Al via il Festival della Mente, per capire come uscire dalla crisi attraverso la cultura

Che cosa più della cultura, della creatività, dell'impegno creativo e intellettuale può aiutarci, in un anno così difficile, a a cambiare una realtà in cui non ci si riconosce più, a darci una nuova tensione positiva? Apre domani la nona edizione del Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi, progetto e direzione di Giulia Cogoli...

Parte domani a Sarzana il festival dedicato alla creatività e ai processi creativi diretto da Giulia Cogoli

MILANO – Che cosa più della cultura, della creatività, dell’impegno creativo e intellettuale può aiutarci, in un anno così difficile, a decodificare quanto sta succedendo, a cambiare – anche di poco – una realtà in cui non ci si riconosce più, a darci una nuova tensione positiva? Apre domani la nona edizione del Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi, progetto e direzione di Giulia Cogoli, promosso dal Comune di Sarzana e dalla Fondazione Carispezia, che si tiene a Sarzana dal 31 agosto al 2 settembre.

LA CREATIVITA’ AL TEMPO DELLA CRISI – Il Festival della Mente, che ha visto circa 500 eventi realizzati nelle precedenti edizioni, quasi 400 relatori e oltre quarantamila presenze lo scorso anno, con persone provenienti da tutta Italia, rinnova il suo impegno, perché parlare di creatività e processi creativi in un momento di grave crisi è un’occasione ancora più importante, attraverso la quale tenere attivo un presidio di confronto e condivisione.

ACCESSO ALLA CULTURA – La direttrice Giulia Cogoli ha costruito un programma che prevede incontri, lezioni, spettacoli, concerti, workshop con alcuni dei più significativi pensatori italiani e stranieri: scienziati, filosofi, linguisti, artisti, registi, attori, scrittori, psicoanalisti. Un festival per tutti: bambini, ragazzi e adulti di tutte le età, dove si parlerà di scrittura, musica, scienze, storia, linguistica, psicoanalisi, filosofia, neuroscienze, arte, paesaggio, società, teatro, cibo, botanica e molto altro. Con un filo conduttore che emerge molto forte dai temi e dalle angolature scelte dai relatori: la conoscenza come valore assoluto e imprescindibile. Molti ospiti, infatti, quest’anno hanno deciso di focalizzarsi sul tema dell’accesso alla cultura, della diffusione e responsabilità della conoscenza e della creatività, come risposta e come impegno contro la crisi.

DIRTTO ALLA CULTURA E DANTE – Nel corso della 3 giorni del festival sono previsti 85 eventi (38 per adulti, 45 per bambini) che coinvolgeranno 57 relatori. Diritto alla cultura, responsabilità del sapere: apre la manifestazione domani la lectio magistralis di Gustavo Zagrebelsky, nella quale il costituzionalista riflette sull’accesso alla cultura, sull’etica e sulla responsabilità di coloro che detengono il sapere, da cui possono divenire i grandi benefici e i grandi malefici della vita delle società. Sempre lo stesso giorno lo scrittore Marco Santagata, studioso di Dante, esplora il rapporto fra vicende biografiche e psicologia del sommo poeta, riscoprendo nella Divina Commedia le più intime e contraddittorie pulsioni dell’autore.

PAROLA COME UTENSILE E DUALISMO ARTE-SCIENZA – Nella mattinata di sabato, l’attore e scrittore Ascanio Celestini si interroga su come nascono le storie, ipotizzando che «finché abbiamo parole per dirlo, forse il mondo non finisce». In un tempo in cui tutto diventa astratto e digitale, lo scrittore Erri De Luca in serata interpreta la parola come utensile, come strumento concreto per ritrovare la via di casa e avvicina lo scrivere al camminare in montagna: un passo dopo l’altro, con la punteggiatura a fare da appiglio. Nella giornata di domenica, lo scrittore Marco Belpoliti presenta un excursus, con parole e immagini, sul costume dei politici italiani degli ultimi cinquant’anni: dai vestiti ai gesti, dalle parole agli atti in pubblico. Nel pomeriggio il filosofo Sergio Givone spiega come l‘idea di creazione stia fra il concetto di invenzione e il concetto di scoperta. In realtà la scienza, non meno dell’arte, ha a che fare con l’invenzione, così come l’arte con la scoperta. Ciò non toglie che arte e scienza comportino due diverse “ontologie”. La scienza ha per oggetto la realtà, l’arte, semmai, il senso della realtà.

30 agosto 2012

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