Da decenni, il cinema osserva “Il Maestro e Margherita” come si guarda una tigre: desiderio, timore e rispetto superstizioso. Gira voce che sia impossibile riprodurre davvero l’opera di Bulgakov su pellicola, tuttavia ora arriva una notizia che riaccende il faro della possibilità: Johnny Depp ha annunciato lo sviluppo di una nuova e grandiosa trasposizione cinematografica in lingua inglese de “Il Maestro e Margherita” attraverso la sua IN.2 Film, insieme alle produttrici Svetlana Dali e Grace Loh (e altri producer legati al progetto).
Gli altri adattamenti dell’opera di Bulgakov
Prima dell’idea “Depp”, di adattamenti ce ne sono stati: film, serie tv, tentativi riusciti e tentativi rimasti a lungo in ombra. Un esempio, tra le prime trasposizioni cinematografiche, è “The Master and Margarita” del 1972, la miniserie russa del 2005 firmata da Vladimir Bortko, o la recente e discussa versione del 2024 diretta da Michael Lockshin.
Cosa lo rende tanto discusso e “unfilmable”
“Il Maestro e Margherita” è stato a lungo considerato “unfilmable”, ossia impossibile da rendere in pellicola, non perché manchino gli eventi (in effetti accade di tutto nel libro), ma perché il romanzo vive di una miscela difficile da dosare: oscilla tra satira e tenerezza, metafisica e farsa, realismo e magia, una struttura a incastri che si apre in più direzioni contemporaneamente.
La domanda, allora, giunti alla versione “Depp” non è più se “si farà davvero?”, ma che cosa significa provare a filmare un libro così. Perché il rischio non è solo tecnico (effetti, scene corali, salti temporali). “Il Maestro e Margherita” è un libro che funziona quando mantiene insieme la risata e lo spavento, la crudeltà e la grazia, l’idea che il soprannaturale non sia un’evasione ma un modo per smascherare il reale; e renderlo nel girato sarà una scommessa.
Per il momento non c’è un regista annunciato, non c’è un cast ufficiale, e la finestra produttiva indicata punta a fine 2026: insomma, siamo nel territorio delle grandi promesse e delle grandi incognite.
Il romanzo di Bulgakov: una storia che si apre in tre
Spiegare la trama de “Il Maestro e Margherita” qui è difficile, è quasi riduttivo: è un libro che entra in scena già con un colpo di teatro. A Mosca, un mattino, compare uno straniero enigmatico (Woland) e da quel momento la città comincia a comportarsi come se avesse perso l’equilibrio: incontri assurdi, apparizioni, giochi di prestigio che diventano giudizi morali travestiti da spettacolo.
C’è una famosa scena “da varietà” che sembra pura comicità e invece è una radiografia del desiderio e della vanità: il romanzo fa spesso così, diverte mentre affonda.
Poi c’è il secondo livello, quello che rende l’opera davvero irriducibile. Un romanzo nel romanzo, ambientato ai tempi di Ponzio Pilato, con una materia narrativa completamente diversa, più scabra e tragica, che parla di colpa, paura, verità detta o taciuta.
Infine, come il cuore di un profumo, la terza via del romanzo, la storia d’amore: il Maestro, scrittore ferito e braccato, e Margherita, che sceglie di non essere solo spettatrice del destino di chi ama.
È anche per questo che tanti hanno parlato di “impossibile” da filmare: non basta mettere in fila le scene più iconiche. Bisogna trovare una forma capace di reggere tre registri senza farli collassare in uno solo.
Una scommessa culturale
Ed è qui che la notizia su Depp diventa una vera scommessa culturale: perché, se funziona, può riportare al centro un tipo di racconto che non chiede di scegliere tra intrattenimento e profondità. Se non funziona, rischia di trasformare un libro pieno di corridoi segreti in un museo di immagini “belle” ma vuote.
In ogni caso, la cosa più utile da fare, adesso, è arrivare preparati al giorno della proiezione. Riprendere in mano il romanzo (o scoprirlo prima del giorno ics), e magari recuperare almeno uno degli adattamenti già esistenti per capire dove il cinema ha già inciampato e dove, invece, è riuscito a far passare l’incantesimo.
