Al Salone del Libro, il fascino di Roma raccontato da Sandra Petrignani con Michela Murgia

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE A TORINO - ''Addio a Roma'' di Sandra Petrignani racconta la straordinaria stagione artistica e letteraria della Roma tra i primi anni Cinquanta e i primi anni Settanta, fino alla morte di Pasolini, rendendo giustizia a grandi personalità dimenticate di quell'epoca: le donne. A sottolinearlo è stata Michela Murgia, che al Salone di Torino ha presentato il libro, edito da Neri Pozza, insieme all'autrice...
Le due scrittrici ricordano l’epoca di grande fioritura artistica e letteraria nella Roma tra gli anni Cinquanta e Settanta, di cui Sandra Petrignani parla nel suo libro, e discutono di come il maschilismo nelle arti ci abbia fatto dimenticare donne straordinarie
TORINO – “Addio a Roma” di Sandra Petrignani racconta la straordinaria stagione artistica e letteraria della Roma tra i primi anni Cinquanta e i primi anni Settanta, fino alla morte di Pasolini, rendendo giustizia a grandi personalità dimenticate di quell’epoca: le donne. A sottolinearlo è stata Michela Murgia, che al Salone di Torino ha presentato il libro, edito da Neri Pozza, insieme all’autrice. Si parla qui di Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico. Ma anche di Palma Bucarelli, Natalia Ginzburg, Elsa Morante.
EPOCHE STORICHE TOTALMENTE DIVERSE – “Questo libro è nato come un omaggio a quell’epoca”, spiega Sandra Petrignani. “Ma non c’è un gusto nostalgico, perché la narrazione è svolta attraverso gli occhi della protagonista, Ninetta, che all’inizio ha dodici anni – è contemporanea ma un po’ più giovane dei grandi personaggi raccontati – e al termine del libro ne ha trentasei. È lei che fa da ponte, che ci traghetta da quei giorni ai giorni nostri. Alla fine Ninetta riesce a coronare il suo sogno di diventare scrittrice, ma in tempi mutati rispetto a quelli da lei testimoniati. Spesso mi chiedono di fare un paragone tra quei tempi, che si concludono emblematicamente con la morte di Pasolini, e quelli attuali. Ma si tratta di un paragone che non è giusto fare, si tratta di due epoche storiche completamente diverse. Semmai il confronto da fare è tra gli scrittori di allora e la loro epoca e tra gli scrittori di oggi e l’epoca attuale”, che tra l’altro, sottolinea l’autrice, è ricca di novità. “Io non mi sento più protagonista delle attuali innovazioni, appartengo a una stagione diversa, che non rinnego e che sono felice di aver vissuto. Ho conosciuto grandi maestri, a cui devo molto. Ma credo che le generazioni presenti abbiano diritto di costruirsi il loro mondo, di portare avanti le loro innovazioni”.
LA RISCOPERTA DI GRANDI ARTISTE DIMENTICATE – “Forse i nostri non sono più tempi di leggenda”, interviene Michela Murgia. “Allora, dal dopoguerra alla fine degli anni Settanta, c’era tutta una realtà da rifare. Noi fatichiamo già a sopravvivere alla realtà, figuriamoci a costruire! Eppure anche quell’epoca di leggenda appare per certi versi amputata: non ci ha trasmesso un racconto adeguato delle donne e del loro talento. Il tuo libro fa giustizia di questa mancanza. Metti in copertina la fotografia di Palma Bucarelli, una delle donne che ha contribuito a fare l’arte contemporanea, e sono molte altre quelle di cui parli nel libro.”
LA STRAORDINARI FIGURA DI PALMA BUCARELLI – “Palma Bucarelli è un gigante dell’arte contemporanea, portava avanti un progetto molto innovativo”, racconta Sandra Petrignani. “Due grandi pittori come De Chirico e Guttuso la detestavano, perché lei li considerava ormai superati. Guardava al nuovo, all’informale, alla pop art, alle installazioni, nel ’53 fece una mostra su Picasso. Il suo lavoro suscitava polemiche infinite, si attirava critiche dai democristiani come dai comunisti. È stata anche una donna di grande intelligenza e di grande potere. È riuscita a fare della Galleria nazionale d’arte moderna a Roma una realtà che ci hanno invidiato e ci invidiano tuttora. Per riuscire a fare tutto questo, ha dovuto essere anche una grande politica. Veramente un personaggio da ammirare e da studiare, eppure nessuno nelle scuole ne parla. Io stessa sono arrivata a comprendere la grandezza di questa figura solo scrivendo questo libro. Sono grata a Michela Murgia di aver sottolineato questo aspetto: nel libro do grande spazio alle donne, mettendo però in evidenza un’amara verità. Nell’arte, e nella pittura soprattutto, il maschilismo ha veramente schiacciato le figure femminili”.
OGNI LIBRO È AUTOBIOGRAFICO – “Io sono debitrice a Sandra Petrignani anche della riscoperta di Grazia Deledda”, aggiunge Michela Murgia, “di cui lei parla in un altro libro, ‘La scrittrice abita qui’. Lei racconta in questo testo sia l’aspetto pubblico sia l’aspetto privato della grande autrice, il suo lato passionale, il suo amore impossibile per Stanis Manca e il suo matrimonio di ripiego. Una volta venuto meno il sogno dell’amore, Grazia Deledda ha messo tutta la sua determinazione e la sua passione nei suoi libri. Sandra Petrignani mi ha fatto scoprire attraverso questo libro un nuovo modo di conoscere e parlare degli scrittori, cui non siamo abituati”. “A scuola ci insegnano a pensare che la biografia dell’autore sia relativamente importante per comprendere la sua opera”, commenta Sandra Petrignani in proposito, “che trattare la vita privata di uno scrittore sia fare del gossip. E invece è vero tutt’altro. Come affermava Elsa Morante, ogni libro è autobiografico”.
18 maggio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti