LIBRI - L'intervista a Antonella Boralevi

Antonella Boralevi, ”Questo libro è come un talismano, mi ha cambiato la vita”

Seduta al tavolo di una piccola locanda parigina, una donna, Mirella, si vede offrire dal cameriere un menù davvero speciale. Anziché scegliere qualcosa da mangiare, deve scegliere la sua occasione perduta. Un romanzo che cattura per la sua forza e allo stesso tempo...

 E se per tutti ci fosse una seconda chance nella vita? Si pone questa domanda Antonella Boralevi che con il suo ultimo romanzo “La locanda delle occasioni perdute” ci porta in una Parigi magica

MILANO – Seduta al tavolo di una piccola locanda parigina, una donna, Mirella, si vede offrire dal cameriere un menù davvero speciale. Anziché scegliere qualcosa da mangiare, deve scegliere la sua occasione perduta. Un romanzo che cattura per la sua forza e allo stesso tempo per la sua fragilità, un libro che, pagina dopo pagina, fa rivivere la vita di Mirella, questa donna che deve rivivere tutto il suo passato per scegliere, ora, cosa cambiare per ricominciare una nuova vita: l’amore, la famiglia, la passione, il lavoro? Cosa sceglierà? Abbiamo parlato con l’autrice, Antonella Boralevi, che ci ha raccontato qualcosa di più sul suo ultimo libro “La locanda delle occasioni perdute”, Rizzoli.

Una piccola locanda a Parigi, un’atmosfera un po’ retro, un menù delle occasioni perdute. Niente di più romantico, verrebbe da dire. Ma poi leggendo il libro ci si trova ad affrontare tantissime tematiche differenti: il sesso, l’abbandono, la perdita di un figlio, l’amore. “La locanda delle occasioni perdute” sembra essere un lungo viaggio introspettivo. Lei come definirebbe il suo libro?

Un talismano salva vita! A me ha cambiato la vita e lo stesso sta accadendo a chi lo legge.

 

La protagonista è una donna, insoddisfatta, che vorrebbe cambiare qualcosa della sua vita. Ma non sa esattamente cosa. C’è un po’ di lei in questo libro o è tutta immaginazione?

C’è molto di tante donne,in questa storia.  Noi donne ci abbandoniamo spesso ai rimpianti. Ci domandiamo “Se avessi fatto questo”,”se non avessi detto quello”, “se avessi sposato lui invece di mio marito”,”se avessi scelto quel lavoro invece di questo”. E’ un vortice che ci prende la testa e il cuore. E ci impedisce di   essere serene.

 

Un menù con le occasione perdute, ovviamente non esiste. Ma c’è un messaggio dentro il suo libro, rivolto proprio alle donne: si può e si deve cambiare. E’ così?

La Locanda delle Occasioni perdute esiste veramente! E’ dentro il cuore di ciascuno di noi. Se abbiamo il coraggio di guardare il passato con gli occhi e il cuore aperti, anche se ci addolora, possiamo vederlo in un modo nuovo e differente. Possiamo capire le ragioni delle scelte che abbiamo fatto. E perdonarci! E’ il passaggio necessario per arrivare a vivere nel presente.

 

Leggendo il suo libro, si viene avvolti da questa atmosfera a volte magica, a volte cupa. Si rimane quasi in apnea fino alla fine quando, arriva il momento che tutto cambia, e anche il lettore può tirare il fiato. Lei come ha vissuto la stesura questo romanzo. Qual è il percorso che ha fatto per dare vita a “La locanda delle occasioni perdute”?

Bella domanda, grazie. L’ho scritto anche io “in apnea”. Avevo troppi rimpianti e non ero in grado di sopportarli. Sedevo in un caffè di Parigi, proprio il Cafè Flore di cui parlo nel romanzo , e pensavo a questo. E’ arrivato il cameriere e mi ha allungato il Mènu. E, di colpo, mi si è formato in mente questo pensiero: “E se,invece dei piatti da scegliere, del panino  Croque Madame, della salade nicoise, qui dentro ci fosse l’Elenco delle Occasioni perdute della mia vita?”

 

Ultima domanda d’obbligo: sta già lavorando ad una nuova storia? Di cosa le piacerebbe parlare nel suo prossimo libro?

Ho  appena “visto” la nuova storia che scriverò. E’ la continuazione di questa….  Un altro romanzo salvavita! che ti porta in un luogo magico… che è nascosto dentro di te.

11 novembre 2014

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