CULTURA - L'inchiesta di Gian Antonio Stella

Università italiana, su oltre 13mila docenti solo 15 professori sono sotto i 40 anni

L'Università italiana? Non da spazio ai giovani docenti. Su 13.239 ordinari nessuno ha meno di 35 anni, mentre solo 15, poco più di uno su mille, è sotto i 40. Sono questi i dati principali che emergono dall'inchiesta sull'Università italiana...

MILANO – L’Università italiana? Non da spazio ai giovani docenti. Su 13.239 ordinari nessuno ha meno di 35 anni, mentre solo 15, poco più di uno su mille, è sotto i 40. Sono questi i dati principali che emergono dall’inchiesta sull’Università italiana condotta per il Corriere della Sera da Gian Antonio Stella. Non solo struture ed edifici vecchi, ma anche il personale docente può definirsi abbastanza ‘agé’. Secondo i numeri emersi dall’inchiesta, l’età media si è impennata fino a 52 anni e mezzo, mentre i docenti sotto la trentina sono crollati dal 2008 a oggi del 97%.

GIOVANI COME PATRIMONIO –  Non sfruttare i giovani italiani anche in ambito didattico ed universitario sarebbe un danno per la nostra Nazione. Oggi è un vero proprio paradosso, coem testimoniano i dati dell’European Research Council: nonostante la ricerca impegni da noi solo il 4 per mille degli occupati (poco più della metà della media europea, un quarto della Finlandia) e nonostante l’Italia sia solo 28ª negli investimenti in questo settore, i nostri ragazzi sono sesti al mondo nella classifica dei progetti per ricercatori junior e ottavi per articoli pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche. ‘Un patrimonio di intelligenza, creatività e preparazione – sottolinea Stella – che rischia quotidianamente di essere sprecato a causa della cecità della nostra politica in altre faccende affaccendata’.

L’INTERVENTO DEL GOVERNO – Secondo Stella, alla luce dei dati emersi, occorrerebbe un forte itnervento da parte del Governo, che favorisca l’ingresso di nuova linfa all’interno delle Università italiane e fermi l’emorragia di iscritti e di abbandoni. ‘Come possiamo accettare, in un mondo sempre più competitivo, che sia laureato solo il 14,9% degli italiani dai 25 ai 64 anni contro il 28,5% degli europei, il 31,5 degli abitanti delle nazioni Ocse?’

IL LIBRO – Un quadro più chiaro della situazione è possibile trovarlo leggendo l’ ‘Annuario Scienza e Società 2015’, curato da Giuseppe Pellegrini e Barbara Saracino, in uscita a febbraio per Il Mulino. Dice infatti, su dati Eurostat, Teaching staff del luglio 2014 (ma i numeri sono del 2012) che il nostro è ultimissimo tra i Paesi europei per presenza nelle università di insegnanti sotto i quarant’anni. Con i nostri 13 su cento abbiamo la metà esatta dei docenti giovani spagnoli e francesi un terzo di quelli austriaci o polacchi, un quarto di quelli tedeschi, un quinto dei lussemburghesi. ‘Da quel 2012 – sottolinea Stella – la nostra quota di quarantenni è scesa ancora fino all’8,8%. Umiliante’.

LE QUOTE ROSA – Altro dato critico è quello riguardante la presenza femminile all’interno del sistema docente. Professoresse e ricercatrici raprpesentano solo il 36,5% del totale. Tolta Malta, che sta un pelo sotto, siamo ultimi anche qui.Tre punti sotto la Germania, 7 sotto la Svezia, la Polonia, il Portogallo e la Gran Bretagna, 10 sotto la Bulgaria o la Croazia, 15 sotto la Finlandia, 21 sotto la Lettonia.

 

22 gennaio 2015

 
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