3 biografie per tre personalità controverse: capire il Novecento attraverso i suoi volti

3 Febbraio 2026

Tre biografie per esplorare il lato più oscuro e contraddittorio del Novecento: Josef Mengele, Nancy Fraser e Lenin raccontati attraverso libri che interrogano il potere, la violenza e le idee che hanno cambiato il mondo.

3 biografie per tre personalità controverse: capire il Novecento attraverso i suoi volti

Le biografie non servono sempre a celebrare. A volte servono a guardare in faccia ciò che è stato rimosso, semplificato o trasformato in icona. Il Novecento, più di ogni altro secolo, ha prodotto figure che continuano a dividere, disturbare, interrogare. Studiare queste personalità significa entrare nei meccanismi del potere, dell’ideologia, della violenza e del pensiero, senza scorciatoie morali ma anche senza indulgenze.

In questo percorso, tre libri recenti affrontano tre figure profondamente controverse, ciascuna da un punto di vista diverso: il male assoluto incarnato da Josef Mengele, la critica radicale al capitalismo contemporaneo elaborata da Nancy Fraser e la parabola politica e umana di Lenin, figura chiave e ancora irrisolta della storia europea. Tre biografie che non cercano consenso ma consapevolezza, e che proprio per questo risultano necessarie.

3 Biografie per 3 personalità diverse. Quando la biografia diventa uno strumento critico

Queste tre biografie dimostrano come raccontare una personalità controversa significhi assumersi una responsabilità culturale. Non si tratta di assolvere né di condannare, ma di comprendere i meccanismi storici, politici e ideologici che hanno reso possibili determinate traiettorie.

Mengele, Fraser e Lenin rappresentano tre forme diverse di potere: il potere della violenza scientifica, quello del pensiero critico e quello dell’azione rivoluzionaria. Leggerli oggi significa interrogare il nostro presente, riconoscere le radici delle crisi contemporanee e accettare che la storia non offre mai risposte semplici, ma domande necessarie.

“Mengele. Il medico e il carnefice” di Bruno Halioua – Giunti

Raccontare Josef Mengele significa affrontare uno dei nodi più inquietanti della storia del Novecento. In Mengele. Il medico e il carnefice, Bruno Halioua costruisce una biografia che rifiuta ogni semplificazione, scegliendo invece la strada più difficile: quella dell’analisi profonda dell’uomo dietro il simbolo del male.

Il libro ripercorre l’intera parabola esistenziale di Mengele, dall’infanzia a Günzburg fino alla formazione universitaria, mostrando come nulla, nei primi anni, lasci presagire l’abisso a cui sarebbe giunto. È proprio questa normalità iniziale a rendere la sua storia ancora più perturbante. Halioua insiste sul ruolo dell’ambizione scientifica, del desiderio di riconoscimento e dell’adesione progressiva a un’ideologia che ha trasformato la medicina in strumento di annientamento.

Il cuore del volume è naturalmente dedicato agli anni di Auschwitz-Birkenau, dove Mengele piega la ricerca medica all’ideologia razziale nazista, conducendo esperimenti atroci, spesso letali, sui prigionieri. Tuttavia il libro non si limita alla cronaca dell’orrore. Attraverso documenti inediti, testimonianze dirette e un lavoro di ricerca sul campo, Halioua ricostruisce i meccanismi mentali che permisero a Mengele di non riconoscere mai la responsabilità delle proprie azioni.

La parte finale della biografia segue la fuga in Sudamerica e la lunga impunità di Mengele, mostrando come l’assenza di giustizia diventi un ulteriore elemento di scandalo storico. Il libro non offre consolazioni, ma pone domande necessarie su scienza, obbedienza e disumanizzazione, ricordando che il male non nasce dal caos, ma spesso da sistemi perfettamente organizzati.

“Nancy Fraser” di Anna Cavaliere – Carocci

Con Nancy Fraser, Anna Cavaliere propone una biografia intellettuale che si muove su un terreno completamente diverso, ma non meno controverso. Nancy Fraser è una delle teoriche femministe più discusse del nostro tempo, amata e criticata per la sua capacità di mettere in discussione tanto il capitalismo quanto alcune derive del femminismo contemporaneo.

Il volume ricostruisce il pensiero di Fraser partendo dal contesto storico e politico in cui nasce, mostrando come la sua riflessione si sviluppi in risposta alle crisi multiple del mondo contemporaneo: economica, ambientale, sociale e della cura. Secondo Fraser, il capitalismo non è soltanto un sistema economico, ma un ordine sociale che produce disuguaglianze strutturali, invisibilizzando il lavoro riproduttivo e di cura.

Cavaliere accompagna il lettore attraverso i concetti chiave della filosofa, dall’intersezionalità al femminismo della riproduzione sociale, fino all’ecomarxismo. Il libro evidenzia come Fraser rifiuti una politica frammentata delle identità, proponendo invece una critica sistemica che tenga insieme genere, classe, razza e ambiente.

La controversia che circonda Fraser emerge proprio da questa posizione scomoda, capace di mettere in crisi tanto il neoliberismo quanto alcune narrazioni progressiste. La biografia non prende posizione in modo dogmatico, ma offre gli strumenti per comprendere perché il pensiero di Fraser sia diventato centrale nel dibattito politico e accademico contemporaneo, restituendo alla filosofia un ruolo attivo nella lettura del presente.

“Lenin” di Guido Carpi – Salerno Editrice

La figura di Lenin continua a suscitare reazioni opposte, oscillando tra mito rivoluzionario e simbolo dell’autoritarismo novecentesco. In Lenin, Guido Carpi affronta questa complessità senza scorciatoie, costruendo una biografia che intreccia indissolubilmente la vita del leader bolscevico con il destino della Russia.

Il libro segue Lenin dalle prime esperienze intellettuali fino alla Rivoluzione d’Ottobre, mostrando come la sua straordinaria capacità strategica nasca da una combinazione di rigore teorico e pragmatismo politico. Carpi sottolinea il ruolo dell’utopia come motore dell’azione rivoluzionaria, ma anche come elemento che apre la strada a contraddizioni profonde.

Uno degli aspetti più interessanti del volume è l’attenzione al Lenin umano, segnato dall’esilio, dalla malattia e da una tensione costante tra ideale e realtà. La biografia non nasconde le derive autoritarie del potere bolscevico, ma le inserisce in un contesto storico segnato dalla guerra, dal collasso dello Stato e dalla necessità di decisioni radicali.

Carpi restituisce un ritratto complesso e stratificato, evitando tanto l’agiografia quanto la demonizzazione. Lenin emerge come figura tragica del Novecento, capace di cambiare il corso della storia e al tempo stesso di aprire ferite che ancora oggi interrogano il rapporto tra rivoluzione e libertà.

 

 

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