A Scrittorincittà una pioggia di incontri culturali dedicati ai più piccoli

Il secondo giorno di scrittorincittà si è aperto con una baraonda di appuntamenti per bambini. Cosa c’è in un buco nero e cosa diventiamo se ci caschiamo dentro: queste e mille altre domande hanno affollato la sala rossa per la incredibile lezione di astronomia dell’astrofisico e ricercatore Amedeo Balbi, mentre al piano di sotto, nella sala blu, si udivano boati e risate fragorose, per le storie fantastiche raccontate e mimate da Carlo Carzan...

Da Massimiliano Tappari a Nino Ferrara, nel corso della seconda giornata nella kermesse culturale si sono tenuti diversi incontri per far comprendere ai bambini il fascino della lettura

 

CUNEO – Il secondo giorno di Scrittorincittà si è aperto con una baraonda di appuntamenti per bambini. Perché Marte è rosso ma i marziani sono verdi, o perché la terra si vede blu ma gli umani sono di tutti i colori. Cosa c’è in un buco nero e cosa diventiamo se ci caschiamo dentro: queste e mille altre domande hanno affollato la sala rossa per la incredibile lezione di astronomia dell’astrofisico e ricercatore Amedeo Balbi, mentre al piano di sotto, nella sala blu, si udivano boati e risate fragorose, per le storie fantastiche raccontate e mimate da Carlo Carzan. E ancora mentre gli occhi spalancati dei piccoli delle materne seguivano il pennarello blu che sulla lavagna bianca dava forma, per mano di Sophie Fatus, ad affascinanti avventure e personaggi disegnati.

 

BAMBINI TRASPORTATI DALLE STORIE – Come si fa a scegliere un libro: si guarda la copertina, si legge il retro o l’incipit, si guarda quanto è spesso. Ognuno fa come vuole, l’importante poi, una volta scelto, è tuffarcisi dentro e lasciarsi trasportare dalle storie, come quelle di Pierdomenico Baccalario. O come quelle suggerite dalle strane sagome di carta proiettate da Massimiliano Tappari o dalla sua strana caffettiera racconta-favole. E che dire di Carlo “Charlie” Caglieris, che, con pallone di basket alla mano ha spiegato che così non si può tirare, che la palla in mano, no, non si può tenere e che se per quindici anni sei il giocatore più basso della serie hai il vantaggio di passare sotto le gambe dell’avversario. E accumulare un milione di punti e tante le domande a esperienza per rispondere a tutte le domande di bambini scatenati. Presso il centro di documentazione territoriale Vanna Vinci ha raccontato la nascita e la storia del suo personaggio la Bambina Filosofica, mostrandone il volto e le caratteristiche con l’utilizzo di un pennino nero e un videoproiettore.

 

INCONTRI PER RIFLETTERE – Gli studenti più grandicelli hanno avuto la straordinaria possibilità di incontrare Nino Ferrara, autore di numerosissimi libri per bambini e ragazzi di tutte le età, alcuni dei quali ispirati a storie difficili o a storie segrete. Nino è uno di quegli scrittori che lasciano un segno, profondo, nel cuore di chi lo ascolta: per come è capace subito di entrare nel vivo di una storia e nell’animo di chi ha di fronte, come nel momento in cui gli occhi degli studenti sono diventati lucidi ascoltando il racconto su Michel Petrucciani. Nino Ferrara è stato anche protagonista dell’incontro presso la casa Cirondariale di Cuneo. Nel pomeriggio i corridoi del centro incontri di nuovo hanno risuonato delle grida dei bambini: bambini bendati, davanti ad una torre di un castello con dentro una principessa, guidati da Emanuela Bussolati e Matteo Corradini tra parole da ordinare e racconti da costruire, ricordare.

 

LO SPORT TRA PASSATO E PRESENTE – Ricordi da ordinare sono stati invece quelli condivisi da Dan Peterson e Carlo Caglieris, insieme ad Andrea Valente. La voce di Dan Peterson è una delle più conosciute dello sport italiano: da decenni lo sentiamo tra i palazzetti della pallacanestro e la tv. È stato piacevole risentirla in videoconferenza, «nume tutelare del basket» anche a Cuneo come nel resto d’Italia. Charlie Caglieris, playmaker e uno dei grandi della Virtus Bologna allenata da coach Peterson negli anni Settanta, si è sottoposto alle domande di Andrea Valente e Renato Peruzzi, due che con il basket hanno un rapporto particolare. Ne è venuta fuori una conversazione leggera, divertita e divertente che ha lasciato trasparire una atmosfera d’altri tempi, vissuta con il sorriso sulle labbra e la nostalgia di quando lo sport aveva valori e valenze più autentiche. Un tuffo in uno sport diverso da quello di oggi, pur condizionato già allora dai risultati ottenuti ma maggiormente occasione di socializzazione e di coesione tra atleti e pubblico, senza le frenesie e i condizionamenti dello sport di questi tempi.

 

16 novembre 2012

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