Per anni è stata lì, sullo sfondo. Seduta al pianoforte, troppo seria, troppo silenziosa, troppo “fuori posto”.
Mary Bennet è sempre stata la sorella dimenticata di Orgoglio e pregiudizio. Non la più bella come Jane, non la più brillante come Elizabeth, non la più vivace come Lydia o Kitty. E proprio per questo, forse, la più reale.
Nel 2026, però, qualcosa cambia. Con “The Other Bennet Sister”, la BBC riapre il mondo di Jane Austen ma lo fa da una prospettiva completamente nuova: quella di chi non è mai stata protagonista. Non più Darcy e Lizzie, non più i balli e le dichiarazioni d’amore perfette, ma una storia di crescita, invisibilità e riscatto.
E il risultato è una delle operazioni più interessanti degli ultimi anni nel panorama delle serie tratte dai classici.
“The other Bennet sister” Una nuova prospettiva su Jane Austen
Con “The Other Bennet Sister”, il mondo di Jane Austen si apre a una nuova possibilità narrativa. Quella di raccontare non solo le eroine perfette, ma anche quelle imperfette. Non solo le storie d’amore, ma le storie di crescita.
Mary Bennet non è più la sorella “di troppo”. Diventa il centro di un racconto che parla a chiunque, almeno una volta, si sia sentito fuori posto. E forse è proprio questo il motivo per cui questa serie funziona così bene. Perché, sotto il corsetto e tra i balli di società, racconta una verità semplice e universale: essere invisibili non significa non avere una storia.
La serie
“The Other Bennet Sister” è una serie period drama britannica, composta da 10 episodi, andata in onda per la prima volta il 15 marzo 2026 su BBC One.
Si tratta dell’adattamento dell’omonimo romanzo di Janice Hadlow, che prende i personaggi creati da Jane Austen e li rilegge da un’angolazione inedita: quella di Mary Bennet. Non è un semplice spin-off. È una riscrittura.
La serie immagina cosa succede quando Mary smette di essere una comparsa e decide di uscire dall’ombra della sua famiglia. Da Longbourn a Londra, fino ai paesaggi del Lake District, il suo viaggio diventa una vera e propria ricerca di identità .
E per la prima volta, la domanda non è “chi sposerà?”. Ma “chi diventerà?”.
La trama: crescere quando nessuno ti vede
Mary Bennet è sempre stata considerata “troppo”: troppo seria, troppo intellettuale, troppo poco interessante.
In una famiglia in cui tutto ruota attorno al matrimonio e all’apparenza, lei è un’anomalia. Non riesce a brillare nei salotti, non attira gli sguardi, non si adatta alle aspettative.
Eppure è proprio da questa marginalità che nasce la sua forza.
La serie segue il suo percorso fuori dalla casa di famiglia, quando decide di trasferirsi a Londra e iniziare una nuova vita. Qui, lontana dal giudizio costante dei genitori e delle sorelle, Mary scopre lentamente la possibilità di reinventarsi.
Trova nuove relazioni. Incontra l’amore. Ma soprattutto, impara a riconoscere il proprio valore.
Non è una trasformazione immediata né lineare. È fatta di errori, insicurezze, passi indietro. Ed è proprio questo a renderla così contemporanea.
Il cast e il volto di Mary
A interpretare Mary Bennet è Ella Bruccoleri, che costruisce un personaggio fragile ma profondamente umano. Accanto a lei troviamo: Richard E. Grant nei panni del signor Bennet, Ruth Jones come Mrs Bennet, Poppy Gilbert (Lizzie), Maddie Close (Jane), Molly Wright (Kitty), Grace Hogg-Robinson (Lydia)
Il cast contribuisce a dare nuova profondità anche ai personaggi già noti. Non sono più semplici archetipi romantici, ma figure complesse, a volte dure, a volte contraddittorie.
In particolare, il rapporto con i genitori viene mostrato con maggiore crudezza: Mary non è solo ignorata, è spesso sottovalutata, ridicolizzata, messa ai margini.
Perché questa serie è diversa dalle altre
Negli ultimi anni, le riletture dei classici sono diventate una tendenza. Ma “The Other Bennet Sister” fa qualcosa di più radicale:
sposta completamente il centro della narrazione. Non racconta una storia d’amore ideale. Racconta il disagio di non sentirsi abbastanza.
Secondo le prime recensioni, la serie riesce a trasformare Mary da personaggio marginale a figura complessa e contemporanea, mettendo al centro temi come l’autostima, la pressione sociale e il rapporto con il proprio corpo e la propria intelligenza .
In un’epoca in cui le narrazioni femminili stanno cambiando, Mary Bennet diventa simbolo di tutte quelle ragazze che non rientrano nei modelli dominanti. E forse è proprio questo il punto.
Un racconto più moderno di quanto sembri
Ambientata nell’Inghilterra della Reggenza, la serie parla in realtà del presente. Parla di chi si sente invisibile. Di chi cresce con l’idea di dover scegliere tra essere intelligente o essere amata. Di chi non trova il proprio posto. E lo fa senza tradire l’estetica del period drama: costumi raffinati, ambientazioni eleganti, dialoghi brillanti. Ma sotto questa superficie, si muove qualcosa di più attuale. “The Other Bennet Sister” è una storia di emancipazione. Non attraverso il matrimonio, ma attraverso la consapevolezza.
