Weegee, il fotoreporter che ha immortalato gli omicidi d’America

Fino al prossimo 14 luglio Palazzo Magnani a Reggio Emilia ospita la mostra ''Weegee. Murder is my business''. L'importante appuntamento espositivo, curato da Brian Wallis, Chief Curator dell'ICP, è realizzato, nell'ambito dell'VIII edizione del Festival Fotografia Europea, dalla Fondazione Palazzo Magnani, GAmm Giunti e International Center of Photography (ICP) di New York...
“Murder is my business” è la mostra che, attraverso oltre 100 scatti, ripercorre la carriera del più famoso reporter statunitense di cronaca nera
 
MILANO – Fino al prossimo 14 luglio Palazzo Magnani a Reggio Emilia ospita la mostra “Weegee. Murder is my business”. L’importante appuntamento espositivo, curato da Brian Wallis, Chief Curator dell’ICP, è realizzato, nell’ambito dell’VIII edizione del Festival Fotografia Europea, dalla Fondazione Palazzo Magnani, GAmm Giunti e International Center of Photography (ICP) di New York. 
 
IL REPORTER DELLA CRONACA NERA – Murder is My Business intende gettare luce sulla violenza e il caos urbano, soggetti al centro della prima produzione artistica del fotografo. Come fotoreporter freelance in un’epoca in cui New York contava almeno otto quotidiani e le agenzie di stampa iniziavano allora a gestire immagini fotografiche, Weegee si trovò davanti la sfida di catturare immagini uniche di eventi che facessero notizia, per poi distribuirle velocemente. Lavorava quasi esclusivamente di notte, partendo dal suo minuscolo appartamento di fronte alla Centrale di Polizia non appena la sua radio – sintonizzata sulle frequenze della polizia – lo informava di un nuovo crimine. Arrivando spesso prima delle stesse Forze dell’Ordine, Weegee ispezionava con attenzione ogni scena per trovare l’angolazione migliore. Gli omicidi, sosteneva, erano i più facili da fotografare perché i soggetti non si muovevano mai e non si agitavano. 
L’ESPOSIZIONE – La mostra, curata da Brian Wallis, Chief Curator dell’ICP, presenta rari esemplari delle immagini più famose e rappresentative di Weegee – oltre 100 fotografie originali, tratte per lo più dall’esauriente archivio di Weegee presso l’ICP composto da 20.000 stampe, oltre a quotidiani, riviste e film dell’epoca – e considera i suoi primi lavori nel contesto della loro presentazione originaria – su testate giornalistiche e in mostre storiche – oltre ai suoi libri e ai suoi film. Presenta inoltre ricostruzioni parziali dello studio di Weegee e della sua mostra presso la Photo League. Per approfondire ulteriori dettagli relativi alle immagini e agli oggetti presenti, alcuni touch-screen a disposizione del visitatore. 
 
WEEGEE, LA CARRIERA –  La carriera in ascesa di Weegee come fotografo negli anni Trenta coincise con il periodo culminante della Murder Inc., la gang ebrea di Brownsville che forniva sicari a pagamento al Syndacate, l’associazione newyorkese di boss della malavita per lo più italiani. Con l’ondata di provvedimenti governativi e legali che investì la città tra il 1935 e il 1941, ci fu un’escalation del numero di omicidi di gangster da quattro soldi e potenziali informatori. Il fotografo spesso lavorava a fianco della polizia, ma aveva anche stretto amicizia con criminali di alto livello come Bugsy Siegel, Lucky Luciano e Legs Diamond. Weegee si definiva il “fotografo personale della Murder Inc.” e sosteneva di essersi occupato di 5.000 omicidi. Sottolineando la vera natura della sua attività, Weegee mostrava con orgoglio la matrice dell’assegno ricevuto dalla rivista LIFE, che lo aveva pagato 35 dollari per due omicidi.
 
12 giugno 2013
 
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