In Italia la scrittrice più rappresentativa del panorama letterario brasiliano

Ana Maria Machado, ”La letteratura brasiliana è variegata e aperta alla sperimentazione”

La letteratura brasiliana è sempre stata ricca di autori di qualità, ed è stata capace di migliorare negli anni grazie al contatto avuto nel corso di Fiere ed appuntamenti letterari con le maggiori realità editoriali mondiali. Parola di Ana Maria Machado...

La scrittrice analizza il panorama editoriale brasiliano e presenta il suo ultimo libro, “Infamia”, il primoad essere tradotto e pubblicato in Italia

MILANO – La letteratura brasiliana è sempre stata ricca di autori di qualità, ed è stata capace di migliorare negli anni grazie al contatto avuto nel corso di Fiere ed appuntamenti letterari con le maggiori realità editoriali mondiali. Parola di Ana Maria Machado, una delle scrittrici più interessanti e rappresentative del panorama letterario brasiliano contemporaneo. Presidente dell’Academia Brasileira de Letras, è autrice di numerosi romanzi e libri per l’infanzia; in 40 anni di carriera ha pubblicato più di 100 opere ed è stata tradotta in 18 paesi, totalizzando più di 19 milioni di copie vendute nel mondo. Pittrice, professoressa e poi giornalista, ha vinto numerosi premi letterari, tra cui il Premio Jabuti de Literatura nel 1978, l’Hans Christian Andersen nel 2000 per la letteratura infantile, il Machado de Assis nel 2001 e il Passo Fundo Zaffari & Bourbon de Literatura ad agosto 2013 proprio con Infamia, primo libro della scrittrice ad essere tradotto e pubblicato in Italia.

Di cosa parla il suo ultimo libro Infamia?
Parla di calunnia in generale, di distorsione della verità, rappresentazione diversa dei fatti. E’ una caratteristica della natura umana, le cui conseguenze possono essere molto tragiche. Cerco di esaminare questo in una narrazione dove ci sono due storie che si mescolano sotto un unico cappello: la menzogna. Quando la macchina della calunnia inizia ad attaccare qualcuno, non c’è una via d’uscita positiva. Nonostante sia molto più conosciuta come autrice di libri per ragazzi, questa mia opera si rivolge soprattutto ad un pubblico adulto.

Mondiali di calcio 2014, Olimpiadi 2016 e, forse, Expo 2020. Il Brasile sarà al centro dell’attenzione mondiale nei prossimi anni: che tipo di nazione emerge all’interno del libro?
Scrivere un libro non è come scrivere giornale: il mio è un romanzo, un’opera di finzione. Io cerco di esaminare qualche costante nella storia del Brasile come la calunnia politica, la falsificazione dei dossier, non analizzo la stretta attualità. In tutta la storia della Repubblica brasiliana si ripete un meccanismo in cui qualcuno denuncia e un altro come un giornalista o un politico la cavalca e la fa crescere, soprattutto in periodo di elezioni. Dopo, quando purtroppo i danni sono irrimediabili e non si può più tornare indietro, la maggioranza delle volte si arriva alla conclusione che niente era vero. In Brasile, la verità spesso viene a galla troppo tardi.

Lei è una delle principali scrittrici brasiliane. Secondo lei qual è la situazione del panorama letterario brasiliano?
Quello che oggi caratterizza molto la letteratura brasiliana è la sua diversità e varietà. Al suo interno, c’è una quantità immensa di scrittori di età e provenienza diversa, che scrivono di cose diverse. C’è una tendenza legata ai racconti urbani che accomuna diversi scrittori, in quanto il Paese negli ultimi 10 anni sta vivendo un’urbanizzazione accelerata. Gli scrittori, in particolare i giovani, tendono molto alla sperimentazione narrativa, mettendo insieme diversi generi come giornalismo, romanzo storico.

E’ stata recente ospite a Bologna della Fiera del Libro per Ragazzi. Cosa ne pensa dell’evento?
Per il Brasile, la fiera di Bologna è stato un appuntamento fondamentale. I primi anni, il Brasile aveva per sé uno stand molto piccolo. Negli anni, è cresciuto il rapporto tra il Brasile e le altre realtà editoriali mondiali. Importante soprattutto è stato il contatto con gli illustratori e coloro che si occupano della veste grafica dei libri. Già a partire dagli anni ’70 avevamo molti buoni scrittori, ma non avevamo né illustratori né grafici all’altezza della qualità delle opere di questi autori. Il contatto con gli altri Paesi ha influenzato molto gli editori brasiliani per aumentare la qualità della propria offerta editoriale. In questa fase, l’esperienza maturata negli anni nel corso della fiera del Libro per ragazzi di Bologna è stata importantissima.

2 aprile 2014

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