Al via oggi la settima edizione di ”LetterAltura”

Torna anche quest'anno, da oggi sino al prossimo 30 giugno Lago Maggiore LetterAltura, la principale manifestazione dedicata alla letteratura di montagna, giunta quest'anno alla settima edizione. Come ormai di consueto, la programmazione prevede anche appuntamenti a seguire nelle valli...

Da oggi sino al prossimo 30 giugno, grandi personaggi della letteratura si incontrano sul Lago Maggiore per parlare di libri, montagna, viaggio ed avventura

MILANO – Torna anche quest’anno, da oggi sino al prossimo 30 giugno Lago Maggiore LetterAltura, la principale manifestazione dedicata alla letteratura di montagna, giunta quest’anno alla settima edizione. Come ormai di consueto, la programmazione prevede anche appuntamenti a seguire nelle valli, e precisamente: in Valle Antrona 5-7 luglio, Lago d’Orta  13-14 luglio, Valle Vigezzo 20 luglio, Vallemaggia 21 luglio. Invariata la formula del Festival: incontri con gli autori dalla mattina alla sera, spettacolo in tarda serata, e un continuo raffronto tra lettori, ascoltatori e autori all’insegna del dialogo per approfondire, conoscere, riflettere e divertirsi.

PERCORSI TEMATICI: ALPINISMO – Mai come negli ultimi anni l’alpinismo è stato al centro di così tante polemiche a causa dei numerosi sacrifici in termini di vite umane. La montagna, se affrontata con leggerezza e superficialità non perdona. Ma nulla può paragonarsi al senso di infinito e di libertà che si prova in cima a una vetta, dopo ore o giorni di fatica, al limite della sopportazione, dopo aver sottoposto il proprio fisico e la propria mente a prove estreme, con il desiderio di spingersi oltre i propri limiti e di sentirsi anche solo per un istante invincibili e forse un po’ più vicini all’assoluto. L’alpinismo fonde l’amore per la montagna e la natura con la preparazione tecnica, il sacrificio con la piena consapevolezza di sé. È uno dei pochi sport in cui l’uomo è solo, in balia degli eventi e degli agenti atmosferici, aiutato da pochi attrezzi: corda, moschettone, piccozza, scarponi. A parlarne insieme a noi: l’alpinista di Latina Daniele Nardi, l’uomo delle imprese impossibili in dialogo con il giornalista Roberto Mantovani, il medico di montagna Oriana Pecchio e la guida alpina Pietro Giglio che ci parleranno del cairn, l’ometto di pietra che segna le vie e le vette delle montagne, e la guida alpina e scrittore Albero Paleari, in dialogo con il giornalista Erminio Ferrari.

ARCHITETTURA E PAESAGGI ALPINI – Il territorio alpino si configura come luogo ideale per la teorizzazione del rapporto tra natura e artificio, tra paesaggio e architettura e per la “sperimentazione” di opportunità insediative alternative a quelle delle grandi città e delle pianure urbanizzate. Sono luoghi che sanno di utopia e di fiaba. Ma visto da lassù, il “mondo vero”, quello che abbiamo lasciato a valle, direbbe Nietzsche, diventa favola. Si ha un rovesciamento tra il mondo fasullo della città e il mondo che abitiamo in montagna, in cui sentiamo noi stessi più autentici. È la Montagna magica di Thomas Mann, luogo della verità che entra in contrasto con la città. A parlarne saranno gli architetti Giovanni Simonis e Christoph Mayr Fingerle, che dialogheranno di strategie e progetti di riqualificazione del territorio, il paesaggista ginevrino Michael Jakob, che farà un excursus del paesaggio attraverso la storia, lo storico dell’arte Philippe Daverio, in dialogo con l’architetto Michele Merlo, erede spirituale dell’architetto Gellner, che illustreranno il progetto di Corte di Cadore. In Valle Maggia, lo studioso Bruno Donati, mostrerà, durante un’escursione guidata, le costruzioni sottoroccia ticinesi.

L’APE – L’ape, emblema dell’operosità, è fin dai tempi antichi un insetto simbolico in miti, leggende e religioni, noto già dalla preistoria per la propria utilità. Nella mitologia greca le api erano considerate messaggere delle Muse e simbolo del popolo obbediente al suo re. Spesso connessa al tema della vita, l’ape è narrata nelle Georgiche di Virgilio, nei Fasti di Ovidio e in alcuni brani dell’Antico Testamento. Oggi le api sono indicatori biologici della qualità dell’ambiente e attualmente rappresentano una delle emergenze ecologiche del pianeta. LetterAltura incontra questo piccolissimo animale, coraggioso, altamente organizzato e tanto puro da essere paragonato da Dante all’anima degli angeli, mettendone in luce gli aspetti più caratteristici. A LetterAltura si parlerà di api e apoidei con l’esperto Angelo Sommaruga, che insegnerà ai bambini a costruire dei nidi e l’importanza del prendersi cura di questi piccoli e fragili insetti, con il professore pisano  Antonio Felicioli, che, aiutato dagli studenti delle scuole superiori, parlerà di apoidei, indispensabili per l’equilibrio ambientale del pianeta, e con l’attore Andrea Pierdicca, che in un recital, musicato dal gruppo YoYo Mundi, si cimenterà in una narrazione che intreccia musiche e parole, pensieri e canzoni per non lasciare sola l’ape e gli apicoltori nella lotta contro quel nemico moderno, intelligente e letale, che sono i pesticidi di nuova generazione.

IL MIELE – La parola miele sembra derivare dall’ittita melit. Per millenni ha rappresentato l’unico alimento zuccherino disponibile e le prime tracce di arnie costruite dall’uomo risalgono al VI millennio a.C. Era amato dagli Egizi, che usavano deporre accanto alle mummie grandi coppe colme di miele da consumare durante il viaggio nell’aldilà, dai Sumeri, che lo impiegavano in creme con argilla, acqua e olio di cedro, dai Babilonesi e dai Romani che lo apprezzavano in cucina, dai Greci che lo consideravano “il cibo degli dei” e quindi una componente fondamentale nei riti e nelle offerte votive. La medicina ayurvedica, già tremila anni fa, attribuiva al miele tutte le caratteristiche benefiche che gli sono riconosciute anche oggi: è purificante, afrodisiaco, dissetante, antitossico, refrigerante, cicatrizzante. LetterAltura presenta i diversi nettari: dall’aroma delicato del miele d’acacia, limpidissimo e liquido, al profumo intenso di quello di tiglio, al gusto amarognolo di quello di castagno, denso e scuro, mettendo in mostra i prodotti del Consorzio Mieli del Lago Maggiore e delle sue Valli.

CAI 150 – Nel 2013 si festeggiano tre anniversari: centocinquantesimo della fondazione del CAI (Club Alpino Italiano), centocinquantesimo della fondazione del CAS (Club Alpino Svizzero) e cinquantesimo della fondazione del CAI Est Monte Rosa. Il CAI, con i suoi 320.000 iscritti, appassionati e difensori della montagna quale luogo di attività ludiche e sportive, si fa oggi mediatore culturale, radunando tutti coloro che hanno nella montagna un motivo di interesse, sia esso culturale, sociale o ambientale. Scopo del CAI, dalla sua fondazione a oggi, è di sottolineare i valori trascendenti e immanenti della montagna e delle sue genti e diffondere il messaggio delle montagne, non come limiti e barriere, ma come cerniere fra popoli. Con noi il professor Giovanni Paoloni ripercorrerà le vicende che hanno portato alla nascita del CAI, il giornalista svizzero Christian Gilardi racconterà, grazie a un ricco archivio fotografico, la storia del CAS. In Valle Antrona, l’intero fine settimana sarà dedicato al CAI e al 50° della sezione Est Monte Rosa, con la lectio di Enrico Camanni, i canti del Coro Andolla e del Coro Valdossola e l’escursione guidata al Rifugio Andolla.

VIAGGI – Il viaggio a piedi lungo tutta la Gran Bretagna raccontato da Rachel Joyce e percorso da Malapuella, il viaggio dal punto di vista di chi è costretto su una sedia a rotelle, con le sue difficoltà, ma, inaspettatamente, anche qualche beneficio, raccontato dal blogger Rotex, che l’estate scorsa ha documentato per Vanity Fair il suo viaggio lungo tutto lo stivale. E poi ancora il viaggio di un padre e di suo figlio autistico in America, raccontato dal protagonista Franco Antonello, il viaggio alla scoperta della Sardegna più aspra e meno turistica raccontato dallo scrittore Marcello Fois, in dialogo con la giornalista Daniela Fornaciarini, il viaggio negli Appennini, dello scrittore Marco Albino Ferrari, sulle tracce del lupo, i viaggi in solitaria della scrittrice Maria Perosino, che fornirà un vero e proprio kit di sopravvivenza per donne viaggiatrici che non hanno bisogno di cavalieri, il viaggio sulle orme di Felice Benuzzi alla conquista del Monte Kenya ripercorso e narrato da Wu Ming 1, in dialogo con il giornalista Luca Crovi, e, a chiusura del festival a Verbania, il viaggio di una donna dall’Europa dell’Est a Israele, e la conquista di un’identità, raccontato dal figlio Amos Gitai, in dialogo con l’amico architetto Stefano Boeri. Infine, a Santa Maria Maggiore il viaggio alla scoperta delle rive del Lago di Como raccontato dallo scrittore Andrea Vitali. Tante le donne viaggiatrici della storia delle quali si parlerà a LetterAltura: l’affascinante vicenda di Isabelle Eberhardt, regina del deserto, verrà illustrata da Mirella Tenderini, mentre, a Viganella, Luca De Antonis, aiutato dalle musiche di Giancarlo Capozzoli, farà rivivere le intrepide avventure delle prime donne aviatrici.

LETTERALTURA PER I BAMBINI – LetterAltura è un festival che vuole coinvolgere proprio tutti. Quindi un’attenzione particolare è stata dedicata anche quest’anno ai bambini, che potranno divertirsi, con letture e incontri specifici e anche grazie a particolari iniziative pensate per loro. Oltre ai laboratori nel parco della biblioteca a Verbania, per il secondo anno LetterAltura anticipa gli appuntamenti per i più piccoli con un prologo sabato 22 e domenica 23 giugno partecipando all’iniziativa Bosco fatato di Cossogno (VB). In programma l’incontro di letture e laboratorio con l’attore genovese Dario Apicella dal titolo Streghe, mostri e folletti della montagna e lo spettacolo teatrale del torinese Gianni Bissaca dal titolo Le storie del bosco.
LA TESTA TRA LE NUVOLE – Per il secondo anno LetterAltura collabora con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL VCO e con i suoi laboratori creativi. L’idea alla base del progetto è quella di trasformare la parola scritta in linguaggio pittorico. Tre i testi scelti tra gli autori che parteciperanno al festival 2013: Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas, In Sardegna non c’è il mare di Marcello Fois e L’imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce. Le opere pittoriche saranno esposte dal 26 al 30 giugno all’interno della restaurata chiesa di Santa Marta, nel cuore di Verbania.

27 giugno 2013

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