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13 frasi di Massimo Troisi che ci insegnano a non prenderci troppo sul serio

13 frasi di Massimo Troisi che ci insegnano a non prenderci troppo sul serio

Massimo Troisi è un simbolo dell’Italia, portavoce della nuova comicità napoletana, denominato anche “Il comico dei sentimenti”. Ripercorriamone la vita e la carriera e riepiloghiamo i suoi insegnamenti di vita attraverso frasi tratte dai suoi film e dalle sue interviste.

13 frasi di Massimo Troisi che ci insegnano a non prenderci troppo sul serio

Nato il 19 febbraio 1953, l’attore Massimo Troisi è stato una delle voci comiche più potenti del teatro e del cinema italiano. Soprannominato “Pulcinella senza maschera” e “comico dei sentimenti”, la forza di Massimo Troisi era quella di annullare ogni stereotipo sul mondo napoletano e sui napoletani stessi, con la malinconia mischiata alla risata che da sempre ha costituito la cifra stilistica del comico.

Con la sua vita e la sua “arte”, Massimo Troisi ci ha insegnato a non prenderci troppo sul serio, a usare l’ironia come scudo contro le avversità e a guardare ai nostri sentimenti con onestà, senza filtri o pose da intellettuali. Il suo è un invito alla gentilezza e alla lentezza in un mondo che spesso ci chiede di essere l’esatto opposto. Ripercorriamone la vita e la carriera e riepiloghiamo i suoi insegnamenti di vita attraverso frasi tratte dai suoi film e dalle sue interviste.

Gli inizi e il successo di Massimo Troisi

Con alcuni amici di San Giorgio a Cremano, vicino Napoli, Massimo Troisi iniziò a mettere su delle gag divertenti in una sorta di garage. Non esistevano i social ma solo e soltanto il passaparola. Nacque “La Smorfia” con Lello Arena ed Enzo Decaro, e da lì, passo dopo passo arrivò così tanto consenso che iniziò a girare tutto il paese fino a che, anche la televisione si interessò di lui.

Il suo cuore però nel frattempo non smetteva di dargli problemi, fu costretto ad alcuni interventi per aiutarlo a battere meglio, ma questo non fermò Massimo Troisi, anzi cominciò anche a girare film, e pellicola dopo pellicola conquistò tutta Italia. “Ricomincio da tre”, “Scusate il ritardo”, “Non ci resta che piangere”, “Pensavo fosse Amore e invece era un calesse”. Sempre accompagnato da un tic tac che oramai tutti riconoscevano sul set.

Scopri i film iconici di Massimo Troisi

Il Postino

Massimo Troisi avrebbe dovuto fermarsi, aspettare un trapianto, ma girare “Il Postino” era la cosa che voleva fare con tutto se stesso. Trovò un compromesso con i medici, lavorare per due ore al giorno e avere un’ambulanza sempre presente fra un ciak e l’altro.

Tutti rimasero senza parole per quello che riuscì a fare durante le riprese. Si restava senza fiato per la sua tenacia. Attraverso quel personaggio voleva descrivere al mondo la sua gentilezza, la sua visione di una società più accogliente ma soprattutto raccontare a tutti la sua poesia. Ci credeva in quel film, lo sentiva come il culmine della sua carriera e ci lavorò fino all’ultimo istante ed in modo incredibile.

Appena terminato tutto il lavoro che egli poteva fare, neanche il tempo di registrare le ultimissime frasi, morì lasciando tutti senza parole ma anche regalandoci un testamento e capolavoro assoluto riconosciuto in tutto il mondo.

Alla notte degli Oscar del 1996 il nome di Massimo Troisi era meritatamente nelle nomination come migliore attore in competizione con Sean Penn, Anthony Hopkins e Nicolas Cage E se lui non c’era, c’era tutta Italia ad onorarsi di quel suo ennesimo traguardo.

Le lezioni di vita di Massimo Troisi

Nella sua vita, con i suoi film, durante le diverse interviste diventate oggi cult rilasciate in televisione e sui giornali, ci ha lasciato un esempio da seguire, insegnamenti che possiamo trarre dalle sue parole e dalla sua carriera. Innanzi tutto, il suo modo di intendere l’amore: questo sentimento per Troisi va vissuto “nel mentre”, non analizzato. Spesso passiamo il tempo a desiderare l’amore o a piangerne la fine, dimenticandoci di abitare il presente. Secondo Troisi, dobbiamo dare valore alla quotidianità della relazione, a quel “durante” che è la vera sostanza del vivere insieme.

Troisi ci ha insegnato ad accettare le proprie fragilità e la pigrizia, sdoganando l’immagine dell’eroe forte e proponendo un uomo pieno di dubbi e incertezze. Celebre è la sua riflessione: “Tra un giorno da leone e cento da pecora, non se ne potrebbero fare cinquanta da orsacchiotto?” Ciò ci insegna che non dobbiamo per forza essere sempre performanti o “aggressivi” con la vita. C’è una via di mezzo fatta di dolcezza e pacatezza che è altrettanto dignitosa. Ci insegna che la vulnerabilità non è un difetto, ma una caratteristica umana da accogliere con un sorriso.

Per Troisi, la pazienza può essere un rimedio al dolore. Nel film “Pensavo fosse amore invece era un calesse” dice: “Non bisogna uccidersi per amore, poi passa, basta aspettare… Allora io non mi uccido per amore, mi uccido per l’impazienza”. Il dolore per una perdita è temporaneo, ma la nostra mancanza di pazienza lo rende insopportabile. Troisi ci insegna, con la sua solita ironia malinconica, che il tempo è l’unico vero medico, e che spesso soffriamo più per la fretta di stare bene che per il male in sé.

Secondo l’attore napoletano, la poesia e l’arte appartengono a chi ne ha bisogno. Come diceva nel film “Il Postino” il personaggio Mario Ruoppolo a Neruda “La poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve”. Una frase che rappresenta un invito alla democrazia dei sentimenti. L’arte e la bellezza non sono proprietà intellettuale di pochi eletti, ma diventano di chiunque riesca a trovarvi conforto o le parole per esprimere ciò che sente. Ci insegna l’importanza di restare sensibili e “affamati” di parole belle.

Troisi ci ha inoltre insegnato il valore della comunità e delle radici. Spesso scherzava sulla sua numerosa famiglia (17 persone in una casa): “Ecco perché quando ci sono meno di 15 persone mi colgono violenti attacchi di solitudine”. Nonostante la sua timidezza, Troisi esalta il senso di appartenenza. Ci ricorda che siamo animali sociali e che la condivisione, anche caotica, è ciò che ci protegge dal vuoto.

Le frasi più belle di Massimo Troisi

Abbiamo raccolto alcune frasi di Massimo Troisi che ci offrono lezioni di vita profonde, fatte di umiltà, ironia e una rara capacità di osservare l’animo umano. Frasi da condividere capaci di ispirarci.

1. L’amore credo sia quel sentimento che riesce ad uscire indenne dal tempo che passa, che riesce a durare, che vince la stanchezza, la noia, i dolori, le rotture di scatole. Ma bisogna attendere tanto prima di riconoscerlo. Si può dire solo a posteriori se uno ha davvero amato, perché mentre si ama non lo si capisce.

2. Se mi accostano a Totò e a Eduardo a me sta benissimo: sono loro che si offendono.

3. Quando penso a Pasolini, a come agiva rispetto alla società, alle cose, mi stimo molto poco.

4. Ma tra un giorno da leone e cento da pecora, non se ne potrebbero fare cinquanta da orsacchiotto?

5. Io non è che sia contrario al matrimonio, però mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi.

6. Ti piaci? Io non mi piaccio mai. Sono talmente autocritico, che non mi suicido per non lasciare un biglietto che mi sembrerebbe ridicolo.

7. La sofferenza in amore è un vuoto a perdere: nessuno ci può guadagnare, tranne i cantautori che ci fanno le canzoni.

8. Sono nato in una casa con 17 persone. Ecco perché ho questo senso della comunità assai spiccato. Ecco perché quando ci sono meno di 15 persone mi colgono violenti attacchi di solitudine.

9. Da ragazzo i miei continui e disinteressati slanci di altruismo mi diedero la fama di buono. Da grande quella di fesso.

10. Chi ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento, o perder tempo per fare la formazione della propria squadra?

11. Il titolo del film è molto importante perché molte volte è quello che fa andare al cinema la gente. Se non si riesce a trovarlo tocca poi fare un bel film, che è molto più lungo e faticoso.

12. La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli, quella dei ricchi dai loro genitori.

13. Non bisogna uccidersi per amore, poi passa, basta aspettare… Allora io non mi uccido per amore, mi uccido per l’impazienza.

 

photocredits: Gorupdebesanez