L'addio a Maria Perosino, scrittrice torinese

Addio a Maria Perosino, l’autrice del libro di successo ”Io viaggio da sola”

Il mondo della letteratura, oggi, affronta una giornata di lutto salutando Maria Perosino, scrittrice torinese autrice del celebre libro ''Io viaggio da sola''. Storica dell'arte e curatrice di mostre, la Perosino si spegne a 52 anni

A darne l’annuncio, la casa editrice Einaudi: ”Non stava bene da tempo”. La scrittrice si è spenta a Torino a 52 anni dopo aver a lungo combattutto contro un tumore. Autrice di successo del libro ”Io viaggio da sola”, Maria Perosino è morta alla vigilia dell’uscita del suo ultimo romanzo ”Le scelte che non hai fatto”

MILANO – Il mondo della letteratura, oggi, affronta una giornata di lutto salutando Maria Perosino, scrittrice torinese autrice del celebre libro ‘Io viaggio da sola’. Storica dell’arte e curatrice di mostre, la Perosino si spegne a 52 anni dopo una lunga battaglia con il tumore. A darne l’annuncio, proprio la casa editrice Einaudi che scrive ‘Non stava bene da tempo’. Una morte inaspettata che è arrivata proprio alla vigilia dell’usicta del suo ultimo libro ‘Le scelte che non hai fatto’, da oggi, 17 maggio, in tutte le librerie.

MARIA PEROSINO – La scrittrice è nata a Torino il 10 dicembre 1961:  storica dell’arte, curatrice di mostre e di iniziative culturali. Aveva curato i cataloghi delle mostre di Lorenzo Mattotti ‘La fabbrica di Pinocchio’ per Nuages, 2010 e ‘ABC e altri giochi di Bruno Munari’ per Felici Editore, 2010. ‘Io viaggio da sola’ (Premio Opera Prima Rapallo Carige 2013), una guida pratica e spirituale per donne che vogliono viaggiare senza dovere per forza avere compagnia, era uscito nel 2012.

IO VIAGGIO DA SOLAQueste pagine sfuggono a una semplice definizione: sono un corso di autostima, un racconto divertente, un diario involontario, un manuale intemperante. Soprattutto sono vive, effervescenti, e fanno meglio – molto meglio – di una seduta dall’analista. Fanno quello che farebbe una cara amica. Se sei giù, ti fanno venire voglia di metterti in ghingheri e uscire. Se sei incline a guardarti l’ombelico, ti fanno venire il sospetto che là fuori, in mezzo alla gente e alle cose che ancora non conosci, si giochi una parte importante della partita. Viaggiare da sole significa buttarsi con curiosità nei luoghi in cui capita di trovarsi per scelta, per lavoro, per fuga. Significa cambiare valigia (‘è il trolley l’invenzione che più di ogni altra, pillola anticoncezionale inclusa, ha contribuito alla liberazione delle donne’); scegliere l’albergo giusto, mangiare a un tavolo per uno senza sentirsi tristi. Anche da sole si può prendere un aperitivo sulla terrazza di un bar di Istanbul guardando il Bosforo. E dirsi che, certo, per mangiare le ostriche sarebbe meglio essere in due, ma in fondo la scelta peggiore è non mangiarle affatto. E a poco a poco, grazie alla forza dei pensieri e della scrittura, le pagine di questo libro trasmettono un’energia davvero contagiosa, ti spingono a partire anche da fermo, preoccupandoti di aprire delle porte e non di chiudere casa.

LE SCELTE CHE NON HAI FATTO – Tutte le scelte che non facciamo determinano una svolta nella nostra vita. Ma se potessimo seguire le persone che non siamo stati? Se potessimo pedinarle, e poi soprattutto ascoltarle, parlarci insieme, invitarle a cena, cosa succederebbe davvero?

17 giugno 2014

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