Dal libro al film, D’Avenia presenta ”Bianca come il latte, rossa come il sangue” in versione cinematografica

''Un film che vi farà ridere e piangere nello stesso tempo'', così mercoledì sera, nel corso di una presentazione alla Mondadori Multicenter di Piazza Duomo, Alessandro D'Avenia...
È stato presentato a Milano il film “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, in uscita il 4 aprile, tratto dall’omonimo best-seller di Alessandro D’Avenia

MILANO – “Un film che vi farà ridere e piangere nello stesso tempo”, così mercoledì sera, nel corso di una presentazione alla Mondadori Multicenter di Piazza Duomo, Alessandro D’Avenia ha introdotto “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, attesa trasposizione cinematografica dall’omonimo libro da lui scritto. Il film, in uscita il prossimo 4 aprile, è diretto da Giacomo Campiotti e vede tra gli interpreti principali Filippo Scicchitano, Gaia Weiss, Luca Argentero e Flavio Insinna. Durante la presentazione sono intervenuti Argentero, che vestirà i panni di un professore di lettere, Scicchitano, che interpreterà il protagonista Leo, e lo scrittore e professore Alessandro D’Avenia, il “Prof2puntozero0”  per i suoi fedelissimi fan sui social network.

I TEMI DELLA STORIA, IL RUOLO DEGLI ADOLESCENTI
– Durante l’incontro, Filippo Scicchitano ha raccontato la sua esperienza di attore, gli esordi quasi per caso, l’approccio alla storia di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”: “Ho capito, grazie a questo film al quale ho avuto la fortuna di lavorare –  ha spiegato Scicchitano – che la scuola è la forma più importante di crescita e formazione per il futuro di noi ragazzi. È necessario essere informati, impegnarsi, indignarsi anche, per cambiare le cose”. Non certo semplice il ruolo che si è trovato a interpretare, un adolescente che si trova a fare i conti con le proprie emozioni: la storia  racconta infatti il sentimento di Leo nei confronti della compagna Beatrice, irraggiungibile bellezza di dantesca memoria, ma portatrice di una cruda verità. Dolore, crescita, consapevolezza, maturazione, questi i principali temi del libro che, come D’Avenia ha tenuto a precisare, saranno fedelmente rispettati anche nella versione cinematografica.

L’INVITO A COLTIVARE I SOGNI – Alessandro D’Avenia ha citato una delle sue scene preferite del film, quella in cui i protagonisti ballano sulla canzone “Se si potesse non morire” dei Modà, colonna sonora del film: “È una miniatura del romanzo, e della vita, – ha spiegato – perché un uomo e una donna uniti nel ballo racchiudono l’armonia dell’universo”. L’incontro ha fornito l’occasione per riflettere sul potenziale degli adolescenti, paragonati da D’Avenia a “semi di rosa che contengono in sé la meravigliosa possibilità di compimento”. Lo scrittore ha infatti proseguito invitando i ragazzi a non sprecare le possibilità che ancora forse non intravedono i sé ma “a credere nel proprio sogno, che è già qui e non ancora del tutto qui”. Parlando della stesura del libro e delle difficoltà incontrate ha detto: “Le persone più pericolose sono quelle che rinunciano alla nostra grandezza e vogliono che ci rinunciamo anche noi: circondatevi di persone che vi sostengano, perché il successo non si fai mai da soli”.

INSEGNANTE E STUDENTI – L’autore ha infine ribadito il privilegio di cui godono gli insegnanti, aiutare i ragazzi a crescere a e coltivare i sogni, insegnando loro a non aver paura di avere paura perché “se un sogno non fa un po’ paura, non è il sogno giusto”. Mentre il Duomo, dalle finestre dietro il palco,  si illuminava alle luci della sera, Alessandro D’Avenia ha incantato la platea con le sue parole: la sala era gremita di adolescenti che tenevano strette le copie del libro in attesa di un autografo, di una parola, di una fotografia da rubare al loro scrittore preferito. In tempi di crisi, incertezza e disorientamento, vedere i volti rapiti degli spettatori in religioso silenzio per ascoltare il loro Prof ha dimostrato ancora una volta il profondo potere della letteratura: questa la più significativa lezione trasmessa.

29 marzo 2013

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