6 libri passati alla storia che hanno rischiato di non essere mai pubblicati

Ecco 6 libri che tutti noi conosciamo e che, incredibilmente, hanno seriamente rischiato di non essere mai letti da nessuno
6 libri passati alla storia che hanno rischiato di non essere mai pubblicati

MILANO – La strada per la pubblicazione è spesso lastricata di mal di testa, notti in bianco trascorse a scrivere, colpi al cuore e montagne di fogli appallottolati. A volto sono gli scrittori stessi a non credere nel proprio lavoro, altre volte sono gli editori a rivelarsi poco lungimiranti. Esistono dei romanzi diventati dei veri e propri classici della letteratura, eppure per un niente hanno rischiato di non essere pubblicati e che nessuno li leggesse mai. Ecco 5 libri che tutti noi conosciamo che sono arrivanti sugli scaffali delle librerie per un pelo.

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CARRIE – Stephen King

Vero e proprio must del genere horror, “Carrie” ha avuto un parto travagliato. Era il 1973 e Stephen King viveva insieme alla moglie Tabitha in una roulotte, cercando di sbarcare il lunario. Iniziò a scrivere una storia su un’adolescente emarginata di nome Carrie White. Ma il processo creativo del romanzo non fu particolarmente semplice per l’autore, anche dal punto di vista emotivo: Stephen King stava modellando il suo personaggio principale basandosi su due ragazze conosciute al tempo del liceo e morte entrambe prematuramente. Alla fine l’aspirante scrittore rinunciò perché, come racconta nella sua semi-autobiografia-manuale di scrittura “On writing”, non gli sembrava una grande idea perdere settimane o addirittura mesi del suo tempo per scrivere un romanzo che a lui non piaceva e che probabilmente non sarebbe mai riuscito a vendere. Fu la moglie Tabitha a salvare Carrie! Ripescò le pagine del marito dalla spazzatura e incoraggiò Stephen King a persistere: “Tu hai qualcosa dentro, e anche questa storia” gli disse. Ha avuto ragione: “Carrie” ha venduto oltre un milione di copie nel primo anno di pubblicazione (1974), e da allora è stato adattato per il cinema, la televisione e addirittura per il teatro.

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LOLITA – Vladimir Nabokov

Anche uno dei classici più controversi della storia della letteratura, il celebre “Lolita” di Vladimir Nabokov, era stato destinato alla distruzione dal suo stesso creatore e prontamente salvato dalla moglie Vera. A dieci anni dalla pubblicazione, avvenuta nel 1955, Vladimir Nabokov dichiarò che “Lolita” fu un romanzo particolarmente complesso da scrivere: questo fu senz’altro un eufemismo, dal momento che l’autore arrivò a uscire in cortile, ad allestire un piccolo rogo e a dare alle fiamme le bozze di quello che sarebbe stato il suo libro più importante. Fu proprio la moglie Vera ad accorrere tempestivamente, a “gettarsi” tra le fiamme e a salvare il maggior numero di pagine possibile. Come testimoniano le sue lettere personali, Vladimir le fu sempre grato per questo suo folle e straordinario gesto d’amore.

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DIARIO – Anna Frank

Anna scrisse il suo diario mentre si nascondeva insieme alla sua famiglia in una soffitta durante la Seconda Guerra Mondiale per sfuggire alle persecuzioni dei nazisti. Queste pagine ricche di dolcezza, di speranza e anche di crudi resoconti e testimonianze dell’epoca furono abbandonate nell’agosto del 1944, quando la giovane e la sua famiglia vennero scoperti e deportati in un campo di concentramento. A salvare il suo diario fu Miep Gies, una fedele amica della famiglia Frank che aiutò finché le fu possibile Anna e i suoi parenti. La donna riuscì a recuperare il diario dalla soffitta prima che cadesse nelle mani dei nazisti, che l’avrebbero distrutto. Al termine della guerra, la donna lo restituì al padre di Anna, unico superstite della famiglia, il quale riuscì a farlo pubblicare nel 1946.

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UNA BANDA DI IDIOTI – John Kennedy Toole

Questo infelice autore visse in maniera drammatica i continui rifiuti degli editori al suo tentativo di far pubblicare “Una banda di idioti”. Tentò per anni, continuando a lavorare sul suo romanzo e arrivando a scrivere al suo editore che in quelle pagine c’era qualcosa della sua anima, e non avrebbe permesso che marcisse senza provare a farlo pubblicare. Dopo avere infine rinunciato all’idea della pubblicazione, si suicidò il 26 marzo del 1969. Aveva appena 31 anni. Due anni dopo la morte del figlio, la madre Thelma ritrovò nella sua vecchia stanza una vecchia copia carbone del romanzo. Quando lo spedì a un editore ebbe molta più fortuna. “Una banda di idioti” vinse il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1981.

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IL BUIO OLTRE LA SIEPE – Harper Lee

Questo classico della letteratura americana è arrivato a un nonnulla dallo sparire per sempre senza lasciare traccia: alla fine degli anni Cinquanta la sua pubblicazione sembrava alquanto improbabile. L’autrice ha dichiarato che la scrittura del romanzo fu così faticosa ed estenuante che arrivò a perdere del tutto la speranza di portare a termine il suo libro: un giorno aprì la finestra e scagliò l’intero manoscritto in un cumulo di neve. Fu il suo agente a richiamarla all’ordine! Le chiese di recuperarlo, di tenere duro, di rimboccarsi le maniche e di portare l’opera a compimento. Il suo metodo di convincimento ha funzionato: “Il buio oltre la siepe” è stato pubblicato nel 1960, è diventato un caso editoriale e ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa l’anno seguente.

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IL GATTOPARDO – Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Questo celebre romanzo storico, uno dei più importanti della letteratura italiana, ebbe – incredibilmente – serissime difficoltà a trovare un editore disposto a credere in lui. L’autore, purtroppo, non fece nemmeno in tempo a vederlo pubblicato. Scritto tra la fine del 1954 e il 1957, fu proposto a editori del calibro di Mondadori e di Einaudi: questi ne rifiutarono la pubblicazione (il testo fu letto da Elio Vittorini, che sembra essersi pentito in seguito di questa sua valutazione negativa.) Alla fine fu pubblicato, un anno dopo la scomparsa di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da Feltrinelli. Nel 1959 ricevette il Premio Strega, diventando il primo bestseller italiano con oltre 100.000 copie vendute. Nel 1963 divenne un celebre film diretto da Luchino Visconti, e nel 1967 addirittura un’opera musicale.

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(fonte: goodreads)

 

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