”Transformers”, i ritratti degli artisti che hanno cambiato la storia della musica

E' allestita presso i Cantieri ORG a Torino la mostra ''Transformers. Ritratti di musicisti rivoluzionari''.La esposizione propone i volti di artisti che hanno cambiato la storia della musica...

Allestita presso i Cantieri ORG di Torino, la mostra propone i volti degli artisti che hanno cambiato la storia della musica nel mondo

MILANO – E’ allestita presso i Cantieri ORG a Torino la mostra “Transformers. Ritratti di musicisti rivoluzionari”. La mostra propone i volti di artisti che hanno cambiato la storia della musica dagli anni Cinquanta sino ai giorni nostri. Attraverso le settantotto immagini in esposizione si percepisce la forza di trasformazione che ventisei artisti straordinari, da Bob Dylan ai Radiohead, passando per i Doors, Patti Smith e Madonna, hanno espresso con i loro gesti e le loro performance, cambiando il corso della storia non solo musicale. L’esposizione, curata da Alberto Campo, giornalista musicale, sarà visitabile sino al 3 novembre prossimo.

TRANSFORMERS, VIAGGIO ALL’INTERNO DEL MONDO MUSICALE – Transformers è più di una mostra “da vedere”: si tratta di un vero e proprio viaggio emotivo all’interno della storia della musica. La mostra è realizzata dalla Società Consortile OGR-CRT e attinge dal vastissimo archivio di Getty Images, partner dell’esposizione. La scelta della sede non è casuale: i Cantieri OGR sono un luogo di trasformazione. La grande fabbrica in cui per decenni sono stati costruiti e riparati i treni è oggi un luogo di sperimentazione e produzione nel campo delle discipline contemporanee, dove produzioni audiovisive, musica, design e architettura trovano uno spazio per misurarsi con il cambiamento. Da qui l’idea della trasformazione come principio fondante e tema conduttore della mostra stessa, curata dall’apprezzato musicologo Alberto Campo.

LA MUSICA E GLI ARTISTI ATTRAVERSO LE IMMAGINI – L’arco di tempo considerato in Transformers va dagli albori della pop music, i famosi anni Cinquanta e l’avvento della “società di massa”, ai giorni nostri, rappresentando ciascun passaggio intermedio: la canzone di protesta, la British Invasion, il riscatto afroamericano, l’epopea degli hippies, il rock teatrale, il punk, la world music, la rivoluzione elettronica, l’hip hop, la stagione della videomusica, il grunge, la techno e così via, con un’icona in grado di simboleggiarlo. Nella selezione del materiale fotografico, Campo dà valore e priorità all’evento dal vivo, a cui oggigiorno si associa sempre più l’idea di "verità" e di "autenticità" dell’esperienza musicale. A fianco delle immagini-chiave, stanno un corredo didascalico e un apparato fotografico complementare, che insiste su una dimensione più confidenziale dei personaggi rappresentati, intendendo quindi l’idea di trasformazione anche nel senso del passaggio dalla dimensione pubblica a quella privata. Gli artisti si mostrano così sotto due luci differenti: quella del palcoscenico, più forte ed energica, alimentata dalla passione dei fan e dell’adrenalina delle esibizioni dal vivo, e un’altra più intima e “dietro le quinte”, che ne svela la dimensione umana e familiare.

3 ottobre 2013

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