Al Festival del Giornalismo, i reportage on the road sulle elezioni americane 2012 di Andrea Marinelli

Un libro come ''On the road'' di Jack Kerouac ha appassionato generazioni di aspiranti vagabondi del Dharma, ha prodotto nella mente di milioni di persone immagini di autostop avventurosi, balzi estremi per saltare sul primo treno merci di passaggio e incontri con personaggi della strada...
Il giornalista freelance ha presentato a Perugia il libro “L’Ospite” nel corso di un incontro che ha visto intervenire anche Francesco Costa de IlPost.it e Serena Danna del Corriere della Sera

PERUGIA – Un libro come “On the road” di Jack Kerouac ha appassionato generazioni di aspiranti vagabondi del Dharma, ha prodotto nella mente di milioni di persone immagini di autostop avventurosi, balzi estremi per saltare sul primo treno merci di passaggio e incontri con personaggi della strada, con tutti i loro pregi e difetti, i loro lati più umani. Pensate di prendere alcuni degli ingredienti di questo masterpiece della letteratura (l’autostop, le ospitate sui divani altrui, la sensazione di non poter mai prevedere completamente cosa accadrà a distanza di poche ore) e di mescolarli con qualcosa che sembra molto lontano: il giornalismo.

INSIEME DI ESPERIENZE
– Un giornalismo primitivo e appassionato, fatto dei racconti, delle storie e delle impressioni delle persone e, al tempo stesso, della narrazione di uno dei più grandi carrozzoni mediatici esistenti, la campagna elettorale americana. Andrea Marinelli, anni 30 e giornalista freelance, sembra aver involontariamente dato vita a questo strano miscuglio con la sua esperienza di reportage della campagna elettorale americana per le presidenziali 2012. L’ha raccontato nella quarta e penultima giornata del Festival del Giornalismo di Perugia, durante la presentazione del suo libro “L’Ospite”, che ha visto intervenire anche Francesco Costa de IlPost.it e Serena Danna del Corriere della Sera.

STARE IN MEZZO ALLA STRADA, ALLA GENTE – Chiunque lavori come freelance sa bene come ogni giorno ci si debba reinventare per poter proporre nuove storie e progetti alle testate con cui si collabora o si vuole collaborare. Andrea, nonostante lavorasse già come giornalista e avesse già avuto modo di pubblicare alcuni articoli su importanti testate italiane, ha deciso di fare ciò che un corrispondente all’estero dall’Italia non fa praticamente più da un pezzo: stare in mezzo alla strada, in mezzo alla gente, fare un reportage giorno per giorno di tutte le svolte, le impressioni delle persone, gli umori dell’elettorato americano. Quello che una testata italiana non vuole o non può permettersi. Deciso a partire, ha pagato di tasca sua un biglietto aereo per l’Iowa (da New York dove si trovava) per seguire il primo appuntamento delle primarie dei candidati. L’esperienza, con alcuni iniziali momenti di stallo, è continuata, e Andrea ha aperto un blog per raccontare le sue ricerche e pubblicare i suoi post e, dopo alcuni mesi di viaggi in autostop, in autobus o in treno, di notti passate sui divani, di cene offerte da alcuni colleghi giornalisti, ha finito i soldi. Sconsolato e senza la possibilità di portare avanti il suo progetto, ha pubblicato un post sul suo blog e ha preso un aereo che l’avrebbe riportato a New York.

COUCHSURFING E CROWDFUNDING – La reazione dei lettori affezionati del blog è stata talmente forte, con decine di mail che chiedevano al giornalista di non interrompere quella narrazione, quel diario di viaggio a cui si erano tanto affezionati, da convincere Marinelli a trovare una soluzione alternativa. Le strategie utilizzate sono state due: il couchsurfing (un servizio che permette, tramite internet, di farsi ospitare su un “couch”, divano, a costo zero) e il crowdfunding, ovvero la richiesta di un finanziamento libero da parte dei lettori e degli utenti attraverso una piattaforma dedicata. I risultati: il traguardo dei 2.000 dollari è stato raggiunto in 48 ore, per un totale di 3.700 dollari in due settimane.

DAI REPORTAGE AL LIBRO – Dai reportage che Andrea ha potuto fare grazie ai contributi di coloro che seguivano e apprezzavano il suo lavoro (non testate giornalistiche, ma lettori, amici e conoscenti), è nato un libro, pubblicato in self-publishing in mancanza di una casa editrice che cogliesse al volo la possibilità di stampare un libro così prezioso. Il libro si chiama “L’Ospite” e per avere informazioni su dove trovarlo potete consultare il blog di Andrea Marinelli, iniziare a seguirlo su Twitter (@AndreaMarinelli) o dare un’occhiata al crowdfunding che ha avviato per finanziare il suo nuovo reportage sulla percezione dell’omosessualità negli Stati Uniti.

Miriam Goi

29 aprile 2013

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