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“Impressioni di settembre” (1971), un inno alla vita e alla libertà da riscoprire

"Impressioni di settembre" è una delle più belle canzoni del panorama musicale italiano. Un inno alla vita e alla libertà che merita di essere riscoperto.

C’è una canzone – uno dei capolavori assoluti della musica italiana – perfetta da ascoltare in questo periodo dell’anno. È stata pubblicata nell’ottobre del 1971. Il testo è stato scritto da Mogol e Mauro Pagani, il brano è stato composto da Franco Mussida. Si chiama “Impressioni di settembre“, e ha reso famosa la PFM (Premiata Forneria Marconi), l’unico gruppo rock progressivo italiano ad ottenere successo fuori dai confini nazionali. Scopriamola insieme.

“Impressioni di settembre”, il testo

Quante gocce di rugiada intorno a meCerco il sole, ma non c’è
Dorme ancora la campagna, forse noÈ sveglia, mi guarda, non so
Già l’odore della terra, odor di granoSale adagio verso me
E la vita nel mio petto batte pianoRespiro la nebbia, penso a te
Quanto verde tutto intorno e ancor più in làSembra quasi un mare l’erba
E leggero il mio pensiero vola e vaHo quasi paura che si perda
Un cavallo tende il collo verso il pratoResta fermo come me
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggitoRespiro la nebbia, penso a te
No, cosa sono? Adesso non lo soSono un uomo, un uomo in cerca di sé stesso
No, cosa sono? Adesso non lo soSono solo, solo il suono del mio passo
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra giàIl giorno come sempre sarà…

Come nasce “Impressioni di settembre”

“Impressioni di settembre” nasce una mattina di settembre, quando Mogol esce di casa e, ispirato, racconta ciò che lo circonda: la rugiada, la campagna e l’erba, il cavallo, la nebbia… Su un testo tanto realistico da sembrare un’istantanea, Franco Mussida, chitarrista e compositore della PFM ha l’intuzione di creare una melodia quasi surreale, unica nel suo genere: lo strumento musicale protagonista è il moog, un complesso sistema di oscillatori nato negli Stati Uniti sul finire degli anni ’60. In Italia, non si era mai sentito nulla di simile.

Il suono era così straordinario e inebriante da meritare un ruolo di primaria importanza all’interno del brano. Così, il “ritornello” di “Impressioni di settembre” è costituito proprio da un intermezzo musicale che ha una forza inaudita, e che contribuisce a rendere ancora più potente il testo scritto da Mogol.

Ciò che trapela dall’istantanea, insieme al luogo e al tempo descritti nel testo, è una sensazione di libertà, di vitalità panica che si irradia dall’esterno verso l’interno, e viceversa.

La constatazione che chiude il brano – Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già/ il giorno come sempre sarà… – richiama il tema del cambiamento, ma anche quello della caducità. In fondo, è proprio la consapevolezza della nostra fragilità a poterci salvare dalla monotonia: solo sapendo che ogni istante è prezioso in quanto irripetibile, possiamo rendere il nostro tempo straordinario.

La PFM

La Premiata Forneria Marconi (nota anche come PFM) è un gruppo musicale rock progressivo italiano. Nasce ufficialmente nel 1971 da un gruppo di musicisti che si fanno chiamare “Quelli”. La band è composta da cinque elementi: un batterista, un chitarrista, un tastierista, un bassista e un cantante, che sono fra i più richiesti nel panorama musicale italiano di quegli anni. Suonano per Lucio Battisti, per Mina, per Fabrizio De André e molti altri.

Dopo il cambio di nome, nel 1971 la PFM pubblica il suo primo disco: La carrozza di Hans/Impressioni di settembre ottiene subito un grande successo di critica e di pubblico, e consacra il gruppo anche fuori dall’Italia.

La PFM si ispira alla musica progressiva internazionale, in particolare a quella britannica e ai Genesis, ai Pink Floyd e ai Gentle Giant.

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