di maggio, ce ne può presentare qualcuna?
Maggio è un mese particolare perché abbiamo il Salone del Libro, cui partecipiamo anche noi. Molte delle nostre forze quindi sono concentrate lì. Uno dei nostri scopi comunque è proporre un percorso di riscoperta dei classici: quest’anno abbiamo fatto una rassegna sulla letteratura russa e adesso stiamo facendo un percorso sull’“Odissea”. La domenica mattina accogliamo al Circolo un gruppo di circa duecento persone che vengono per affrontare la lettura e l’analisi di questo grande opera.

8 maggio 2013

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