Alberto Garlini di Pordenonelegge, “Per superare la crisi bisogna ripartire dalla cultura”

In questo momento di crisi e di cambiamento, una manifestazione come Pordenonelegge si propone quale luogo privilegiato per lo scambio e la diffusione di nuove idee e visioni sul nostro possibile futuro. Ad affermarlo è Alberto Garlini, curatore del festival, che traccia qui un primo bilancio di queste giornate dedicate alla cultura e ai libri...

Il curatore del festival illustra lo spirito che anima Pordenonelegge e traccia un primo bilancio sull’andamento della manifestazione

PORDENONE – In questo momento di crisi e di cambiamento, una manifestazione come Pordenonelegge si propone quale luogo privilegiato per lo scambio e la diffusione di nuove idee e visioni sul nostro possibile futuro. Ad affermarlo è Alberto Garlini, curatore del festival, che traccia qui un primo bilancio di queste giornate dedicate alla cultura e ai libri.

UNA MANIFESTAZIONE DA RECORD – “Credo che Pordenonelegge sia una delle manifestazioni più belle degli ultimi anni e che la qualità degli incontri sia altissima”, commenta Alberto Garlini. “Siamo molto soddisfatti del programma che siamo riusciti a mettere insieme: nonostante la crisi, abbiamo aumentato sia il numero degli autori sia il numero degli incontri – da 216 l’anno scorso a 235 quest’anno, con più di 350 ospiti in totale. Si tratta insomma di una manifestazione da record anche nei numeri, in controtendenza con la crisi imperante, che comporta naturalmente tagli e maggiori difficoltà a trovare gli sponsor.”

NUOVE IDEE DI UN MONDO DIVERSO – “Con il nostro lavoro abbiamo voluto dare un segnale: la cultura, in questo momento di crisi di creatività e di immaginazione riguardo al nostro futuro, è il luogo privilegiato dal quale ripartire.” Così Alberto Garlini riassume lo spirito che anima il lavoro degli organizzatori. “Ci troviamo in una situazione in cui è difficile prevedere come sarà il domani, ma sappiamo certamente che le cose stanno cambiando e che non potranno più essere come prima. Abbiamo allora bisogno di pensare al nostro futuro utilizzando strumenti e visioni nuovi, e un festival come questo è appunto un contenitore in cui si incontrano, si scambiano e dialogano visioni, idee e possibilità di un mondo diverso. Pordenonelegge non propone un modello precostituito di cultura, ma è una manifestazione inclusiva, aperta a tutte le esperienze, che cerca di capire e raccontare quello che sta accadendo, quali sono gli schemi e le linee di tensione che si stanno disegnando, proponendosi di dare un’immagine del mondo comprensiva, che metta in rilievo le criticità, le paure e anche le speranze di questo momento. Il pubblico fa allora da moltiplicatore alla diffusione delle idee, contribuendo a creare una specie di brodo primordiale dove sperimentare qualcosa di inedito che sta emergendo.”

UN PUBBLICO PREPARATO – “La risposta del pubblico è stata entusiasta”, prosegue Alberto Garlini. “In questi giorni abbiamo avuto il tutto esaurito, gli incontri sono stati molto seguiti. Tanti anni di Pordenonelegge hanno creato un pubblico preparato, che comprende lo spirito e la vocazione del festival: chi partecipa sa che ci sono tanti appuntamenti in contemporanea e che deve ritagliarsi un proprio programma all’interno di quello più vasto della manifestazione. Il pubblico di Pordenonelegge esercita in maniera molto forte il proprio diritto di critica e scelta, e spesso le scelte ci stupiscono: i partecipanti non prediligono necessariamente l’autore più pop, ma anche percorsi più laterali, come quelli della filosofia o della poesia.”

IL FESTIVAL: UN MOMENTO DI CRESCITA – “Per la città e per la comunità”, conclude Alberto Garlini, “questo evento rappresenta una grande festa e un momento simbolico caratterizzante, un modo di proporsi all’esterno come città di cultura. Ha naturalmente una grande ricaduta economica, aspetto che non va sottovalutato, ma al di là di questo è soprattutto, grazie alla condivisione delle idee, un momento di crescita della coscienza, l’occasione di cercare insieme delle parole importanti per descrivere la realtà che ci circonda.”

 

22 settembre 2012

© Riproduzione Riservata
Commenti