A Bookcity, il tema dell’omofobia e dei diritti omosessuali nell’incontro ”Storie che salvano la vita”

Cambiare le cose è possibile, anche in Italia, anche quando l'argomento in oggetto sono i diritti delle persone omosessuali...

“Le cose cambiano” è il libro che raccoglie le testimonianze coraggiose di scrittori, volti noti e persone comuni, che hanno voluto condividere la propria esperienza per incoraggiare i giovani a vincere le paure riguardo la loro identità sessuale

MILANO – Cambiare le cose è possibile, anche in Italia, anche quando l’argomento in oggetto sono i diritti delle persone omosessuali. E’ da questo principio di coraggio, speranza e rinnovamento che è nato “Le cose cambiano”, libro che raccoglie le testimonianze di scrittori, personaggi noti e persone comuni, che con forza di volontà, coraggio, e non senza ostacoli, sono riusciti a superare le barriere di pregiudizi e discriminazioni, vivendo la propria affettività serenamente e alla luce del sole. “Storie che salvano la vita” è il titolo dell’incontro tenutosi sabato a Milano presso le sale della Fondazione Piero Portaluppi, alla quale hanno preso parte oltre a Linda Fava, Vittorio Lingiardi, Barbara Stefanelli ed Elena Tebano anche alcuni autori del libro, tra cui lo scrittore Premio Strega Walter Siti, Alcide Pierantozzi e Marcello Signore.

IT GETS BETTER – “Le cose cambiano”, libro edito dal Corriere della Sera ed Isbn Edizioni, è nato a partire dalla versione italiana del progetto americano It Gets Better, nato nel 2010, nella quale Dan Savage e Terry Miller hanno dato voce, attraverso video proposti in rete, a tutti coloro che volevano condividere la propria esperienza di omosessualità, così da poter essere d’aiuto a tutti i ragazzi vittime del bullismo omofobo, evitando terribili tragedie.

LE COSE CAMBIANO – Come spiegato da Linda Fava, curatrice dell’edizione italiana del libro, “Le cose cambiano” contiene sessanta storie, di cui la metà sono traduzioni dell’edizione originale americana, e le restanti trenta provengono dal panorama italiano, e contemplano gli interventi di scrittori, voti noti dello spettacolo, ma anche persone comuni. Le storie sono dunque scritte da persone che vogliono condividere la propria esperienza e raccontare a chi si sta scoprendo gay o lesbica e si sente solo e disorientato che le cose possono cambiare e migliorare e che, superate le difficoltà iniziali, sarà possibile vivere la propria affettività senza timori, serenamente e alla luce del sole.

IL CORAGGIO DI METTERSI A NUDO – Filo conduttore di tutti i racconti presenti nel libro è senza dubbio il coraggio. Sono infatti coraggio e determinazione quello che hanno dimostrato tutti i protagonisti dei racconti, i quali non hanno risparmiato il racconto di momenti difficili che si sono trovati costretti ad affrontare. Il premio Strega Walter Siti ha raccontato come la scoperta della propria identità sessuale fosse avvenuta già durante l’infanzia, ma che i pregiudizi del tempo che anche nella sua famiglia regnavano sovrani gli abbiano permesso di uscire allo scoperto soltanto molto più tardi. Il suo “coming out” è coinciso anche con l’inizio vero e proprio della sua carriera di scrittore. “Ho aspettato di essere libero creativamente per dedicarmi completamente alla scrittura”.

LE DIFFICOLTA’ NELLA SOCIETA’ ATTUALE – Molto spesso però nella società l’omosessualità viene concepita come una anormalità, talvolta una malattia che necessita di essere curata. Alcide Pierantozzi, giovane scrittore, ha spiegato come in famiglia il suo disagio fosse stato associato ad una sorta di malattia psichica, curabile con farmaci. L’appello lanciato da Pierantozzi è stato quello di seguire il proprio istinto, senza lasciarsi influenzare da chi sta intorno, perché solo dentro se stessi, anche se con non poche difficoltà, si riesce a trovare la via giusta da perseguire. Molto interessante è stato anche il contributo del blogger, giornalista e scrittore Marcello Signori, il quale, riflettendo sulla propria esperienza personale e su quella di altri ha evidenziato come molto spesso siano gli altri, dall’esterno, a capire che una persona è omosessuale, prima ancora che lui stesso o lei stessa lo abbia davvero compreso ed accettato.

24 novembre 2013

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