LIBRI - Cosa pensa un libraio?

17 segreti che nessun libraio confesserà mai

La professione del libraio richiede doti di pazienza e mediazione molto maggiori di quanto non si pensi. Chissà quante volte vorrebbe rispondere male, chissà quante volte vorrebbe schiaffeggiare il cliente con lo stesso libro spazzatura che sta per acquistare...

Il libraio ti giudica dal libro che compri? È sempre felice di aiutarti nelle tue richieste? Fa sempre del suo meglio per esserti utile? Ne sei proprio sicuro?

 
MILANO – La professione del libraio richiede doti di pazienza e mediazione molto maggiori di quanto non si pensi. Chissà quante volte vorrebbe rispondere male, chissà quante volte vorrebbe schiaffeggiare il cliente con il libro spazzatura che sta per acquistare, chissà perché si intestardisce a portare avanti il suo lavoro? Ecco – secondo il sito buzzfeed.com – i pensieri segreti che nessun libraio confesserà mai. Ma vi assicuriamo che li pensano, altroché se li pensano.

 
Ecco cosa pensa un libraio:

 
1. Mi si spezza il cuore ogni volta che qualcuno scombina la mia perfetta piramide di libri. Che ha richiesto sedici giorni di progettazione e tre settimane per la realizzazione.

 
2. Anche quando non sono al lavoro, dispongo i libri in piramidi. In casa mia, dei miei genitori, dei miei amici. È come una droga, ho un problema: aiutami.

 
3. Quando dico che il titolo da lei richiesto non è al momento disponibile, con ogni probabilità il computer indica che in magazzino è presente un’unica copia. Ma io so che non sarò mai in grado di trovarla.

 
4. I sistemi computerizzati d’inventario e gestione del magazzino sono stati messi su questa terra per mettere alla prova la mia pazienza. Avrò la mia vendetta, in questa vita o nell’altra.

 
5. La mia creatività e la mia capacità di comporre arguti giochi di parole letterari per invogliare i clienti, il 95% delle volte sono sprecate per loro.

 
6. Per nove transazioni su dieci (in particolare se si tratta di “sfumature”) prego il Signore dei Libri di perdonare loro perché non sanno quel che fanno.

 
7. Odio ogni richiesta vaga ai limiti dell’assurdo. Tipo: dove sono i saggi? Quali saggi? Esisteranno 37 sezioni diverse, piene di “saggi”!

 
8. A volte il concetto di vago è vago ben oltre il limite dell’assurdo! “Buongiorno, sta cercando un libro? Come dice? Non ricorda l’autore né il titolo? Come? La copertina dovrebbe essere blu? Ah, le sembra di ricordare?

 
9. E comunque alla fine io lo so di quale libro stanno parlando. Ma è ridicolo che io lo sappia. Fingo di non saperlo. Non si può essere così impreparati e fuori dal mondo.

 
10. Ogni volta che tu compri un libro di Fabio Volo o sui One Direction, sappilo: io ti sto giudicando.

 
11. Non mi coglieranno mai sul fatto: non sapranno mai che io, nei tempi morti al lavoro, leggo libri spazzatura. Nessuno lo saprà mai. Rimarrà il mio piccolo peccato segreto. Conosci il tuo nemico, no?

 
12. Le presentazioni con gli autori sono stressanti: la paura di non avere abbastanza copie dei loro libri, o che loro mi facciano qualche richiesta che non potrò soddisfare è oltromodo snervante e/o avvilente.

 
13. Ho da offrire al mondo molto, ma molto di più che uno squallido 3×2.

 
14. È facile sentirsi come l’ultimo ingranaggio di un mercato che mi stritola, ma adoro lo stesso il mio lavoro: niente è come aiutare le persone a trovare il libro che fa per loro, che potrebbe cambiare le loro vite.

 
15. Aiutare i bambini a trovare quei libri che ameranno follemente per il resto delle loro vite.

 
16. Perché non si può inventare “un algoritmo che sappia consigliare un libro con la stessa efficacia di un libraio.

 
17. Una libreria ben tenuta è il posto più bello del mondo, ed essere pagato per trascorrerci la mia intera giornata lavorativa è una gioia imbattibile.

31 marzo 2015

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti