Scuola, gli insegnanti non dovranno restituire i soldi in più percepiti nel 2013

''Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti''. Sono queste le ultime notizie arrivate da Palazzo Chigi in seguito alla riunione di questa mattina...

In seguito alla riunione di questa mattina a Palazzo Chigi, il governo fa dietrofront e decreta che i docenti che hanno avuto avuto un aumento di stipendio nel gennaio 2013 non saranno obbligati a restituire i soldi in più percepiti lo scorso anno

MILANO – “Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti”. Sono queste le ultime notizie arrivate da Palazzo Chigi in seguito alla riunione di questa mattina tra il presidente del Consiglio Enrico Letta, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza a proposito del problema all’ordine del giorno riguardo al mondo della scuola.

IL DECRETO SUL BLOCCO DEGLI SCATTI – In base al Dpr 122/2013 dello scorso settembre, in vigore dal 9 novembre, gli insegnanti hanno visto bloccarsi gli scatti stipendiali e il rinnovo del contratto collettivo del lavoro. Dato il carattere retroattivo del decreto, una nota emessa il 27 dicembre dal Ministero dell’Economia dichiarava che chi aveva già avuto un aumento di stipendio nel 2013 avrebbe dovuto restituire i soldi in più percepiti. In pratica tutti costoro avrebbero visto ridursi lo stipendio di 150 euro al mese fino a restituzione completa.

LA REAZIONE DEI SINDACATI – Naturalmente la notizia aveva suscitato la reazione di tutti i sindacati scolastici, e la Gilda degli Insegnanti, sindacato autonomo e indipendente da partiti politici, aveva minacciato uno sciopero generale se non si fosse tornati indietro, chiedendo l’esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione.

L’INDIGNAZIONE DEL MONDO POLITICO – Forti sono state le reazioni anche da parte del mondo politico, in primis del ministro Maria Chiara Carrozza, che aveva chiesto a Saccomanni di sospendere la procedura. A “Otto e mezzo” il segretario del PD Matteo Renzi ha dichiarato: “A me non interessa il rimpasto, ma se il ministero dell’Economia richiede indietro 150 euro agli insegnanti, io mi arrabbio. Non stiamo su ‘Scherzi a parte’. Non puoi dare dei soldi e poi chiederli indietro”. E ancora questa mattina su twitter commentava: “Il taglio agli insegnanti è assurdo. Il governo rimedi a questa figuraccia, subito. Il Pd su questo non mollerà di un centimetro”. “Gli insegnanti hanno bisogno di molte cose: eccetto di essere umiliati e presi in giro dal governo. È assordante il silenzio di Letta”, twittava anche Nichi Vendola poche ore fa. Anche il vicepremier Angelino Alfano, ospite mercoledì mattina della “Telefonata” di Maurizio Belpietro su Canale5, aveva dichiarato: “Entreremo in questa vicenda e faremo di tutto per impedire che questo avvenga”.

IL DIETROFRONT DEL GOVERNO –È arrivato poi l’annuncio del dietrofront del governo, seguito da un commento positivo su Twitter del ministro Carrozza: “Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro, sono soddisfatta”. E ancora: “Ho rimandato la mia partenza per gli USA per Washington: sono al lavoro per una soluzione completa a questo problema incluso il 2012” – lo scatto stipendiale del gennaio 2013 infatti arrivava già con un anno di ritardo, a causa del blocco del 2012. Soddisfatto anche Matteo Renzi, che twitta: “Bene il governo: sugli insegnanti cambia verso. Ora il lavoro: dati Istat devastanti”. Meno entusiasta il tono di Vendola: “Ora evitino toni trionfalistici: rimane governo di spese militari e non di investimenti per la scuola”.

L’AUSPICIO DELLA GILDA DEGLI INSEGNANTI – Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta con cauto ottimismo l’esito del vertice avvenuto a Palazzo Chigi. “Accogliamo con soddisfazione il dietrofront dichiarato dal Governo ma adesso aspettiamo che all’annuncio politico seguano atti giuridici rilevanti”. Poco prima dell’intervento del presidente del Consiglio, la Gilda ha comunque avviato la procedura di conciliazione proprio in merito al recupero delle progressioni di carriera relative al 2012.

8 gennaio 2014

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