3 libri da leggere per conoscere le nuove tecnologie
Dall’intelligenza artificiale al lavoro creativo e ai social media: tre libri per capire come le nuove tecnologie stanno cambiando studio, professioni e immaginario contemporaneo.

Parlare di nuove tecnologie oggi significa muoversi su un terreno scivoloso, spesso polarizzato tra entusiasmi ingenui e paure apocalittiche. L’intelligenza artificiale, in particolare, è entrata nel dibattito pubblico con una forza che non riguarda più solo ingegneri, programmatori o addetti ai lavori, ma studenti, insegnanti, creativi, comunicatori, professionisti di ogni settore. Non è più una tecnologia “del futuro”: è già qui, e sta modificando il modo in cui studiamo, lavoriamo, produciamo contenuti e immaginiamo il nostro ruolo nel mondo.
In questo scenario, leggere diventa uno strumento essenziale per orientarsi. Non per trovare risposte definitive, ma per acquisire consapevolezza, linguaggio critico, capacità di distinguere tra uso, abuso e reale comprensione delle tecnologie che ci circondano. I tre libri che seguono affrontano il tema dell’intelligenza artificiale da prospettive diverse ma complementari: la formazione, la creatività e la trasformazione del lavoro cognitivo. Tre sguardi che, insieme, aiutano a costruire una mappa lucida del presente.
3 libri per capire l’intelligenza artificiale oggi
Questi tre libri dimostrano che conoscere le nuove tecnologie non significa soltanto imparare a usarle, ma sviluppare uno sguardo critico capace di comprenderne le conseguenze. L’intelligenza artificiale non è un destino inevitabile, ma un campo di scelte, responsabilità e possibilità. Leggere, oggi, è uno dei modi più efficaci per non limitarsi a subire il cambiamento, ma per abitarlo con consapevolezza.
“Studiare per diventare Social Media Manager al tempo dell’Intelligenza Artificiale” di Donatella De Lellis – Armando Editore
“Studiare per diventare Social Media Manager al tempo dell’Intelligenza Artificiale” è un testo pensato innanzitutto per chi si affaccia al mondo dei social media con un obiettivo formativo e professionale, ma riesce ad andare oltre il semplice manuale tecnico. Donatella De Lellis costruisce un percorso accessibile, ordinato e concreto che mette al centro una domanda cruciale: che cosa significa oggi formarsi per un lavoro che cambia più velocemente dei programmi di studio?
Il libro non propone l’intelligenza artificiale come una scorciatoia miracolosa, ma come un elemento strutturale del nuovo ecosistema digitale. L’IA viene presentata come uno strumento che modifica processi, ruoli e competenze, imponendo a chi lavora nei social media una maggiore capacità di analisi, adattamento e consapevolezza. Non basta più saper usare una piattaforma: occorre comprendere i meccanismi che regolano visibilità, automazione, analisi dei dati e produzione dei contenuti.
Uno degli aspetti più interessanti del volume è l’attenzione rivolta al tema dello studio. De Lellis insiste sul fatto che l’intelligenza artificiale non sostituisce la formazione, ma la rende ancora più necessaria. L’uso di strumenti automatizzati richiede competenze critiche, capacità di valutazione e una solida base culturale per evitare l’appiattimento dei linguaggi e delle strategie comunicative.
Il testo è particolarmente efficace nel delineare le diverse figure professionali legate ai social media, mostrando come l’IA incida in modo diverso sul lavoro del social media manager, del content creator, del community manager. Non si tratta di una visione astratta, ma di un’analisi concreta, arricchita da esempi e casi studio che aiutano a comprendere le trasformazioni in atto.
“Studiare per diventare Social Media Manager al tempo dell’Intelligenza Artificiale” è quindi un libro utile non solo per studenti, ma anche per docenti, formatori e professionisti che sentono l’urgenza di aggiornare il proprio sguardo sul digitale. Un testo che invita a non subire il cambiamento tecnologico, ma a studiarlo, attraversarlo e governarlo.
“Tutto quello che avreste voluto sapere sull’Intelligenza Artificiale e non avete mai osato chiedere” di Alfonso Benevento, Gianpiero Gamaleri, Maurizio Giannotti – Armando Editore
“Tutto quello che avreste voluto sapere sull’Intelligenza Artificiale e non avete mai osato chiedere” nasce con un obiettivo chiaro: fornire una bussola concettuale per orientarsi in un tema spesso raccontato in modo frammentario o sensazionalistico. Il libro apre la collana “La cassetta degli attrezzi” e ne incarna perfettamente lo spirito: offrire strumenti, non dogmi.
Gli autori costruiscono il volume attorno a una domanda fondamentale: che cosa distingue davvero l’intelligenza artificiale da quella umana? Da qui si sviluppa un percorso che intreccia tecnologia, filosofia, comunicazione e cultura, evitando sia il linguaggio iper-specialistico sia la semplificazione eccessiva. L’IA viene raccontata come un campo di tensione, un luogo di incontro e scontro tra automazione e creatività, efficienza e responsabilità.
Uno dei punti di forza del libro è l’approccio dialogico e interdisciplinare. Non si limita a spiegare come funzionano gli algoritmi, ma riflette sulle conseguenze sociali, formative e lavorative della loro diffusione. L’intelligenza artificiale viene letta come un fenomeno culturale prima ancora che tecnologico, capace di ridefinire il nostro rapporto con il sapere, con il lavoro e con l’idea stessa di competenza.
Particolarmente efficace è l’attenzione rivolta agli studenti e ai giovani che si preparano a entrare nel mondo del lavoro. Il libro non propone ricette, ma stimola domande, invitando a sviluppare una postura critica nei confronti delle tecnologie emergenti. L’IA non è presentata come un’entità neutra, ma come un sistema che riflette valori, scelte e visioni del mondo.
“Tutto quello che avreste voluto sapere sull’Intelligenza Artificiale e non avete mai osato chiedere” è un testo che funziona come introduzione ragionata, ideale per chi vuole capire senza farsi intimidire. Un libro che restituisce complessità a un tema spesso ridotto a slogan, e che invita a un confronto consapevole con il presente.
“Manuale per creativi e videomaker nell’era dell’Intelligenza Artificiale” di Stefano Poletti – Hoepli
Con “Manuale per creativi e videomaker nell’era dell’Intelligenza Artificiale”, Stefano Poletti affronta uno dei nodi più delicati del dibattito contemporaneo: il rapporto tra creatività e algoritmo. Il libro si rivolge a chi lavora con immagini, video, suoni e narrazione, e si interroga su come l’IA stia ridefinendo il concetto stesso di produzione creativa.
Poletti adotta un approccio pragmatico, diretto, senza rinunciare a una riflessione culturale di ampio respiro. L’intelligenza artificiale viene analizzata come strumento operativo, capace di accelerare processi e ampliare possibilità, ma anche come elemento che rischia di omologare linguaggi e stili se usato senza consapevolezza.
Il manuale attraversa i principali ambiti dell’IA generativa – testo, immagine, audio, video – mostrando come questi strumenti possano essere integrati nei flussi creativi senza annullare la voce dell’autore. Anzi, uno dei messaggi più forti del libro è proprio l’importanza di preservare un’identità espressiva riconoscibile in un’epoca di produzione automatizzata.
Accanto agli aspetti tecnici, il volume affronta le implicazioni culturali e sociali dell’IA nella creatività. Che cosa significa essere artisti, storyteller, videomaker in un mondo in cui le macchine possono generare immagini e narrazioni? Poletti non offre risposte definitive, ma propone una visione equilibrata, che riconosce i rischi senza rinunciare alle opportunità.
“Manuale per creativi e videomaker nell’era dell’Intelligenza Artificiale” è un libro prezioso per chi lavora nell’ambito culturale e visivo, perché invita a usare l’IA come alleata critica, non come sostituto del pensiero. Un testo che difende la centralità dell’umano proprio nel momento in cui la tecnologia sembra metterla in discussione.