Wynn Bullock, maestro di fotografia e realismo simbolico

Wynn Bullock è considerato uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo. Il fotografo americano ha infatti trasmesso attraverso i suoi lavori verità psicologiche mediante una tecnica in particolare, ovvero quella del realismo dei simboli...

Maestro di fotografia e creatività, nei suoi scatti ha unito tecnica ed innovazione, per dar vita ad opere intrise di realismo simbolico

MILANO – Wynn Bullock è  considerato uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo. Il fotografo americano ha infatti trasmesso attraverso i suoi lavori  verità psicologiche mediante una tecnica in particolare, ovvero quella del realismo dei simboli. "Nelle fotografie esiste una verità profondamente paradossale. Gli oggetti possono essere fissati nel tempo dal punto di vista delle loro qualità specifiche, fisiche, esteriori, ma lo spirito può reagire a questi stessi oggetti come a degli avvenimenti che corrono nel tempo.”

 

WYNN BULLOCK – Wynn Bullock nacque il 18 aprile 1902 a Chicago nell’ Illinois. Trasferitosi a New York nei primi anni Venti per studiare canto alla Columbia University e per perseguire la carriera di tenore, Wynn si appassionò alle arti visive durante un viaggio in Europa. Fu proprio per questo motivo che acquistò una Leica 35 millimetri e intraprese le sue prime investigazioni fotografiche. Al suo ritorno negli Stati Uniti nel 1931, dopo aver per breve tempo studiato giurisprudenza, decise di dedicarsi alla fotografia  e si iscrisse al Los Angeles Art Center. In quest’epoca Bullock  fu fortemente influenzato da Alfred Korzybski, il quale riuscì a trasmettergli appieno il suo motto, ovvero che "la parola non è la cosa". Questo principio affermava che la lingua separa le persone dalla realtà degli avvenimenti.


FOTOGRAFIA E SPERIMENTAZIONE
– I primi lavori di Bullock subirono  il fascino  degli esperimenti dell’avanguardia, come quelli di László Moholy-Nagy. Bullock nel corso della sua carriera sviluppò un procedimento di solarizzazione praticato nel negativo anziché nella stampa positiva ed il perfezionamento di  un particolare effetto di stampa atto ad ottenere un grande dettaglio di nitidezza e un particolare  effetto rilievo. La sua prima esposizione individuale, svoltasi nel 1941 al Los Angeles County Museum,  fu un successo unanime  di critiche.  Dopo la guerra Bullock si stabilì a Monterey nel 1946. Qui aprì e diresse uno studio fotografico presso Fort Ord.


LA POETICA DELL’ARTISTA
– I suoi eccellenti lavori commerciali gli permisero di aggiudicarsi numerosi premi. Nel 1948 incontrò Edward Weston che lo influenzò nella riscoperta del realismo e della bellezza tonale. Dopo aver acquistato un Ansco 20 X 25 iniziò ad esplorare il mondo circostante con una nuova energia. La fotografia venne intesa non tanto come progetto ma soprattutto come modalità di apprendere direttamente dalle cose. L’arte visiva di Bullock nasceva proprio dalla convinzione di come la comunicazione visuale fosse fondata sulla supposizione che potesse esistere una relazione tra il mondo interiore delle idee e il mondo esterno degli avvenimenti, implicando tanto l’abilità del fotografo nel rendere simbolicamente degli oggetti tridimensionali, quanto la coscienza dello spettatore nel riconoscere e reagire ai simboli che creano l’illusione. Il grande maestro del realismo simbolico morì il 16 novembre 1975

26 agosto 2013

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