Settembre 2025 ci regala delle sorprese anche tra i saggi. Con queste uscite ci ricorda che leggere non significa soltanto fiction, ma anche non-fiction, e forse anche cambiare lo sguardo con cui affrontiamo il presente.
I saggi non sono libri per studiosi e specialisti, sono libri per tutti: curiosi che amano scoprire storie, visioni e idee nuove. Leggere un saggio non significa entrare dentro un laboratorio in punta di piedi, col terrore di rompere delle uova, e nemmeno trovare chiavi di lettura che permettono di guardare alla letteratura e alla cultura con gli occhi di un profeta; ma sicuramente saprà intrattenere e migliorare le nostre conoscenze.
Saggi che dovete leggere a settembre
I saggi che vi presentiamo vanno dal Medioevo al postmoderno, dai grandi narratori italiani ai manifesti inclusivi di Amanda Leduc, ogni libro apre una porta diversa per comprendere meglio noi stessi e il mondo che abitiamo.
“Boccaccio, guida al Decameron” di Elisabetta Menetti
Tra i classici della nostra tradizione, pochi hanno saputo raccontare l’umanità con la stessa vitalità di Giovanni Boccaccio. Dopo rifacimenti televisivi, retelling, parafrasi e chi più ne ha più ne metta, arriva “Boccaccio: guida al Decameron”, un saggio di Elisabetta Menetti che ci accompagna dentro un’opera che è stata definita un “diamante dalle cento facce”.
La studiosa non si limita a illustrare il meccanismo narrativo che tiene insieme le cento novelle, ma analizza la capacità del Decameron di ricostruire, dopo la tragedia della peste, un mondo più giusto, dove il desiderio e l’amore per la vita trovano spazio attraverso la centralità del femminile.
Il libro si sofferma in particolare su quelle novelle che uniscono realismo e meraviglia, viaggi straordinari e incontri terribili, creando una geografia immaginaria che riflette l’universo medievale e, allo stesso tempo, parla ancora a noi.
La guida di Menetti diventa così non soltanto un saggio filologico, ma una mappa del racconto come strumento di rinascita: proprio come i giovani narratori di Firenze inventano storie per sfuggire alla morte, così oggi possiamo ritrovare in quelle pagine la forza di un nuovo inizio.
“Calvino direttore di Centopagine” Andrea Palermitano
Italo Calvino è stato tante cose: scrittore, editore, lettore instancabile, intellettuale capace di tenere insieme sperimentazione e divulgazione; ma c’è un ruolo meno noto, che Andrea Palermitano mette al centro del suo saggio in “Calvino direttore di Centopagine”: quello di direttore di collana.
La collana “Centopagine”, pubblicata da Einaudi tra gli anni Settanta e Ottanta, era dedicata a testi brevi, spesso dimenticati, che Calvino riscopriva e riproponeva. Non si trattava solo di operazioni editoriali: era un vero progetto culturale, quasi una “critica in atto”. Selezionando i titoli, curando paratesti e introduzioni, Calvino mostrava la sua idea di letteratura: un equilibrio tra sperimentazione e racconto, tra leggerezza e profondità.
Palermitano legge in queste scelte la “riabilitazione del romanzesco”: un invito a non abbandonare le forme narrative tradizionali, ma a reinventarle. Riscoprire oggi quella collana significa capire non solo il pensiero di Calvino, ma anche la nostra idea di letteratura come spazio di libertà, sempre in dialogo con i lettori.
“Codice Tondelli” di Giulio Milani
Un libro che è insieme inchiesta e racconto corale, dove possiamo trovare le testimonianze di chi lo ha conosciuto, dagli amici ai colleghi, fino ai commilitoni della leva militare che ispirò “PaoPao”.
Milani esplora le lettere d’amore, i legami con la musica e la cultura giovanile degli anni Ottanta, i parallelismi con Pasolini e Kundera, e soprattutto la fede di Tondelli nei margini, nei ribelli, negli outsider.
“Scrivere significa vivere, fino in fondo, fino all’osso”: è questa la lezione di Tondelli che il libro rilancia, restituendo l’immagine di un autore che non è solo un fenomeno letterario, ma un simbolo di libertà e di autenticità. È così che Giulio Milani, in “Codice Tondelli. La pagina è pelle, la parola è desiderio”, costruisce un mosaico commosso e appassionato intorno a questo mito della letteratura italiana.
“Il contastorie di Vigàta” di Gaetano Savatteri
Nel centenario della nascita di Andrea Camilleri, Gaetano Savatteri firma “Il contastorie di Vigàta”, un volume ricco di fotografie, testimonianze e racconti inediti che parlano dell’uomo che ha saputo trasformare la letteratura in fenomeno popolare senza mai rinunciare alla qualità.
Savatteri, con la complicità del Fondo Andrea Camilleri, non si limita a celebrare il creatore di Montalbano: ricostruisce le tappe della sua vita, dall’infanzia a Porto Empedocle fino al successo editoriale e televisivo. Nel mezzo, la memoria del fascismo, l’avvicinamento al Pci, gli anni da regista e l’incontro con Leonardo Sciascia.
Un libro che ha la capacità di mostrare Camilleri come “contastorie” nel senso più pieno: un narratore che ha sempre intrecciato finzione e realtà, tradizione e innovazione, ironia e impegno civile. Le immagini e i racconti restituiscono non solo l’autore, ma l’uomo, rendendo questo volume un viaggio emozionante per chiunque sia cresciuto con le sue storie.
“Deforme” di Amanda Leduc
Chiudiamo con un libro che è già un manifesto: “Deforme. Fiabe, disabilità e inclusione” di Amanda Leduc. L’autrice, partendo dalla sua esperienza personale con la paralisi cerebrale, interroga le fiabe classiche e moderne per mostrare come abbiano spesso rafforzato stereotipi discriminatori.
Nelle narrazioni di Grimm, Perrault, Andersen e persino nelle versioni Disney, i corpi perfetti sono associati alla virtù e alla felicità, mentre quelli deformi o disabili sono emarginati o condannati. Anche nel mondo dei supereroi, la disabilità è vista come punto di partenza da superare, piuttosto che come una condizione da accettare.
Leduc propone una visione diversa: riscrivere l’immaginario collettivo mostrando la magia che abita ogni corpo. “Deforme” è insieme un saggio critico e un atto politico, che lega la lotta per i diritti delle persone disabili all’urgenza di immaginare nuove storie, più inclusive e liberatorie.