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Al Festivaletteratura, i lati oscuri di Cuba secondo Padura Fuentes

DAL NOSTRO INVIATO A MANTOVA - Leonardo Sciascia, Manuel Vasquez Montalban, Rubem Fonseca. Nomina con un pizzico di soddisfazione gli autori che lo hanno ispirato, Leonardo Padura Fuentes, scrittore e giornalista cubano nato a L’Avana nel 1955. L’evento è “Lettere da Cuba” al Festivaletteratura insieme allo scrittore Carlo Lucarelli...

MANTOVA – Leonardo Sciascia, Manuel Vasquez Montalban, Rubem Fonseca. Nomina con un pizzico di soddisfazione gli autori che lo hanno ispirato, Leonardo Padura Fuentes, scrittore e giornalista cubano nato a L’Avana nel 1955. L’evento è “Lettere da Cuba” al Festivaletteratura insieme allo scrittore Carlo Lucarelli.


VITA DI UNO SCRITTORE A CUBA
– A metà anni ’80 Padura Fuentes aveva iniziato a scrivere saggi e racconti, ma a Cuba in quegli anni non solo era difficile essere pubblicati ma quasi impossibile uscire dai confini. Nel 1989 si presentò l’occasione di partecipare ad un concorso fuori Cuba con un racconto. “L’unica possibilità di pubblicare era partecipare ad un concorso che il Ministro dell’interno promuoveva in Spagna, il premio andò deserto senza vincitore, – confida Padura Fuentes – anche se la mia vittoria era data per certa. Qualche anno più tardi un amico mi confidò che Il giorno prima della consegna del premio arrivò una persona nella sala della giuria che disse che il mio romanzo non poteva vincere”. L’esperienza però non fu così negativa per Padura Fuentes, infatti lo scrittore grazie al rimborso spese che il festival forniva ha messo da parte abbastanza soldi per poter comprare un computer. “Noi cubani con i soldi non potevamo comprarci il computer. – svela lo scrittore de L’Avana – A Cuba era permesso agli stranieri comprare computer. Uno scrittore dell’Uruguay è arrivato a possedere 23 computer”. Risate del pubblico, non tutti erano per lui evidentemente. Inoltre a quel festival c’era anche l’editore Marco Tropea, che una settimana dopo avrebbe pubblicato il racconto di Fuentes, senza dirgli niente. Ma per Fuentes era più importante la pubblicazione. “Dissi a Marco che avrebbe pubblicato il mio primo romanzo – afferma Fuentes – e così fece con il primo, Passato Remoto, e fino ad oggi”. Per 40 anni gli scrittori cubani sono stati legati esclusivamente alle case editrici cubane. C’era quindi un doppio controllo della censura. Quella del governo e quella degli editori. Grazie a Marco Tropea Editore, che pubblicò nel 1991 il primo romanzo di Padula Fuentes “Pasado perfecto”, il giogo venne rotto. Una vera rivoluzione cubana.

 

CRITICA SOCIALE – Lucarelli chiede perché usare il poliziesco e come sia cambiata Cuba nei libri di Fuentes? Nella Cuba degli anni’90 era difficile costruire un personaggio in divisa, un poliziotto, che potesse essere di appeal , ma era l’unico modo per raccontare il lato oscuro di Cuba e raccontare le trasformazioni sociali. Così è nato il protagonista di molti dei romanzi di Padura Fuentes: Mario Conde. “Ogni nuovo romanzo che scrivevo aveva una critica sociale più forte. Ogni volta che finivo un romanzo dicevo, questo a Cuba non me lo pubblicheranno. Invece venivano pubblicati, anche se su carta scadente o con due anni di ritardo, ma si pubblicavano”. Tra i romanzi di cui Fuentes temeva la non pubblicazione c’era anche il recente “L’uomo che amava i cani” (El hombre que amaba a los perros)  del 2009, invece non solo venne pubblicato a Cuba, ma “mi ha dato il premio della critica nazionale nel festival cubano”. Questa inaspettata pubblicazione è per Fuentes il segno dei tempi e del cambiamento di mentalità che gli stessi romanzi hanno portato. “La differenza tra il socialismo cubano e quello sovietico è che a Cuba si trova sempre una soluzione. Il protagonista Mario Conde nel quarto romanzo lascia la polizia, quindi Conde invecchia con me e attraverso i suoi occhi mostro  i cambiamenti della società cubana”.


CONTRADDIZIONI CUBANE
– I romanzi di Fuentes non sono solo cronaca o di testimonianze localistiche, ma affrontano i temi cubani nel modo più universale possibile. “Una contraddizione lampante di Cuba.  – chiude sornione Fuentes – Da una parte siamo un’isola troppo isola, allo stesso tempo siamo un paese cosmopolita che condivide tutte le peculiarità occidentali, pur restando un paese socialista”. Ora è chiaro perché solo il personaggio di un poliziotto cubano poteva mostrare la vera Cuba.

 

Alessandro Tanassi

7 settembre 2013

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