Parma ospita ”Appunti di viaggio di un fotografo condotto”, scatti d’autore di Giovanni Amoretti

All'interno del suggestivo cavedio di Palazzo Giordani a Parma, fino al 7 dicembre 2012, sarà in mostra ''Appunti di viaggio di un fotografo condotto'', una raccolta degli scatti del fotografo Giovanni Amoretti...
Fino al 7 dicembre, il Palazzo Giordani di Parma ospiterà la mostra “Appunti di viaggio di un fotografo condotto”, una raccolta di scatti privati del fotografo Giovanni Amoretti

MILANO – All’interno del suggestivo cavedio di Palazzo Giordani a Parma, fino al 7 dicembre 2012, sarà in mostra “Appunti di viaggio di un fotografo condotto”, una raccolta degli scatti del fotografo Giovanni Amoretti. Conosciuto per la sua costante attività nel mondo dell’arte, dell’architettura, della scultura, in questa esposizione, promossa e organizzata dall’Associazione Culturale A.p.s. Lunatici, presenta la sua ricerca intima e personale lungo i viaggi della sua vita: 70 fotografie creeranno un percorso attraverso il quale ripercorrere l’esperienza e la poetica di viaggio che si intreccia a quella professionale, in un arco temporale di circa cinquant’anni, dagli anni Sessanta fino a raggiungere i giorni nostri: Italia, Cina, New York, Nepal, Iraq, Grecia. La mostra sarà, inoltre, accompagnata da un catalogo, edito Nuova Editrice Berti (Piacenza), che, oltre a riprodurre le opere esposte, propone alcune riletture e saggi critici a cura di Andrea Tinterri, Paolo Barbaro, Federica Pasqualetti.

DALLA SCOPA ALLA LEICA – Giovanni Amoretti è nato a Parma il 24 settembre 1934, nello stesso giorno in cui nacque Maria Pia di Savoia, per cui la coincidenza fu premiata con quattrocento lire ed una medaglietta. “Gli unici soldi – dichiara oggi – che ho guadagnato senza lavorare”. Ha iniziato giovanissimo un duro apprendistato nello studio fotografico del padre Armando. Il fratello maggiore Mario a sua volta lo spronò ad esperimentare una scuola pratica che andava dalla “scopa alla Leica”. Rimasto solo, si è venuto specializzando come fotografo d’arte, grazie ad alcuni incontri fondamentali. Molti anche i lavori fotografici per la pubblicità, per le aziende, per le case editrici e per gli enti pubblici, banche agenzie di pubblicità per gallerie enti ed istituzioni case editrici. Dalla sua prima foto comparsa su “Parma nel Mondo”, nel 1962, ha collaborato con servizi ed immagini a diverse riviste, tra le quali “FMR”, “Archeo” e “Bell’Italia”. Nel corso degli anni è stato affiancato dalla professionalità della nipote Bianca Amoretti, preziosa assistente ed attento occhio critico capace di coadiuvare un impegnativo lavoro quotidiano.

QUOTIDIANA ABITUDINE ALLA NARRAZIONE – In questa mostra Giovanni Amoretti viene presentato non solo attraverso il suo conosciuto lavoro professionale, ma anche soprattutto su immagini legate ad un’esperienza personale, come è quella del viaggio. La scelta alquanto singolare promossa dagli organizzatori della mostra esprime sicuramente la volontà critica di indagare il percorso professionale di un fotografo, in cui esiste una sorta di continuità tra lavoro e spazio privato, una quotidiana abitudine alla narrazione attraverso l’obiettivo: “Amoretti è uno di quei fotografi che non abbandona mai “il mezzo” dopo il lavoro, ma lo conserva come possibile interfaccia tra la propria capacità di sintesi e un ipotetico diario giornaliero: un matrimonio, un viaggio (a piedi, in moto, guardando dal finestrino di un aereo), un ragno fosforescente trovato in cortile appena fuori dalla porta di casa”. In Amoretti la fotografia diventa una scrittura continua, un linguaggio con cui comunicare non solamente in campo professionale, ma anche nel proprio quotidiano.

16 novembre 2012

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