L’ultima settimana di gennaio 2026 porta in libreria un gruppo di titoli molto diversi tra loro, ma accomunati da una forte attenzione alla dimensione umana, storica e morale del racconto. Sono libri che parlano di identità, di crescita, di legami familiari, di violenza e responsabilità collettiva, ma anche di desiderio di riscatto e di memoria. Dalla narrativa italiana contemporanea al noir, dal romanzo storico alla saga generazionale, queste novità mostrano come la letteratura continui a interrogare il presente attraverso il passato e le sue fratture.
Le 10 novità da non perdere assolutamente in uscita dal 26 al 31 Gennaio 2026
“Black Lynx” Sophie Blackthorne, Sperling & Kupfer
“Black Lynx” è un romanzo che unisce gotico contemporaneo, dark academia e dinamiche di potere, costruendo un universo narrativo chiuso e predatorio. La Northwood University non è solo un campus esclusivo, ma uno spazio simbolico in cui il controllo si esercita attraverso rituali, gerarchie e appartenenze segrete.
Kai, la protagonista, arriva con l’illusione di potersi reinventare, ma scopre presto che l’ambiente in cui è entrata funziona secondo regole antiche e brutali. Lupi e Linci non sono simboli decorativi, ma incarnazioni di un sistema che si nutre di dominio e violenza. La relazione con Mason Lambert mette in scena una tensione costante tra preda e cacciatore, tra attrazione e annientamento.
Il romanzo lavora molto sull’idea di sguardo e di identità nascosta. Kai appare fragile, ma nasconde una forza che sovverte le dinamiche previste. “Black Lynx” parla di sopravvivenza, di consapevolezza e del momento in cui smettere di abbassare la testa diventa l’unica forma di salvezza possibile.
“Buonvino e l’omicidio dei ragazzi” Walter Veltroni, Marsilio
Con “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi”, Walter Veltroni firma un noir urbano che è anche una riflessione amara sulla giovinezza e sulla solitudine contemporanea. L’indagine si muove tra Roma e le sue periferie, ma il vero centro del racconto è uno spazio digitale fatto di immagini, messaggi, tracce che restano anche dopo la morte.
Il commissario Buonvino è un personaggio attraversato dal dubbio e dall’empatia. Non ha figli, ma davanti al corpo di una ragazza giovanissima comprende che i figli appartengono a tutta la società. Il romanzo racconta una generazione esposta, fragile, spesso invisibile agli adulti, fino a quando è troppo tardi.
Veltroni costruisce una narrazione che alterna delicatezza e inquietudine, evitando il sensazionalismo. Il delitto diventa una ferita collettiva e il giallo uno strumento per interrogare le responsabilità diffuse, l’indifferenza e il prezzo del silenzio.
“Le donne di piazza del Fico” Margherita Pelaja, Piemme
“Le donne di piazza del Fico” è un romanzo storico che restituisce voce e dignità alle donne della Roma di metà Ottocento. In una città ancora governata dal potere papale, tra conventi, botteghe e vicoli, si muovono figure femminili costrette a inventare strategie di sopravvivenza.
Luisa Stecca aiuta le donne dei rioni, accoglie gravidanze clandestine e protegge chi non ha alternative. Attorno a lei si intrecciano le vicende di Angela, Gertrude e Amalia, in una storia che parla di maternità negate, inventate, contese.
Il romanzo mostra come la verità, anche quando viene soffocata, continui a farsi strada. Pelaja lavora sugli archivi e sugli eventi documentati, ma costruisce una narrazione emotivamente potente, capace di rendere attuale un passato lontano. È un libro sulle donne ferite ma ostinate, sulla solidarietà femminile come forma di resistenza.
“I fratelli Meraviglia” Matteo Cavezzali, Mondadori
“I fratelli Meraviglia” attraversa la storia italiana ed europea del Novecento per raccontare un legame che resiste alla distruzione. Alfredo e Franco crescono negli anni Trenta in una Romagna semplice, scandita da giochi e affetti, fino a quando la guerra spezza ogni equilibrio.
I due fratelli sono opposti e inseparabili. Quando Alfredo scompare nel caos del conflitto, Franco intraprende una ricerca che diventa viaggio iniziatico e atto di fedeltà assoluta. Il romanzo parla di memoria, di sangue, di appartenenza, mostrando come l’amore fraterno possa diventare una bussola morale in un mondo devastato.
La scrittura di Cavezzali è sobria ma intensa, capace di tenere insieme dimensione privata e Storia collettiva, senza retorica. “I fratelli Meraviglia” è un libro sul restare umani quando tutto spinge alla disumanizzazione.
“Grazia” Federica Seneghini, Solferino
“Grazia” racconta la storia di Grazia Barcellona, giovane pattinatrice che cresce tra il fascismo e il dopoguerra, in un’Italia che pretende corpi obbedienti e perfetti. Il ghiaccio diventa per lei uno spazio di libertà, ma anche di disciplina e sacrificio.
Accanto a Grazia c’è la madre Giovanna Boccalini, figura complessa, pioniera dello sport femminile e partigiana, donna divisa tra impegno politico e maternità. Il romanzo esplora il rapporto madre figlia come luogo di tensione, modello e ferita insieme.
Ispirato a una storia vera, il libro intreccia sport, politica e identità femminile, mostrando le difficoltà e le conquiste delle donne in un’epoca di profonde trasformazioni. “Grazia” è un romanzo sulla determinazione, sulla caduta e sulla possibilità di tornare a vincere, anche quando il futuro sembra irraggiungibile.
“L’abbraccio” Anne Michaels, Bompiani
“L’abbraccio” è un romanzo che lavora sulla memoria come spazio emotivo e morale. Ambientato tra il fronte della Prima guerra mondiale e l’Inghilterra del primo dopoguerra, segue John, ferito nel 1917 su un campo di battaglia vicino al fiume Escaut, mentre i ricordi si sovrappongono alla neve, all’amore, alla sensazione di una vita sospesa. Tornato a casa nel North Yorkshire, John è vivo ma non completo, come se una parte di sé fosse rimasta intrappolata nel trauma.
Anne Michaels costruisce una narrazione stratificata che attraversa quattro generazioni, intrecciando fotografia, arte e legami affettivi come tentativi imperfetti di trattenere ciò che la Storia tende a cancellare. Il passato irrompe nel presente sotto forma di immagini e fantasmi, messaggi che chiedono di essere decifrati. “L’abbraccio” non è un romanzo di guerra in senso tradizionale, ma una meditazione poetica sulla sopravvivenza, sulla perdita e sulla possibilità di restare umani dopo la distruzione. Un libro lento, intenso, necessario.
“L’albero di ginepro” Barbara Comyns, Safarà
Con “L’albero di ginepro”, Barbara Comyns firma una delle più inquietanti riscritture moderne della fiaba dei fratelli Grimm. Bella Winter vive a Londra un’esistenza solitaria, segnata da una cicatrice fisica e da una maternità fragile. L’incontro con Gertrude e con il suo giardino, dominato da un rigoglioso albero di ginepro, sembra offrire una via di salvezza, un senso di appartenenza, una promessa di rinascita.
Ma come nelle fiabe più oscure, nulla resta ciò che sembra. La nuova vita di Bella si carica lentamente di un’ombra minacciosa, che cresce insieme ai sogni. Comyns lavora per sottrazione, lasciando emergere l’orrore senza mai renderlo esplicito. “L’albero di ginepro” è un romanzo sulla violenza domestica, sulla dipendenza emotiva e sulla crudeltà dei legami affettivi. Un libro perturbante, capace di mostrare come le fiabe continuino a raccontare verità profonde e scomode.
“Alice nel Paese delle idee” Roger-Pol Droit, Longanesi
“Alice nel Paese delle idee” è un romanzo filosofico che trasforma il pensiero in avventura narrativa. Alice è un’adolescente che non si accontenta di vivere senza interrogarsi, vuole una risposta fondamentale, capire come vivere e secondo quali valori orientare la propria esistenza. Per questo intraprende un viaggio immaginario nel Paese delle idee, dove incontra i grandi filosofi della storia.
Da Socrate a Platone, da Epicuro a Nietzsche, da Freud a Lao Tzu, il romanzo attraversa epoche e civiltà con leggerezza e profondità. Roger-Pol Droit riesce a rendere accessibili concetti complessi senza banalizzarli, trasformando il dialogo filosofico in racconto di formazione. “Alice nel Paese delle idee” è un libro che parla ai giovani lettori ma anche agli adulti, ricordando che il pensiero critico è una forma di libertà e che le idee sono strumenti per orientarsi nella vita.
“Amore all’ultimo round” Laura Pavlov, Newton Compton
In “Amore all’ultimo round”, Laura Pavlov intreccia romance e crescita emotiva attraverso la metafora del ring. Demi Crawford è la ragazza perfetta di Magnolia Falls, Romeo Knight è un pugile segnato da un passato difficile, cresciuto infrangendo regole e accumulando cicatrici. L’odio iniziale lascia presto spazio a qualcosa di più pericoloso, il desiderio.
Il romanzo lavora sulla vulnerabilità, soprattutto maschile, mostrando come l’amore non sia una vittoria ma una scelta rischiosa. Romeo deve decidere se continuare a combattere o abbassare la guardia, accettando di essere visto per ciò che è. “Amore all’ultimo round” è un romance che parla di seconde possibilità, di segreti che pesano e di legami che possono salvare o distruggere, mantenendo un equilibrio tra passione e introspezione emotiva.
“Atusparia” Gabriela Wiener, La Nuova Frontiera
“Atusparia” è un romanzo satirico, visionario e politico, che fonde autobiografia, ideologia e desiderio. In un futuro vicino, una leader di sinistra perseguitata dalla giustizia viene rinchiusa in una colonia carceraria nel cuore dell’Amazzonia. Da lì ricostruisce la propria formazione politica e sentimentale, segnata dalla fine delle utopie e dalla disillusione.
Gabriela Wiener utilizza il corpo come strumento di indagine e la scrittura come atto di smascheramento. Il romanzo racconta il tradimento politico come delusione amorosa e l’amore come campo di battaglia ideologico. “Atusparia” è un libro radicale, che rifiuta ogni neutralità e mette in discussione socialismo, nazionalismo e purezza ideologica. Un testo scomodo e potentissimo, che conferma Wiener come una delle voci più incisive della narrativa contemporanea.
