La vita di Pupi Avati

Tra fotografie e sogno, la vita di Pupi Avati in mostra a Bologna

Ha inaugurato da qualche giorno alla Cineteca di Bologna la mostra ''Pupi Avati. Parenti, amici e altri estranei'', curata da Andrea Maioli. Un viaggio fotografico tra fotografie d'infanzia, immagini di scena...

Ha inaugurato da pochi giorni alla Cineteca di Bologna la mostra ”Pupi Avati. Parenti, amici e altri estranei”, viaggio nell’immaginario del regista bolognese tra film, fotografie, sogni e realtà e anche qualche sorpresa

MILANO – Ha inaugurato da qualche giorno alla Cineteca di Bologna la mostra ”Pupi Avati. Parenti, amici e altri estranei”, curata da Andrea Maioli. Un viaggio fotografico tra fotografie d’infanzia, immagini di scena, ritratti e ricordi di persone che non ci sono più; un cinema di famiglia, che racconta la storia della coppia Pupi e Antonio Avati, fratelli e compagni d’avventura sul grande schermo e nella vita. Pupi comanda davanti la macchina da presa, Antonio dietro.

LA MOSTRA – La mostra, che raccoglie oltre 130 fotografie, è strutturata attraverso nove tappe e una sorpresa a conclusione del percorso: ‘Parenti, amici e altri estranei’, ‘Sorridete…’, ‘Interno/esterno’, ‘A tavola!’,  ‘Avvolti nel tepore del ballo’, ‘Almeno una volta nella vita…’, ‘Questione di fede’, ‘Sulla strada’ e ‘Altrove’. Nove sezioni, tra finzione e realtà, tra figure raccontate e figure reali, quasi fosse un labirinto nel quale smarrirsi tra i personaggi archetipici del suo cinema. «In ogni casa c’è una stanza delle cose smarrite – dice Pupi Avati – dove è contenuto tutto ciò che non siamo più stati capaci di ritrovare. Questo luogo nascosto contiene anche molte fotografie, volti di persone che hanno condiviso un tratto del nostro percorso ma che oggi non sapremmo più riconoscere, delle quali abbiamo dimenticato il nome. La sola cosa che sappiamo è che dopo così tanto tempo, prigionieri di quel luogo segreto, loro si ostinano ancora a sorridere. Ci piace esprimere tutta la nostra gratitudine per aver portato a compimento l’idea lusinghiera e sfrontata di esporre una significativa porzione del nostro album fotografico di famiglia documentando il back ground della nostra vicenda umana e professionale».

PUPI AVATI – Pupi Avati nasce a Bologna nel 1938. Tra il 1955 e i primi anni Sessanta si dedica al jazz suonando il clarinetto prima nella Criminal Jazz Band poi nella Doctor Dixie Jazz Band. Lavora alla Findus dalla quale si dimette per inseguire il sogno del cinema dove riesce a debuttare avventurosamente nel 1968 con ‘Balsamus l’uomo di Satana’ dove partecipano già alcuni personaggi che lo accompagneranno in molti film: Gianni Cavina, Giulio Pizzirani, Bob Tonelli. In veste di attore debutta anche il fratello Antonio che poi affiancherà Pupi come sceneggiatore e produttore nel corso di tutta la carriera. Dopo un secondo film mai uscito in sala e ancora una volta realizzato a Bologna (Thomas… gli indemoniati del 1969) si trasferisce a Roma dove finalmente decolla nel 1974 con ‘La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone’. Ha firmato 39 film l’ultimo dei quali è ‘Un ragazzo d’oro’ con Sharon Stone e Riccardo Scamarcio (2014). Ha scritto e diretto fiction televisive (Jazz Band, Cinema!!!, Un matrimonio) e documentari sempre per il piccolo schermo. Come sceneggiatore ha collaborato anche con Pasolini in ‘Salò o le 120 giornate di Sodoma’ del 1975. Come produttore prima con la A.M.A. Film poi con la Duea Film ha realizzato anche opere di altri registi come Giuseppe Bertolucci, Florestano Vancini, Maurizio Zaccaro. Ha scritto libri l’ultimo dei quali è l’autobiografia ‘La grande invenzione’.

25 giugno 2014

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