Sharon Stone pittrice

Sharon Stone in auto-quarantena si scopre pittrice

Da apprezzare su Instagram il coraggio di una Sharon Stone senza trucco intenta a presentare il suo primo quadro e sostenere lo stare a casa

Sharon Stone si reinventa pittrice, per affrontare l’auto quarantena forzata. Negli Stati Uniti è scoppiata l’emergenza Coronavirus, con stime allarmanti di contagio. Diversi sono i personaggi dello spettacolo che stanno dando il loro contributo a favore della popolazione. Soprattutto, per invitare la genere a “stare a casa”. 

“Ho finito il mio primo quadro”, ha esultato la diva di Basic Instinct davanti a un cavalletto su cui è posato il suo primo “capolavoro”. Il quadro raffigura una grande peonia i cui petali si inseguono in mille sfumature di rosa.

Sharon Stone, “su consiglio di amici”, si è messa in auto-quarantena. Tutti i giorni, attraverso i suoi social, cerca di contribuire a sensibilizzare la popolazione alla responsabilità dell’auto-isolamento.

 

 

Sharon Stone senza trucco su Instagram

L’attrice sessantaduenne non ha nessun timore a mostrarsi senza trucco. Un gesto di forte sensibilità, quello di Sharon Stone. Vuole apparire reale, non artefatta, vicina ai milioni di umani che stanno vivendo chiusi in casa. Un messaggio di grande responsabilità e di grande umiltà che dovrebbe fare da esempio per molti personaggi dello Star System.

“Puoi fare qualcosa che non sapevi di poter fare mentre sei a casa, non sapendo cosa fare!”, afferma Sharon Stone. Un messaggio chiaro, diretto e che invita alla responsabilità e allo stesso tempo che cerca di trasmettere la necessaria motivazione ai tanti americani e cittadini del mondo costretti a stare a casa. L’unico modo per affrontare il Coronavirus è cercare di isolarsi per prevenire e non diffondere il contagio. Quindi, si può sfruttare il tempo per fare delle cose che si pensava non si potessero fare mai.

Sharon Stone, che nel 2001 è stata colpita da un ictus, è stata per anni una delle testimonial più in vista delle campagne per la lotta alla sindrome da immunodeficienza acquisita e, come
presidente della fondazione AmFAR, ha raccolto milioni di dollari da dedicare alla ricerca per sconfiggere la malattia.

 

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