Ammaziamo il Gattopardo

Alan Friedman, ”L’Italia è un paese diviso tra vittime, complici e gattopardi che non vogliono cambiare”

“Su una barca metterei la Camusso, D’Alema e Bersani e li farei veleggiare oltre Lampedusa”. Si apre in modo graffiante la conferenza stampa di Alan Friedman a Pordenonelegge a presentare il suo Ammazziamo il gattopardo...

Alan Friedman interviene sull’Italia. “Su una barca metterei la Camusso, D’Alema e Bersani e li farei veleggiare oltre Lampedusa”. Si apre in modo graffiante la conferenza stampa di Alan Friedman a Pordenonelegge a presentare il suo Ammazziamo il gattopardo (Rizzoli). “Una specie non ancora estinta” , aggiunge  subito e che si infittisce di ora in ora, malgrado Renzi, che viene definito un “cacciatore” che però non ha usato le sue cartucce . “ Sono gratificato – dice però il giornalista americano – perché ha usato in parte la mia ricetta su lavoro, occupazione, Irpef, rimodernamento dello stato sociale. I prossimi novanta giorni saranno decisivi e perché lo siano si deve insistere sulla flessibilità in entrata e in uscita e sull’abolizione dell’art. 18 almeno i primi tre mesi dell’assunzione. ”

 

ALAN FRIEDMAN SUL PROGRAMMA DI GOVERNO

L’agenda di governo sembrerebbe già scritta, come un Piano Marshall per avere una crescita duratura: abbattere il debito pubblico, creare nuovi posti di lavoro, tutelare le fasce più deboli, tagliare le pensioni d’oro, promuovere l’occupazione femminile, ridisegnare la pubblica amministrazione, tagliare gli sprechi della sanità e delle Regioni, istituire una patrimoniale leggera ma equa, liberalizzare i servizi nell’interesse del consumatore, varare una nuova politica industriale di investimenti mirati. “ Tutto questo – ribadisce Friedman – è possibile, purchè Renzi abbia il coraggio di rischiare e vada avanti anche a costo di lasciare indietro i gattopardi del suo partito, vecchi di testa, che sbucano dal sottobosco romano”.  Naturalmente prima di vedere i risultati dovranno passare degli anni, ma bisogna assolutamente tentare per salvare l’Italia. Altri consigli? Tagliare le spese militari, più investimenti pubblici sul turismo e sull’agroalimentare, sulla banda larga, sull’ ecommerce che qui è inesistente e favorirebbe soprattutto i giovani. Ma  soprattutto smettere di pensare secondo veterocategorie ideologiche ormai tramontate, destra e sinistra che non esistono più: “ voglio come tutti voi – sentenzia Friedman – il bene dell’Italia, un paese diviso a metà tra vittime e complici , bloccato dai gattopardi che non vogliono cambiare davvero”.

 

UN COMMENTO ALLA POLITICA EUROPEA 

Lo sguardo si allarga poi in Europa e in particolare sulla Germania, i cui prodotti ( auto e tecnologia) sono acquistati sia nei paesi ricchi sia nei cosiddetti Brics e questo rende il paese molto forte economicamente, un paese però terrorizzato dal pareggio di bilancio e soprattutto dall’idea di dover aiutare i paesi più indisciplinati, che sono poi i luoghi di vacanza dei tedeschi: Italia e Grecia. E la Merkel per piacere ai suoi concittadini non deve concedere sconti a nessuno nemmeno all’Italia durante il semestre di presidenza Ue: un ruolo più di facciata che di sostanza. Junker ? Una delusione, un vecchio democristiano. L’ultimo commento va al referendum in Scozia: “non è il momento adatto per guardarsi dentro – conclude Friedman – ma per essere compatti e uniti.”

 

Alessandra Pavan

20 settembre 2014

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