“La Grazia” di Sorrentino: il cinema come meditazione sull’etica, il potere e l’umano

17 Gennaio 2026

"La Grazia" di Paolo Sorrentino è un film intenso e riflessivo che segue un Presidente della Repubblica di fronte a dilemmi morali e personali, tra potere, amore, dubbio e responsabilità. Una riflessione sull’etica e sulla fragilità umana.

La Grazia di Sorrentino: il cinema come meditazione sull’etica, il potere e l’umano

Con “La Grazia”, Paolo Sorrentino torna alla regia di un film italiano fortemente atteso: presentato come film d’apertura della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e arrivato nelle sale italiane. Il film conferma il talento del regista nel mescolare spessore umano, tensione politica e ricerca estetica.

Protagonista è un Presidente della Repubblica al termine del suo mandato, confuso tra i propri principi e il peso delle decisioni da prendere. Attraverso personaggi complessi, dilemmi morali e un tono sobrio, “La Grazia” invita a una riflessione su temi eterni come il perdono, il dovere e la memoria.

“La Grazia”: di cosa parla il film

“La Grazia” non è un film che fornisce risposte facili. È piuttosto un’opera che ci chiede di guardare dentro alle nostre contraddizioni, di considerare il dubbio come un valore e di riflettere su quanto l’umano sia parte integrante di ogni decisione, pubblica o privata. Attraverso il ritratto di un Presidente in bilico tra potere e compassione, Sorrentino ci invita a pensare alla grazia non come a un gesto straordinario di clemenza, ma come a una disposizione dell’animo, capace di guardare oltre le etichette e le certezze per scorgere il volto, spesso fragile, dell’altro.

“La Grazia” racconta la storia di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica Italiana immaginario, interpretato da Toni Servillo. Alla fine del suo mandato, l’uomo, vedovo e cattolico, si trova a fronteggiare decisioni politiche e personali di enorme portata. Tra queste, la firma di una legge sull’eutanasia e la concessione della grazia a due persone condannate per omicidio, situazioni che mettono a dura prova la sua coscienza e il suo senso di responsabilità.

Quello che emerge è un ritratto intenso di un uomo immerso nei dilemmi etici del potere: non un leader distante ma qualcuno che vive il conflitto tra norme, sentimenti e la propria esperienza umana. In questo senso la “grazia” non è solo un potere giuridico, ma un modo per interrogarsi su quanta umanità ci può essere nelle regole e nelle decisioni di Stato.

Cosa ci suggerisce La Grazia: Il dubbio come spazio etico

Una delle chiavi di lettura più potenti di La Grazia sta nella centralità del dubbio. Nel film, il protagonista non è un eroe infallibile con risposte pronte: è un uomo che si confronta con l’incertezza, con il senso di incompletezza delle proprie scelte e con le conseguenze che esse hanno sugli altri.

In un’epoca in cui la politica spesso si costruisce su certezze rigide, Sorrentino propone un’autoriflessione: il dubbio non è debolezza, ma apertura. Vivere il dubbio significa permettere che la complessità entri nella narrativa pubblica, che le relazioni umane non siano riducibili a formule, e che la legge venga interpretata con una coscienza attenta alle storie concrete delle persone.

Grazia come etica e compassione

Il titolo stesso, “La Grazia” gioca con il significato doppio della parola: può riferirsi alla concessione giuridica di clemenza, ma anche a un atteggiamento umano di comprensione e compassione. Nel film il protagonista si muove esattamente in questa tensione: la sua funzione istituzionale è di alta responsabilità, però ciò che emerge è soprattutto la fatica di guardare oltre la legge per vedere la persona.

Questa prospettiva ci invita a chiederci come, nella nostra vita quotidiana, possiamo equilibrare norme e umanità, se esista uno spazio dove la giustizia si intreccia alla pietà, e quanto sia difficile, ma necessario, provare a capirsi.

Chi è Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino è uno dei registi italiani più celebri e influenti della sua generazione, noto per una filmografia che unisce estetica visiva ricercata, introspezione psicologica e riflessioni esistenziali. Ha raggiunto fama internazionale con opere come La grande bellezza, vincitore dell’Oscar come Miglior Film Straniero, e ha spesso esplorato figure pubbliche e private in conflitto tra desiderio, memoria e potere.

Sorrentino ha una relazione artistica lunga con Toni Servillo, protagonista in numerosi suoi film: un sodalizio che ha saputo raccontare con intensità personaggi complessi e affascinanti. Il regista è noto per uno stile visivo elegante e per una narrativa che sa mescolare ironia, melanconia e profondità esistenziale.

 Altri film di Sorrentino

Paolo Sorrentino ha costruito una filmografia ricca e variegata, in cui la riflessione sul potere, sulla bellezza e sull’identità è sempre centrale. Tra i suoi lavori più noti troviamo:

“La grande bellezza”

Una meditazione sul senso della vita nella Roma contemporanea, che ha consacrato Sorrentino a livello internazionale.

“Il Divo”

Biografia cinematografica del controverso presidente italiano Giulio Andreotti, che scandaglia il potere con sguardo critico e visivamente incisivo.

“Youth”

Un film potente e poetico sul tempo che passa, la memoria e il rapporto tra arte e vita.

In molti suoi film, Sorrentino affronta il tema dell’individuo di fronte alla propria storia, con storie che oscillano tra satira, tragedia e lirismo. “La Grazia” si inserisce in questa tradizione, ma con un tono più pacato, quasi meditativo, e un interesse particolare per l’interiorità morale dei suoi personaggi.

 

 

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