Storia di un neologismo

Cosa significa l’aggettivo “kafkiano”?

Pur avendo scritto appena tre romanzi (per di più incompiuti) e una ventina di racconti, l’opera di Franz Kafka è riuscita a caratterizzare la cultura moderna per via della specificità

MILANO – Pur avendo scritto appena tre romanzi (per di più incompiuti) e una ventina di racconti, l’opera di Franz Kafka è riuscita a caratterizzare la cultura moderna per via della specificità delle tematiche affrontate e dello stile utilizzato da questo importantissimo autore. Infatti il suo nome è entrato nel nostro vocabolario e nell’uso – forse non comune – ma nemmeno così raro della lingua italiana. Con l’aggettivo “kafkiano” si intende infatti delineare una situazione paradossale e angosciante ma che viene tuttavia accettata come immutabile, rendendo così impossibile una qualunque reazione sia a livello pratico, sia a livello psicologico. Qualunque avvenimento produca un effetto assurdo e straniante può essere definito ‘kafkiano’ quando delinea qualcosa di estraneo e familiare al tempo stesso, e risuona inquietante proprio per questa sua spiazzante ambiguità.

 COME NEI SUOI SCRITTI – L’opera dell’autore cecoslovacco è infatti ricca di situazioni paradossali e allucinanti, ma l’effetto più straniante dell’assurdo kafkiano è dato dalle reazioni spiazzanti e illogiche dei protagonisti: posti di fronte a difficoltà insormontabili, mostrano sia lo smarrimento esistenziale dell’uomo del Novecento, sia la sua angoscia davanti a realtà avverse e ingovernabili. Per esempio, nel celebre racconto “La metamorfosi”, il protagonista Gregor Samsa, di professione commesso viaggiatore, si sveglia un mattino nel corpo di un enorme insetto. Il racconto, allucinato e paradossale, è narrato dalla soggettiva del protagonista che accettata inspiegabilmente la realtà del proprio nuovo organismo, concentrandosi unicamente sulle problematicità del vestirsi e del prepararsi per potersi recare al lavoro e sostenersi economicamente. Allo stesso modo, nel romanzo incompiuto “Il processo”, il protagonista Josef K. si ritrova una situazione altrettanto paradossale e angosciante: l’uomo viene infatti arrestato, processato e condannato da un tribunale che non gli ha mai neanche spiegato la natura delle accuse che gli sono state mosse. Per questa sua inconfondibile peculiarità stilistico/tematica, Franz Kafka non è entrato a far parte solo della storia delle letteratura, ma anche della nostra lingua.

 

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