Martin Parr, il fotografo che ha immortalato vizi e nevrosi della società contemporanea

È considerato il più celebre fotografo e fotoreporter britannico contemporaneo. Martin Parr con i suoi scatti dai colori saturi e contrastati, che ormai sono come il suo marchio di fabbrica, ha raccontato con sguardo critico e pieno di ironia e humor la società moderna...

A partire dagli anni Ottanta, il maestro della fotografia inglese ha rivolto l’obiettivo al mondo delle classi medie, documentando con sguardo ironico e critico la società dei consumi

MILANO – È considerato il più celebre fotografo e fotoreporter britannico contemporaneo. Martin Parr con i suoi scatti dai colori saturi e contrastati, che ormai sono come il suo marchio di fabbrica, ha raccontato con sguardo critico e pieno di ironia e humor la società moderna, i tic e le nevrosi delle classi medie inglesi, in cui quelle di tutto l’Occidente finiscono per rispecchiarsi. Un esempio del suo lavoro si può proprio in questo periodo ammirare nella mostra itinerante “Urban Story Tellers” – una selezione di 28 scatti che hanno per soggetto il paesaggio urbano, di cui 10 del maestro inglese e i rimanenti di quattro fotografi di Contrasto, Fabio Cuttica, Tommaso Bonaventura, Daniele Dainelli e Antonio Zambardino. Dopo l’inaugurazione a Bologna, l’esposizione di sposterà domani a Milano.

IL FOTOGRAFO DELLA SOCIETÀ MODERNA E DEL CONSUMISMO – Nato nel 1952 a Epsom, nel Surrey, Parr studia fotografia al Politecnico di Manchester, vincendo per tre volte consecutive, alla fine degli anni Settanta, il premio dell’Arts Council della Gran Bretagna. A partire dagli anni Ottanta, il suo obiettivo comincia a rivolgersi alla provincia inglese, ai comportamenti e alle abitudini della classe media, al cattivo gusto dei loro arredi, ambienti e stili di vita. Fotografa i cibi delle fiere, quelli preconfezionati, i dolciumi ricoperti di glasse colorate. E ancora carte da parati, chiome cotonate, unghie colorate, turisti che fotografano indiscriminatamente tutto quello che hanno sotto tiro senza davvero comprendere il valore di ciò che osservano. Immortala immagini che diventano gli emblemi visivi del consumismo, del kitsch, parola che tuttavia lui non ama – “Io non cerco il kitsch, mi limito a fotografare quel che vedo”, dichiarava in un’intervista pubblicata su Panorama.

L’INGRESSO NELL’AGENZIA MAGNUM – Diventa membro di Magnum Photos nel 1994. Il suo stile suscita tuttavia accesi dibattiti e sembra che Henri Cartier-Bresson non fosse particolarmente felice del suo ingresso nell’agenzia. Le immagini dal gusto pop, provocatorie e sarcastiche sono molto distanti dal lirismo e dalle geometrie composte del fotografo francese.


UN ATLANTE SUL SENSO COMUNE DEL NOSTRO TEMPO
– A Parr sono state dedicate mostre organizzate in gallerie e musei europei e americani, e i suoi scatti fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private. Ha pubblicato 70 libri fotografici, tra cui “Up and Down Peachtree”, uscito per Contrastobooks nel 2012, che raccoglie le fotografie realizzate da Parr negli ultimi anni ad Atalanta, in Georgia. Città simbolo del Sud degli Stati Uniti, Atalanta è stata resa celebre dal film “Via col vento” e dall’epopea sudista, dall’azione politica di Martin Luther King e dalla presenza della Coca Cola, azienda simbolo. Ed è qui che Parr esercita il suo sguardo infallibile nel prelevare dal flusso continuo dell’esistenza quei particolari, quei colori, quelle forme, quegli atteggiamenti, rivelatori di uno stato d’animo diffuso, di un modo di essere moderni che ci fa sorridere e disperare contemporaneamente. Il titolo del libro deriva dalla strada principale di Atlanta, Peachtree Street, intorno alla quale la città è nata e si è sviluppata. Il testo si compone di 110 scatti senza testo scritto. Qui Parr esercita il suo sguardo caustico e implacabile, componendo, come in tutto il resto del suo lavoro, un atlante fotografico sul “senso comune” del nostro tempo.


IL LIBRO INTERVISTA
– Per chi volesse conoscere meglio il fotografo c’è anche il libro “Martin Parr con Quentin Bajac. Intervista a un fotografo promiscuo”, titolo della serie “Lezioni di fotografia – Logos”, sempre di Contrastobooks, dedicato a Martin Parr. Qui il maestro inglese, che di solito non ama molto parlare di sé e del suo lavoro, spiega i meccanismi che sottendono il suo modo di vivere la fotografia. Racconta la sua giovinezza e la sua formazione al Manchester Polytechnic, le polemiche sollevate dalle sue fotografie all’interno della società inglese degli anni Ottanta, la sua particolare posizione di autore a metà fra il reportage (come fotografo Magnum), l’arte e l’editoria, il suo modo di riflettere sull’evoluzione del mondo contemporaneo, ma anche le tante sfaccettature del suo lavoro.

2 luglio 2013

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