Andrew Nicoll, ”A 40 anni ho cominciato a scrivere romanzi per dare una svolta alla mia vita”

A settembre è uscito nelle librerie italiane il primo romanzo dello scrittore scozzese Andrew Nicoll, giornalista e già autore di diversi racconti. ''Il più bel romanzo d'amore del ventunesimo secolo''. Così The Guardian ha definito il libro...

“Non sarà mai inverno” è il romanzo d’esordio dello scrittore scozzese, un omaggio all’amore e alla sua città natale, definito dal The Guardian "Il più bel romanzo d’amore del ventunesimo secolo"  

A settembre è uscito nelle librerie italiane il primo romanzo dello scrittore scozzese Andrew Nicoll, giornalista e già autore di diversi racconti. “Il più bel romanzo d’amore del ventunesimo secolo”. Così The Guardian ha definito il libro “Non sarà mai inverno” (edito in Italia da Sonzogno). Andrew Nicoll è nato a Dundee, in Scozia, 49 anni fa. Da sempre vive tra i vicoli del villaggio di pescatori dove la sua famiglia risiede da generazioni. Ha tre figli che frequentano le stesse scuole che ha frequentato lui da bambino. Di questo ne è molto orgoglioso.

 

Perché ha scelto di passare dalla carriera di giornalista a quella di scrittore di romanzi?
Non ho scelto. È capitato, per caso. Temo che il mio quarantesimo compleanno mi abbia travolto come un treno. L’ho visto avvicinarsi da molto lontano, e quando alla fine è arrivato, non è stato bello. Sono stato sopraffatto da una sensazione tipo “È tutto qui? È questa la mia vita?”. Volevo che ci fosse qualcosa di più oltre alzarmi la mattina, andare al lavoro, tornare a casa e andare a letto. Un caro amico e collega aveva le stesse mie sensazioni. Si è comprato una macchina sportiva rossa e si è trovato una donna molto più giovane, mentre io ho cominciato a scrivere. È molto meno costoso.

 

In un’intervista ha dichiarato che il villaggio descritto nel libro è il villaggio dove lei è cresciuto.  È molto legato alla sua città? Ci sono altri dettagli, persone o storie che ha tratto dalla realtà?
Oh sì. Il municipio è il municipio di Dundee, così come la piazza con la fontana, il negozio di ferramenta, il grande magazzino e, soprattutto, il “Golden Angel” e le persone che lavorano lì. Io amo vivere qui. Ho girato il mondo e non c’è un altro posto che avrei scelto. Il mare, la spiaggia, il cielo, le strade, i negozi, i pub, le persone che conosco da tutta la mia vita, persone che mi conoscono e si occupano di me e dei miei figli.

 

Il suo libro è stato definito uno dei più bei romanzi d’amore del 21esimo secolo. Secondo lei gli uomini sanno raccontare l’amore meglio delle donne?
No, di sicuro. Sono due facce della stessa medaglia. È cresciuto il mito che uomini e donne amano in modo differente, che agli uomini importa solo dell’aspetto fisico e alle donne non importa realmente del sesso, che le donne vogliono un compagno e un supporto premuroso mentre gli uomini non si preoccupano di queste cose. Non è vero. Avrei voluto che qualcuno me lo avesse detto quando ero piccolo.

 

Perché ha scelto di raccontare proprio una storia d’amore?
È la storia che ha scelto me. Un giorno mi sono risvegliato da un sogno in cui mi trovavo nel municipio di Dundee e osservavo il sindaco. Questo mi ha dato l’idea per una storia. Mi sono seduto in treno e ho cominciato a lavorare, aspettandomi di scrivere sei o dieci pagine ma, 18 mesi dopo, mi sono ritrovato in mano questo libro. Tibo, Agathe e St Walpurnia non mi lasciavano smettere di scrivere. Si sedevano accanto a me sul treno, pretendendo che raccontassi le loro storie. Io ho semplicemente preso nota di quello che mi dicevano. Poi ho scoperto che nessuno voleva pubblicare il libro. È stato un periodo terribile, dicevo a me stesso che, se nessuno lo avesse voluto entro due anni, mi sarei arreso. Dieci giorni prima dello scadere del tempo, ho ricevuto una chiamata. Chi avrebbe pensato che poche pagine scarabocchiate in un taccuino, si sarebbero trasformate in un libro letto in tutto il mondo?

 

19 Settembre 2012

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