Sei qui: Home » Libri » Autori » Annabel Pitcher, ”Nel mio libro racconto le gioie ed i dolori della vita reale”

Annabel Pitcher, ”Nel mio libro racconto le gioie ed i dolori della vita reale”

La vita non è mai soltanto felicità, ma è gioia e dolore insieme. Questo il messaggio che Annabel Pitcher, giovane autrice inglese, ha consegnato al suo primo libro, ''Una stella tra i rami del melo''. La scrittrice, ospite in questi giorni al Festival Tuttestorie, racconta come è nato questo romanzo e dà alcune anticipazioni sul suo prossimo libro, in uscita a novembre...
La giovane autrice inglese parla del suo primo libro e del prossimo romanzo in uscita per novembre
CAGLIARI – La vita non è mai soltanto felicità, ma è gioia e dolore insieme. Questo il messaggio che Annabel Pitcher, giovane autrice inglese, ha consegnato al suo primo libro, “Una stella tra i rami del melo”. La scrittrice, ospite in questi giorni al Festival Tuttestorie, racconta come è nato questo romanzo e dà alcune anticipazioni sul suo prossimo libro, in uscita a novembre.
Lei si è laureata in Letteratura Inglese a Oxford e ha fatto numerosi lavori prima di decidere di viaggiare per il mondo e iniziare a scrivere. Cosa l’ha spinta a dedicarsi alla scrittura? Come è nata questa passione?
Non è stata una scelta attiva, semplicemente mi è sempre piaciuto scrivere. Da bambina avevo costantemente un libro in mano: i libri per me erano degli amici, ho sempre sentito che avrei fatto questo nella vita. 
“Una stella tra i rami del melo” è il suo primo romanzo. Come è nata l’ idea del libro? 
L’idea mi è venuta dopo aver visto un film sull’attacco terroristico dell’11 settembre: ho deciso che volevo scrivere una storia su una famiglia che aveva vissuto una tragedia del genere. La prima versione del libro era molto triste, incentrata sul dolore del protagonista, Jamie, per aver perso la sorella in un attentato. Un giorno però ho visto su facebook una fotografia di me e una mia amica a cinque anni. Ho realizzato che non ricordavo nulla di quell’età, e che nel mio libro c’era qualcosa che non andava. Jamie aveva infatti cinque anni quando sua sorella Rose era morta, ma secondo la mia storia lui ricordava tutto di lei, soffriva la sua mancanza. Vedere quella foto mi ha aiutato molto, perché ho cambiato il tiro e ho iniziato a raccontare non del dolore, ma del risentimento di Jamie nei confronti di una sorella di cui lui non ha memoria. 
Il suo libro affronta tematiche di grande attualità e dal forte coinvolgimento emotivo: l’attentato che spezza la vita della piccola Rose, una famiglia che resta abbandonata a sé stessa e in balia dell’autodistruzione. Già l’incipit – “Mia sorella abita sulla mensola del camino”, che è anche il titolo originale – si presenta in tutta la sua eloquenza. Perché ha scelto di raccontare una storia così drammatica? 
Per me non è una storia triste, ma una storia che rispecchia la realtà della vita. Nella vita reale non si è mai o tristi o felici, ma si è un po’ tristi e un po’ felici allo stesso tempo. Il protagonista, Jamie, si trova ad affrontare giorno per giorno una situazione difficile, ma vive anche momenti di gioia. Il mio libro rispecchia la vita, e la vita non è solo felicità.
Il suo prossimo romanzo, “Ketchup Clouds”, sarà pubblicato nel prossimo mese di novembre. Può fornirci qualche anticipazione?
È la storia di una ragazza che si trova di fronte a un dilemma: ha commesso qualcosa di terribile, ma l’ha fatta franca. Straziata dal senso di colpa, sa tuttavia che se confessasse il suo delitto la sua vita sarebbe rovinata. Un giorno viene a sapere di un uomo, uno statunitense, condannato a morte e si identifica con lui e con il suo crimine. Decide allora di scrivergli e di lasciare a lui la sua confessione, riuscendo in questo modo a liberarsi dal tormento dei rimorsi: il libro è la lettera indirizzata dalla ragazza a quest’uomo.
All’interno del suo sito c’è una sezione dedicata al blog: quale possibilità offre questo mezzo rispetto al sito web vero e proprio?
Mi ha consigliato la mia assistente di farlo, ma devo ammettere che io non gli dedico abbastanza tempo e attenzione. Credo però che, soprattutto per i ragazzi, sia bello avere questo strumento per poter comunicare tra loro.
5 ottobre 2012 
© Riproduzione Riservata