L'intervista a Michele Cogo, ideatore del Pronto Soccorso Narrativo

Alla scoperta del Pronto Soccorso Narrativo, un punto di ascolto per scrittori in difficoltà

Il giovedì è giorno di chiacchere: chiacchere tra scrittori. Non si tratta però di un incontro culturale oppure di un caffé letterario. Ma di un Pronto Soccorso Narrativo. Michele Cogo, scrittore e sceneggiatore italiano...

Come superare il blocco dello scrittore? Ogni narratore ha il suo metodo, ma intanto, a Bologna, è arrivato il primo punto d’ascolto dedicato a tutti gli scrittori in difficoltà: il Pronto Soccorso Narrativo. Ce lo illustra il responsabile del progetto, lo scrittore e sceneggiatore Michele Cogo

MILANO – Il giovedì è giorno di chiacchere: chiacchere tra scrittori. Non si tratta però di un incontro culturale oppure di un caffé letterario. Ma di un Pronto Soccorso Narrativo. Michele Cogo, scrittore e sceneggiatore italiano,  ha dato visto a questo punto di ascolto all’interno della Reale Farmacia Toschi per aiutare tutti i narratori in difficoltà che hanno voglia di cimentarsi in una nuova storia oppure che non trovano l’ispirazione giusta per andare avanti con quella che già stanno scrivendo. Nessuna consulenza, solo chiacchere. E’ questo il miglior modo, secondo Michele Cogo, per superare il classico ”blocco dello scrittore”. Inaugurato lo scorso 15 maggio, il Pronto Soccorso Narrativo, è pronto ad affrontare il sue terzo giovedì di incontri. Noi abbiamo incontrato l’ideatore di questo progetto che ci ha spiegato esattamente cos’è e come funziona il PSN.

Un’iniziativa unica nel suo genere. Di che cosa si tratta?

E’ un punto di ascolto per tutte quelle persone che hanno voglia di provare a scrivere delle storie, sia letterarie che per sceneggiature o fumetti. Insomma, qualsiasi tipo di narrazione. Lo abbiamo chiamato Pronto Soccorso Narrativo perché noi non ci occupiamo di questioni di stile o di qualità della scrittura, ma appunto della strutturazione drammaturgica. I nostri incontri si svolgono come delle semplice chiaccherate: le persone vengono su prenotazione, gratuitamente, e per un’ora si parla di questa storia che hanno in mente, che vorrebbero scrivere oppure che stanno già scrivendo ma che, per un motivo o per un altro, non riescono ad andare avanti. Nel raccontarla, spesso la persona automaticamente la mette in ordine, quindi la capisce anche un po’ meglio. Noi facciamo solo qualche domanda per capire meglio chi è il protagonista, capire le azioni: insomma cerchiamo di capire tuto l’impianto della storia.

Come nasce l’idea di dare vita ad un Pronto Soccorso per narratori?

Io sono il Fondatore, insieme a Carlo Lucarelli, di Bottega Finzioni: una scuola di scrittura con sede a Bologna. Quindi ogni anno abbiamo circa 70-80 studenti provenienti da tutta Italia ma oltre a questo, io di lavoro faccio lo sceneggiatore, quindi mi capita spesso di incontrare persone che mi incontrano e mi dicono “Sai sto provando a scrivere un storia, o un romanzo oppure un film…” Quindi abbiamo deciso di dare uno spazio e un luogo a queste richieste.

Il blocco dello scrittore, per chi sceglie di fare questo mestiere, è sempre in agguato. Ma quali sono i blocchi più tipici che ha avuto modo di riscontrare?

Ogni narratore ha il suo. Posso parlare per me: io faccio molta fatica a rientrare nella storia. Dopo ore e ore di scrittura, in cui sono immerso fino alla fine, il giorno dopo fatico tantissimo a ritrovare la stessa concentrazione. Il mio metodo quindi è quello di tenere sempre un foglio bianco aperto dove comincio a buttare giù riflessioni o frasi abbozzate e piano piano rientro nella storia.

Il Pronto Soccorso Narrativo nasce un po’ con l’idea di curare il classico ‘blocco dello scrittore’. Non a casa la vostra sede è all’interno di una Farmacia…

Devo essere sincero. Inizialmente volevamo stabilirci all’interno di una biblioteca centrale di Bologna. Quindi ci siamo rivolti al comune che ci ha girato il contatto di questa farmacia: noi non sapevamo che avesse questo spazio dedicato agli eventi culturali, tra l’altro molto bello perché è una farmacia storica del ‘700, quindi dato il nome scelto per l’iniziativa ci sembrava molto più appropriato questo spazio.

Il Pronto Soccorso Narrativo, dopo una breve fase di sperimentazione del novembre scorso in occasione del Festival Scriba, è partito ufficialmente da poche settimane. Come è andato questo nuovo inizio? Quanti incontri avete già fatto?

Fino ad ora abbiamo incontrato un maestro elementare, sulla sessantina che voleva lavorare sullo spunto ad una storia che gli aveva dato un suo alluno; poi un impiegato amministrativo di un’università veneta che aveva circa quarantacinque anni che voleva pubblicare il suo secondo romanzo e, infine, anche un rappresentate sulla cinquantina che sta lavorando ad una raccolta di racconti e così ne abbiamo visti un paio. Insomma a parte il caso di uno conduttore radiofonico che, durante il periodo di sperimentazione, si era rivolto a noi per revisionare un format già in onda da più di un anno, le persone che ci hanno raggiunto in questi giorni sono tutti scrittori che hanno avuto esperienza con brevi storie e che ora vorrebbero cimentarsi con qualcosa di più impegnativo.

Un inizio di successo quindi.

Sì, per ora le prenotazioni ci sono. E noi speriamo vivamente di dare continuità al nostro progetto per tutto l’anno.

29 maggio 2014
 
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