Sei qui: Home » Libri » Autori » A Mantova di scena il giallo nordico con il libro ”La testimone del fuoco”

A Mantova di scena il giallo nordico con il libro ”La testimone del fuoco”

La letteratura svedese protagonista a Mantova grazie all'ultimo giallo di Lars Kepler, pseudonimo utilizzato dai coniugi svedesi Alexander e Alexandra Coelho Ahndoril...

“Scrivere, scrivere, scrivere” è il consiglio di Lars Kepler ai giovani scrittori. O meglio, dei coniugi Ahndoril, che si celano dietro questo pseudonimo. Loro l’hanno messo in pratica.

 

MANTOVA – La letteratura svedese protagonista a Mantova grazie all’ultimo giallo di Lars Kepler, pseudonimo utilizzato dai coniugi svedesi Alexander e Alexandra Coelho Ahndoril. Ieri sera sono stati ospiti del Festivaletteratura, con la loro ultima pubblicazione, “La testimone del fuoco”, edito da Longanesi. Un giallo ad alta tensione, ultimo della trilogia scritta a quattro mani dalla coppia: “L’ipnotista” e “L’esecutore”.  Marito e moglie hanno unito la vita professionale nel 2009; prima di allora erano già scrittori affermati, con carriere separate. Ma la sorte li ha premiati: “L’ipnotista” è divenuto un caso editoriale, vendendo oltre 200.000 copie in Italia. A ottobre, ne uscirà un film diretto da Lasse Hallström (già regista di “Chocolat”). 

 

Nel 2009 avete messo da parte le vostre carriere da scrittori autonomi, per fondervi nello pseudonimo Lars Kepler. Cosa vi ha spinto verso questa scelta?
Abbiamo sempre voluto scrivere qualcosa insieme, ma i primi tentativi non sono stati sempre positivi. All’inizio ci abbiamo provato con un libro per bambini, poi con una commedia, ma i risultati sono stati catastrofici. Per cui una sera ci siamo ritrovati davanti alla tv a guardare un film e ci siamo detti “Insomma, dobbiamo scrivere anche noi qualcosa che sia eccitante come un film”.

 

Il vostro primo romanzo, “L’ipnotista”, è stato un successo immediato e tra poco diventerà un film. Vi aspettavate un tale risultato?
Ovviamente all’inizio non potevamo prevedere questo enorme successo, perché nella fase di stesura eravamo veramente “ipnotizzati” dal nostro libro. Quello che sappiamo è che ci è piaciuto tantissimo scriverlo, poi quando abbiamo avuto questa grande risposta positiva dalla nostra casa editrice abbiamo cominciato a intuire che anche i lettori avrebbero potuto amarlo.

 

Siete stati presenti al Festival di Mantova con il vostro ultimo libro “La testimone del fuoco”. Le statistiche dicono che in Italia si legge troppo poco. Ma da quello che avete constatato, c’è speranza per la lettura di qualità?
Credo che qualsiasi lettura vada bene. Leggere è sicuramente una delle abitudini migliori che possiamo avere. Certo, credo che dei buoni libri abbiano il dovere di coinvolgere anche persone che normalmente non leggono e questo credo sia una cosa meravigliosa. Leggere in generale è un modo per avvicinarsi alla lettura. Le persone hanno sempre bisogno di buone storie, quindi noi crediamo che i  libri sopravvivranno sempre e comunque. 

 

Avete tre figlie. Cosa direste loro se volessero intraprendere la vostra stessa carriera, come scrittrici? Quali consigli dareste quindi ai giovani scrittori esordienti?
È già successo: le nostre figlie vogliono fare le scrittrici. Abbiamo detto loro che è un lavoro duro, ma eccitante. Per esempio, la nostra seconda figlia legge molto, un libro al giorno, e ha già iniziato a scrivere delle storie. Certo, è anche vero che la scrittura è un po’ antisociale, per cui ci farebbe piacere che una di loro trovasse un vero lavoro, ad esempio facesse il medico.
Per quanto riguarda invece i consigli agli aspiranti scrittori, noi vogliamo dire loro di continuare a scrivere, scrivere, scrivere. Di non aver paura di scrivere qualcosa di brutto, perché questo si può eliminare in qualsiasi momento. Quindi continuare a scrivere e non fermarsi mai. Soprattutto scrivere tutto quello che viene dal proprio cuore.

 

7 Settembre 2012

 

© Riproduzione Riservata