Passione per la realtà e indagine sociale nella fotografia di Gianni Berengo Gardin

Ha immortalato la storia d'Italia in oltre un milione di scatti: Gianni Berengo Gardin è considerato il più rappresentativo fra i fotografi italiani. La Casa dei tre Oci di Venezia inaugura oggi, giovedì 31 gennaio, dalle 17 alle 20, la retrospettiva dedicata a questo grande maestro. La più completa antologica del maestro sarà visitabile dal 1 febbraio al 12 maggio 2013...
Alla Casa dei tre Oci di Venezia dal 1 febbraio al 12 maggio 2013 sarà esposta “Storie di un fotografo” una retrospettiva che celebra la carriera di uno dei più importanti fotografi italiani

MILANO – Ha immortalato la storia d’Italia in oltre un milione di scatti: Gianni Berengo Gardin è considerato il più rappresentativo fra i fotografi italiani.  La Casa dei tre Oci di Venezia inaugura oggi, giovedì 31 gennaio, dalle 17 alle 20, la retrospettiva dedicata a questo grande maestro. La più completa antologica del maestro sarà visitabile dal 1 febbraio al 12 maggio 2013: mostra unica e imperdibile di 130 fotografie, curata da Denis Curti, direttore artistico della casa dei Tre Oci, che ha accompagnato l’artista attraverso un lungo lavoro tra centinaia di  stampe in bianco e nero dell’ immenso archivio privato, per rileggere tutti i suoi scatti, compresi quelli inediti o ritrovati.

UNA SINTESI DELLA CARRIERA
– Gianni Berengo Gardin considera questa mostra come la più rappresentativa della sua carriera: in parete oltre 130 stampe analogiche che ripercorrono il suo lavoro di reporter e che sono lo specchio di un autore che ha fatto dell’etica la sua bandiera. Berengo Gardin ha voluto rivedere tutta la sua produzione, le oltre 300 mostre passate, i libri più di 200, le pubblicazioni editoriali, giornali e magazines, per rileggere il tutto con lo sguardo di oggi, per scegliere le immagini che meglio di altre raccontassero la sua storia, una sintesi del suo viaggio da fotografo, dagli esordi all’ultima immagine che ha scattato in digitale, due ragazzi che si baciano per strada.

GIANNI BERENGO GARDIN
– Narratore attento alla vita di tutti i giorni, in tutti i suoi molteplici aspetti e nella sua evoluzione, è un autore che ha immortalato la storia d’Italia in oltre un milione di scatti. Nato negli anni 40, predilige il bianco e nero, non solo per una questione generazionale, ma perché “il colore distrae il fotografo e chi guarda”. Considerato da molti il più rappresentativo fra i fotografi italiani, da quasi cinquant’anni porta avanti, sempre coerente con  sé stesso, un importante lavoro d’indagine sociale nella continua ricerca dell’obiettività della comunicazione e della qualità dell’immagine. “E le immagini sono ciò che conta”. La passione per le strade, la gente qualunque incontrata per caso, sorprendenti abbracci rubati al quotidiano: in ogni foto, ciascuno di noi ritrova un po’ di se stesso, della sua storia, dei suoi ricordi.  Fotografie capaci di evocare vite semplici e preziose, che attraversano campi e piazze, raccontano la storia ed i sentieri sinuosi della vita, sono come archetipi dell’immaginario italiano, ci entra sottopelle e ci diventa subito familiare.
Persone, oggetti, primi piani, monumenti storici. Immagini concrete, mai astratte, ma soprattutto, immagini reali. Nella fotografia di Gianni Berengo Gardin le figure umane, quando ci sono, raccontano attimi di una vita sospesa, senza tempo, in una tradizione di tranquilli gesti quotidiani che si susseguono giorno dopo giorno.

L’ESPOSIZIONE
– 130 fotografie, che ripercorrono la carriera del grande maestro italiano che più di altri, ha saputo restituire e rinnovare il linguaggio visivo del nostro Paese: Venezia e Milano, i manicomi e la legge Basaglia, la Biennale d’arte di Venezia e gli zingari, il fondamentale reportage intitolato Dentro le case e New York, Vienna, la Gran Bretagna per finire con la straordinaria esperienza con il Touring Club che lo spinge a scoprire gli angoli più reconditi del nostro paese, fino alle fotografie finora rimaste inedite e qui presentate per la prima volta.

LOCATION E ORGANIZZAZIONE – La Casa dei Tre Oci, splendida testimonianza dell’architettura veneziana di inizio ‘900 realizzata dall’artista Mario De Maria, è proprietà di Polymnia Venezia, società strumentale della Fondazione di Venezia. La mostra è prodotta da Civita Tre Venezie e da Contrasto con il sostegno di Veneto Banca e della Regione Veneto . La mostra che, si avvale della collaborazione di Caffé Florian, Molino Stucky,  e COOP Adriatica,  sarà accompagnata da un catalogo edito da Marsilio Editori, anch’esso curato da Denis Curti.

31 gennaio 2013

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