C’è una frase che torna spesso quando si parla di serie TV: «La fantascienza non fa per me». Troppo complicata, troppo tecnica, troppo lontana dalla realtà. Eppure, negli ultimi anni, molte delle serie più amate dal grande pubblico sono fantascienza solo in apparenza.
In realtà parlano di lavoro, relazioni, potere, paura, memoria, amicizia, resistenza. La fantascienza è solo la cornice, non il centro.
Se anche tu ami le storie ma diffidi di astronavi, viaggi nel tempo e mondi incomprensibili, questo articolo è pensato per te. Partendo dalle serie mostrate nell’immagine che mi hai inviato, ecco le serie sci-fi perfette per chi non ama la sci-fi, spiegate non per genere, ma per emozione.
Serie tv di Fantascienza consigliate a chi pensa di non amare il genere
Se pensi di non amare la fantascienza, probabilmente ami la fantascienza senza saperlo. Ami solo quella che non si presenta come tale: quella che parla di lavoro, di relazioni, di potere, di identità.
Le serie di cui abbiamo parlato dimostrano che la sci-fi migliore non è evasione, ma lente d’ingrandimento sulla realtà. E forse, dopo averle viste, smetterai di dire: «Non amo la fantascienza» e inizierai a dire: «Amo le storie fatte bene».
Fantascienza come inquietudine quotidiana
Scissione (Severance) – Apple TV
Thriller da ufficio, disagio lento, mistero psicologico. Se odi la fantascienza perché la trovi “fredda”, Scissione potrebbe sorprenderti. Qui non ci sono alieni né futuri lontani, ma un ufficio come tanti, con corridoi bianchi, badge, scrivanie e rituali aziendali.
L’idea sci-fi è minima e geniale: separare chirurgicamente la memoria lavorativa da quella privata. Ma il cuore della serie è un altro: l’alienazione del lavoro, la perdita dell’identità, il controllo delle aziende sulle persone. È fantascienza solo perché porta all’estremo qualcosa che già viviamo. Ed è proprio per questo che inquieta così tanto.
Silo – Apple TV
Sospetto, paranoia, verità negate. Silo sembra una serie post-apocalittica, ma funziona come un giallo chiuso. Tutto è ambientato in un enorme bunker sotterraneo dove l’umanità vive da generazioni, senza sapere cosa ci sia fuori. Il punto non è il futuro, ma il potere, la censura, la paura come strumento di governo.
Se ami le storie di segreti, complotti e menzogne istituzionali, Silo ti prende senza chiederti di “credere” alla fantascienza. Ti chiede solo di osservare come funziona una società sotto controllo.
The Last of Us NOW / Sky
Legami, perdita, sopravvivenza. Molti spettatori hanno amato The Last of Us senza mai pensarlo come fantascienza. Perché?
Perché non parla di zombie, ma di persone che cercano di restare umane in un mondo spezzato. Il contagio è solo il punto di partenza: il centro è il rapporto tra Joel ed Ellie, la genitorialità mancata, la scelta morale tra amore e responsabilità.
È una serie che commuove più di quanto spaventi, e che usa la sci-fi solo come scenario emotivo.
Black Mirror – Netflix
Tecnologia, paura, presente mascherato da futuro. Se l’idea di “seguire una mitologia” ti stanca, Black Mirror è perfetta. Ogni episodio è una storia a sé, spesso ambientata in un futuro così vicino da sembrare oggi con un piccolo passo in più.
Qui la fantascienza è uno specchio: social network, intelligenza artificiale, spettacolarizzazione del dolore. Non serve amare il genere, basta essere curiosi di capire dove stiamo andando.
Stranger Things – Netflix
Anni ’80, amicizia, horror soft. Stranger Things è spesso il cavallo di Troia perfetto per chi “non ama la fantascienza”.
Perché in realtà è una storia di amicizia, crescita, adolescenza e paura. Gli elementi sci-fi e horror ci sono, ma sono filtrati dalla nostalgia anni ’80, dai rapporti tra i personaggi, dal senso di comunità. La fantascienza non pesa: fa atmosfera.
The Expanse – Prime video
Intrighi, potere, geopolitica. Se ti piacciono le serie politiche, The Expanse è molto meno “spaziale” di quanto sembri. È una storia di conflitti di classe, risorse, colonialismo e diplomazia, solo spostata nello spazio. Non serve capire la scienza: basta seguire i rapporti di forza, come in una grande serie corale.
Andor – Disney+
Resistenza, spionaggio, oppressione. Anche chi non ama Star Wars spesso apprezza Andor. Perché è una spy story politica, cupa, realistica, quasi adulta. La Forza e i Jedi sono sullo sfondo: al centro ci sono persone comuni, scelte difficili, sacrifici, lotta contro un sistema totalitario. È fantascienza solo per ambientazione. Per tutto il resto, è una serie sul potere.
Perché queste serie funzionano anche per chi “non ama la sci-fi”
Perché hanno capito una cosa fondamentale:l a fantascienza funziona quando parla del presente.
Queste serie non chiedono allo spettatore di imparare regole nuove, ma di riconoscere emozioni, paure e dinamiche che già conosce. Il futuro serve solo a rendere tutto più chiaro, più netto, più doloroso.
