Andreina Speciale de Il Castoro, ”A Francoforte gli editori si aprono a un’ottica internazionale”

Per una casa editrice, vendere i diritti dei propri libri all'estero è una grande soddisfazione, oltre che un'opportunità economica: aiuta a sviluppare progetti nuovi, in un'ottica internazionale. Ad affermarlo è Andreina Speciale, responsabile di produzione e foreign rights assistant della casa editrice Il Castoro, che in questi giorni si trova alla Fiera di Francoforte per trattare la compravendita dei diritti...
La responsabile di produzione e foreign rights assistant dell casa editrice Il Castoro, in questi giorni a Francoforte, illustra le attività che si svolgono in Fiera
FRANCOFORTE – Per una casa editrice, vendere i diritti dei propri libri all’estero è una grande soddisfazione, oltre che un’opportunità economica: aiuta a sviluppare progetti nuovi, in un’ottica internazionale. Ad affermarlo è Andreina Speciale, responsabile di produzione e foreign rights assistant della casa editrice Il Castoro, che in questi giorni si trova alla Fiera di Francoforte per trattare la compravendita dei diritti. 
Quale opportunità rappresenta per la vostra casa editrice la partecipazione alla Fiera di Francoforte, quali attività svolgete qui?
Mentre per gli editori tedeschi la Fiera di Francoforte è anche occasione per vendere i propri libri al pubblico, che è ammesso il sabato e la domenica, per noi editori italiani, dunque stranieri, questo aspetto manca. Per noi la Fiera rappresenta principalmente l’opportunità di trattare i diritti esteri, in due direzioni: quella dell’acquisizione – i nostri editor vengono alla Fiera per vedere quali siano le novità dell’anno, per incontrare i nostri partner stranieri e gli agenti letterari e trovare nuovi libri da pubblicare nel nostro catalogo – e quella della vendita. Noi a nostra volta abbiamo infatti una rights list, un catalogo di libri e di opere di cui deteniamo i diritti per l’Italia e l’estero, che vendiamo ai nostri partner stranieri. Le fiere sono poi naturalmente occasione per fare incontri e stringere contatti. 
Per quale motivo è importante per una casa editrice puntare sul mercato internazionale?
È innanzi tutto una grande soddisfazione per una casa editrice vedere che i propri libri vengono tradotti all’estero, solcano i confini ed entrano nel sistema culturale di altri Paesi. Naturalmente, è una soddisfazione sia dal punto di vista intellettuale e professionale sia da quello economico, perché questo aiuta molto il budget di un libro. Spinge inoltre a sviluppare nuovi progetti e impone un’ottica internazionale: gli editor cominciano a pensare più in grande, a considerare più culture assieme, più mercati assieme, più lettori. Questo consente di ampliare lo sguardo e di essere sempre aggiornati su quello che accade all’estero, di avere nuove idee e di prendere spunto da quello che si osserva al di fuori del nostro Paese – come accade qui girando tra gli stand. 
Quali solo le tendenze, le richieste da soddisfare nel mercato estero? Come si propone la Vostra casa editrice?
Se parliamo di libri per bambini, che è il nostro principale settore, all’estero vengono richieste tipologie definite. In particolare sono molto richiesti picture books, albi illustrati, con poco testo, e fiction, soprattutto se seriali. All’estero in genere c’è un approccio alle serie molto più consolidato che da noi: noi tendiamo a fare libri singoli, all’estero invece preferiscono la serialità. Chiaramente poi da un editore italiano, e in generale europeo, l’editore internazionale si aspetta un tasso di originalità, di cura e di artigianalità nei confronti del libro maggiore che non da altri Paesi. Cerchiamo dunque di tenere alta la bandiera anche da questo punto di vista.
 
13 ottobre 2012 

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