SCUOLA - La riforma scolastica

Buona Scuola, come cambia il mondo dell’istruzione in Italia

Stanziare un miliardo per la scuola, e tre miliardi a regime, per stabilizzare quasi 150 mila precari e dotare ogni istituto di un organico funzionale di docenti. E’ questa la principale “mossa” che rientra all’interno de “La buona scuola”...

MILANO – Stanziare un miliardo per la scuola, e tre miliardi a regime, per stabilizzare quasi 150 mila precari e dotare ogni istituto di un organico funzionale di docenti. E’ questa la principale “mossa” che rientra all’interno de “La buona scuola”, la nuova riforma scolastica proposta dal governo Renzi che rientra all’interno della legge di Stabilità appena varata dal governo. Il miliardo servirà inoltre a preparare gli stessi professori, a finanziare le connessioni Internet, ad agevolare l’alternanza scuola lavoro, a digitalizzare i servizi amministrativi.

I TAGLI – Tra i tagli della manovra, la modifica delle commissioni degli Esami di Stato con la sola presenza di un presidente esterno quale garante della regolarità delle operazioni di esami, condotti dai docenti interni, e la riduzione di duemila ausiliari tecnico-amministrativi (i cosiddetti Ata): una scelta che farà risparmiare 16,9 milioni nel 2015 e a regime 50,7 milioni, 10 dei quali da investire, come annunciato dal ministro dell’Istruzione Giannini, per la digitalizzazione dei servizi amministrativi. Altri 45 milioni verranno dallo stop alle supplenze docenti di un solo giorno: con l’organico ridisegnato i buchi dovrebbero essere coperti facilmente. Altri 34 milioni arriveranno dall’abrogazione degli esoneri e semiesoneri per i collaboratori del dirigente scolastico. Verranno richiamati a scuola pure i cosiddetti «comandati», ovvero circa 2500 insegnanti pagati dal Miur ma impiegati per incarichi pubblici in altre istituzioni: risparmio stimato, 25 milioni.

 

LE CRITICHE – Tagli e manovre che, inevitabilmente, non mettono d’accordo tutti.  “Il 23 novembre saremo in piazza a Firenze per dare voce alla protesta che serpeggia tra i docenti, e che stiamo raccogliendo nelle nostre assemblee in tutte le scuole, contro il progetto di riforma del Governo”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha annunciato la manifestazione nazionale in programma per domenica 23 novembre nel capoluogo toscano. “L’abolizione degli scatti di anzianità e l’introduzione di una progressione di carriera basata su un sistema di ‘raccolta punti’ – ha dichiarato Di Meglio – è mortificante per gli insegnanti e dequalificante dal punto di vista professionale”.

27 ottobre 2014

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